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Bella Napoli
Vita di Provincia Stampa E-mail
12 giugno 2006

L’Italia vista con gli occhi di una ragazza cinese che ha scelto di vivere nella quiete di un piccolo paesino…

Jane

 

Testo e Foto di Michele Soranzo 

Una valigia sempre pronta, un biglietto aereo nella borsetta e una piccola digitale per catturare qualche immagine dai suoi numerosi viaggi in Asia. “Sono gli unici momenti di relax che ho per portare via qualcosa dai posti in cui vado, oltre allo shopping, naturalmente...”. Dopo aver passato otto anni in Italia, Jane non solo parla un italiano perfetto, ricco di curiose espressioni locali, ma ha anche assimilato pienamente le abitudini del posto in cui vive. E’ un esempio di come una persona possa diventare un ponte fra due paesi senza per forza essere un’esperta di cultura o far parte di scambi accademici.

 

Jane, il cui vero nome è Liu Zhan ed è originaria di Nanchino, lavora come area manager per un'azienda del profondo nord-est italiano che con un prodotto all’avanguardia si sta ritagliando spazi importati in vari mercati asiatici. La sua attività la porta a viaggiare spesso, ultimamente anche in Cina dove la sua ditta ha aperto una sede a Changshu, circa 70 chilometri a nord-ovest di Shanghai. Jane è una donna che ad un certo punto della sua vita ha saputo rinunciare a posti e persone che le erano familiari per cercare una dimensione personale in un paese diverso, con una lingua diversa.

Vivere in un paese straniero per tanto tempo eppure non riuscire mai ad integrarsi fino in fondo, vivere a margine mantenendo dei legami forzati con una patria lontana, è quanto fanno molti cinesi in Italia, è quanto fanno anche molti italiani all’estero. Un amico inglese una volta colpì nel segno identificando il senso di smarrimento che prende uno straniero a Shanghai con la nostra ignoranza delle cose che ci circondano. Se in patria siamo persone di una certa cultura ed educazione, qui perdiamo improvvisamente tutto, diventiamo illetterati, analfabeti, sordi e muti senza la possibilità di leggere un giornale, capire un programma televisivo, o semplicemente di farci capire.

janeA differenza di tanti altri che lasciano il proprio paese, Jane ha scelto di non abitare in una grande città chiusa dentro una cerchia ristretta di connazionali. Vive e lavora in provincia di Padova, a Bresseo, una delle frazioni del comune di Teolo, ottomila abitanti immerso nella quiete assoluta dei Colli Euganei. La sua vita in Italia è frutto al tempo stesso del caso e di un’opportunità colta con determinazione. Jane non aveva studiato l’italiano nè sapeva esattamente come fosse l’Italia fino a quando la ditta cinese per cui lavorava non la mandò a Milano per visitare Micam, una delle più importanti fiere della calzatura mondiale. Era il 1998 e Jane decise di prolungare la sua permanenza di altri tre mesi per imparare la lingua. “Era la prima volta che vedevo un paese diverso dal mio. Milano mi è piaciuta subito e non solo per il Duomo o gli altri monumenti, ma anche per la vita della città, i bar, la gente. Dopo aver visitato anche Roma, Firenze, Venezia ho capito che il mio desiderio era quello di restare nel vostro paese.” Ritornata in Cina, Jane si mette subito alla ricerca di un’altra occasione per tornare in Italia. La trova in un'azienda di calzature che ha bisogno di un’interprete nella propria sede di Stra, piccola capitale del famoso “distretto della scarpa” tra Venezia e Padova. Riparte per l'Italia, e stavolta con tutta l’intenzione di restare.

janeLa calma e la dolcezza del paesaggio della Riviera del Brenta, con le bianche ville del Palladio che scorrono lungo il fiume come uscendo dalle pagine di un libro fotografico convincono sempre più Jane nella sua decisione. Dopo Stra, è la volta di Treviso e infine Padova, dove trova lavoro presso una ditta che produce saldatrici, a Bresseo appunto. Negli ultimi tempi i suoi viaggi in Cina sono diventati sempre più frequenti. Pur contenta di visitare il spesso il proprio paese, Jane ammette di sentire la mancanza delle colline che vede da casa sua, della quiete e del verde che ha intorno a se tutti giorni. “Dopo otto anni la cosa che mi piace di più della mia vita in Italia è sicuramente l’indipendenza, la libertà, Mi manca la mia famiglia, certo, ma non le pressioni tipiche della cultura cinese. Qui faccio la vita che è più mia, esco con gli amici, tutti italiani, vado in discoteca, ci ritroviamo in casa di qualcuno o si va in città a fare un giro, al cinema.”

janeVivendo tra italiani in un angolo della provincia italiana, Jane gode di una posizione ideale per raccogliere le impressioni reali della gente sul suo paese d’origine. “Adoro l’Italia e gli italiani”, dice, “apprezzo moltisssimo la loro gentilezza e simpatia, quello che mi piace meno invece è il pregiudizio che purtroppo molti hanno. Ogni giorno sento gente che non parla bene della Cina, ma il loro fastidio non è frutto di un’esperienza personale. Prendono cose che leggono dai giornali o sentono in TV che danno spesso un’idea sbagliata della Cina enfatizzando i fatti più clamorosi, le stranezze, comunque solo gli aspetti negativi: dai giocattoli fuorilegge che trovano alla frontiera, ai ristoranti cinesi che darebbero da mangiare gatto, scimmmia o chissà che altro ancora. Bresseo è un paesino piccolo, tutti sono molto gentili con me, amo quel posto e la gente. Visto che sono l’unica cinese che ci abita, ogni tanto qualcuno viene da me e mi chiede se è vero quello che sente dire sulla Cina: devo rispondere imbarazzata che no, o almeno che le cose non stanno proprio cosi. Poco tempo fa ero in una chat e uno di punto in bianco si è messo ad accusare la Cina di rubare energia al mondo!

janeAltri luoghi comuni che sento spesso sono che i cinesi girano in risciò e mangiano solo riso. Voglio dire che siamo gente normale, con i nostri difetti naturalmente, come altri, solo che forse il fatto che siamo così tanti li rende più evidenti agli occhi di uno straniero. Gli italiani che vedo in giro nei miei viaggi e specie qui in Cina sono invece diversi, hanno meno pregiudizi per aver visto le cose con i loro occhi e capito che la realtà non è così semplice e a senso unico come viene mostrata in televisione.”

 

janePer lei che vive immersa nella realtà italiana la comunità cinese è quasi estranea, ammette di non conoscere molti connazionali e vorrebbe anche che fossero più integrati con il paese in cui vivono. Cerca di spiegare comunque le ragioni di tanta ritrosia da parte dei cinesi in Italia: “L’80 percento dei cinesi in Italia sono dello Zhejiang e sono tutti amici, parenti o conoscenti quindi tendono a frequentarsi solamente tra di loro. Lavorano moltissimo perchè vengono da situazioni di miseria e vedono che lavorando possono migliorare la vita loro e dei propri figli. Fanno vestiti, borse, aprono ristoranti, negli ultimi anni anche tanti bar che prima erano gestiti da italiani, perchè tenere un bar non è difficile, basta lavorare tanto.”

Una cosa che a Jane manca della Cina quando è in Italia: “Ovviamente la mia famiglia, anche se prima ho detto che ci tengo alla mia libertà. Della Cina mi manca soprattutto la vivacità della gente e la comodità dei negozi, sempre aperti a tutte le ore del giorno. Ma la cosa che mi manca di più forse quando viaggio, non importa dove, è la mia “600”, devo dire che non guido tanto bene, ma sempre meglio dei cinesi in Cina…”

 
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