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Ev Gallery: Route 809, fotografie di Umberto Stefanelli Stampa

Sabato 10 maggio 2008 - ore 17,30

Inaugurazione del 'percorso fotografico' : Route eight O nine

di Umberto Stefanelli

in mostra fino all'8 giugno 2008

EV Gallery - no. 1 Lane 210 Taikan Road - Shanghai - tel.+86 21 5465 3673 - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo




Route eight-O-nine non è un indirizzo qualunque. Tuttavia non ha alcun riferimento topografico nella realtà, non è un luogo del mondo che, per qualche motivo, è diventato un appunto in evidenza nella memoria personale dell’artista o in quella storica collettiva. Eppure per Umberto Stefanelli questa fantomatica strada viene eletta territorio imprescindibile nel suo itinerario personale e artistico. Le sue coordinate indicano un percorso ideale che procede parallelamente al viaggio della sua vita e all’evolversi delle scelte artistiche che l’hanno accompagnata; un luogo che diventa crocevia di incontri e separazioni, fughe e ritorni, esperienze diverse tenute insieme da un invisibile filo che è il desiderio di raccontarle con un linguaggio in cui la poesia della ricerca estetica predomina sulla prosa della narrazione. Ma Route eight-O-nine più che una strada è il mezzo utilizzato dall’artista per percorrerla. La produzione artistica di Stefanelli ha, infatti, un elemento distintivo che caratterizza le sue opere fin dagli esordi e consiste nell’utilizzo della pellicola a sviluppo istantaneo Polaroid. Polaroid 809, appunto. Da oltre quindici anni la 809 è la compagna di viaggio con cui l’artista esplora il mondo e attraverso la quale dà forma e personalità alla sua espressione creativa. Nel percorso tracciato in questa mostra è possibile incontrare alcuni momenti topici della sua attività artistica: dalle immagini di moda allo still life fino alla recente rivisitazione dell’iconografia maoista. Temi diversi raccontati con una comune, raffinata grammatica della visione.
L’utilizzo della pellicola a sviluppo istantaneo di grande formato, la cui emulsione viene trasferita su supporti di carta impreziositi con l’applicazione di altri materiali o trattati come fossero una tela pronta ad accogliere il pennello del pittore, costituiscono il procedimento con cui l’artista ha realizzato le opere esposte. Si tratta di lavori nati dalla sovrapposizione di elementi diversi che conservano uno spazio riconoscibile e autonomo sul supporto; tali “ingredienti”, oltre a creare un equilibrio compositivo e cromatico intorno all’immagine fotografica, riescono a dare uno spessore tridimensionale all’opera d’arte intesa come Oggetto. La fisicità delle immagini fotografiche di Stefanelli è un aspetto chiaramente percepibile nelle sue ricerche a partire dalla scelta dei soggetti, per l’eleganza delle loro movenze ed espressioni, come pure nella raffinata carnalità dello still life, fino alla reiterazione di gusto Pop della figura di Mao Tse-Tung, diventata un’icona della cultura visiva moderna, non solo cinese. La passione per gli aspetti estetizzanti della realtà e la riflessione sugli scenari quotidiani sono in continua tenzone lungo il percorso della Route eight-O-nine. Qui è possibile incontrare immagini e oggetti che rimandano alle diverse declinazioni del concetto di bellezza inteso dall’autore: da quella per antonomasia, interpretata dalla figura femminile, nel modo in cui viene esibita nella fotografia di moda e di pubblicità, fino alla consapevolezza della sua fragilità nel corpo in decomposizione di un pesce dalle sembianze quasi umane la cui vitalità viene celebrata nel momento in cui cessa di esistere, per arrivare all’estetica dell’oggetto d’uso- le banconote con l’effigie di Mao Tse-Tung - sdoganato ad oggetto degno di valore artistico e diventato pretesto tematico nonché parte fisicamente integrata nell’opera d’arte. Quest’ultima serie di lavori, in particolare, merita una riflessione a sé. La banconota come oggetto d’uso comune fornisce all’artista l’occasione per una nuova esplorazione; essa è destinata ad assumere una funzione nuova in un contesto diverso da quello al quale appartiene solitamente e in cui assolve ad una funzione meramente strumentale. L’Oggetto-contenitore (la banconota) e il Soggetto-contenuto (il ritratto di Mao), diventano in questo modo, una sorta di ready made; al di fuori del loro contesto abituale essi perdono la funzione e l’identità originarie e vengono catapultati in un mondo estraneo in cui devono ricostruire un nuovo senso attraverso le intenzioni dell’artista e la percezione del pubblico. L’operazione attuata da Stefanelli, quindi, non è solamente estetica. Dal punto di vista semantico questo procedimento ha una serie di implicazioni interessanti. L’aspetto tecnico non è certamente fine a se stesso, nel senso che trova una ragione d’essere principalmente nel nuovo Oggetto che ne deriva, oltre che nel piacere della visione. Il ricorso al collage crea una sorta di contaminazione del territorio dell’arte con il germe della realtà, sia per la strumentalità del suo contenuto – il denaro – sia per il fatto di ospitare un oggetto tolto dal suo mondo e privato della sua funzione pratica originaria, come pure per il riferimento alla testimonianza della figura di Mao Tse-Tung, carica di valori storici e simbolici, di cui il nuovo Oggetto si fa traccia e veicolo. Del resto, anche la fotografia in sé può considerarsi un collage della realtà; infatti ciò che viene fotografato è esistito come frammento fisico e temporale della realtà. Con il procedimento dell’emulsion transfer, Stefanelli reitera il processo dello scatto: la fotografia non è altro che un trasferimento chimico, possibile attraverso la luce, del mondo alla pellicola. Una sorta di impronta, di matrice, di traccia. La ripetizione di questo procedimento attuata trasferendo la gelatina su un nuovo supporto e l’inserimento di elementi fisici autentici presi dalla realtà stessa, diventa la metafora della ricchezza e della complessità del mondo che essa rappresenta. (Emanuela Costantini)

 

 

 

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