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Da Marco
Joint-Venture e proprieta' intellettuale Stampa E-mail
03 gennaio 2006
La joint venture (j.v.) puo' ancora essere un modo efficace per entrare in Cina, a patto che venga data la massima attenzione ai propri diritti, specialmente a quelli di proprieta' intellettuale e alla registrazione dei marchi commerciali.

Le recenti modifiche alla legislazione cinese hanno aperto opportunita' di investimento diverse dalla classica j.v. agli operatori stranieri, liberati ora dall'obbligo di appoggiarsi ad un partner locale per le proprie attivita' in Cina. Se da un lato i dati mostrano un trend in decisa crescita del "fai da te", meglio noto come WFOE (acronimo dall'inglese wholly foreign owned enterprise: societa' a capitale interamente straniero), dall'altra il governo cinese continua a incentivare attivamente la formazione di joint venture con partner cinesi, per i quali la partnership con aziende straniere in possesso di un marchio gia' riconosciuto internazionalmente rappresenta un'occasione importante per elevare la propria esperienza e immagine sui mercati mondiali. Ma sarebbe sbagliato associare la j.v. a una esperienza negativa, in quanto essa puo' rappresentare un solido investimento per le aziende straniere, sempre che si sia provveduto a considerare con la dovuta attenzione ogni aspetto. Specialmente nel caso in cui sia fondamentale una rapida e reale entrata nel mercato cinese, collaborazioni a lungo termine con partner locali possono portare alla costituzione di efficaci canali di distribuzione nel settore e ad un piu' facile accesso alle regole del mercato in questione. Una particolare attenzione va ovviamente dedicata alla scelta del partner e all'adozione delle necessarie precauzioni per lo svolgimento regolare della partnership. Il contratto di costituzione della societya' definscei infatti i diritti delle parti, ed e' ovvio che il partner locale cerchera' tutti i benefici che puo' avere dalla j.v., da esercitare quando necessario. E' quindi di fondamentale importanza sapere costruire una relazione di piena fiducia nel proprio partner, assumendo un numero consistente di informazioni oggettive su di esso per garantire che anche i vostri diritti vengano rispettati attraverso rigorosi accordi scritti.

La cultura cinese

Prima di strabilire una qualsiasi partnership, e' necessario rendersi conto delle differenze tra la cultura occidentale e cinese riguardo allo sviluppo delle relazioni d'affari. I cinesi adottano un concetto di relazioni (guanxi) che e' fondamentale per sviluppare rapporti chiave con personalita' a vari livelli nell'industria e nel governo locale. Questo e' senza dubbio uno dei maggiori vantaggi per il partner straniero in una j.v., che puo cosi' fare affidamento sul partner cinese per sviluppare importanti relazioni, altrimenti difficili da stabilire, anche se puo' risultare per i piu' un concetto bizzarro e ostico da assimilare.

Verifica prima di tutto

La piena fiducia nel partner e' fondamentale, e va costruita passo per passo andando a verificare chi e' realmente la persona o l'azienda con cui andate a costituire una societa' in un teritorio che non e' il vostro. Si puo partire da vari livelli, ad esempio dall'ufficio imposte, dall'amministrazione dell'industria e del commercio, dall'ufficio per gli scambi con l'estero, fino alla dogana. E' fondamentale portare alla luce anche le responsabilita' "occulte" che un investitore straniero deve assumere una volta formata la j.v. Questo vale specialmente con le aziende statali, per le quali spesso la partecipazione e' un modo per scaricare sul partner straniero una parte consistente degli obbllighi retributivi e assistenziali dei dipendenti. Un'altra questione da verificare e' quella dei debiti accumulati della societa' cinese, che non e' obbligata per legge a dare informazioni agli uffici governativi competenti.

Proprieta intellettuale

Uno degli aspetti piu' rilevanti da valutare in una partnership e' la protezione dei diritti di proprieta' intellettuale (DPI). Nelle j.v., i DPI possono essere il pilastro della relazione, sia che la proprieta' intellettuale (PI) sia portata dal socio straniero, che nel caso in cui sia prodotta durante l'attivita' della j.v., in forma di brevetti, marchi commerciali, know how o di informazioni legate da confidenzialita'. Il pericolo maggiore e' infatti quello di trascurare questo aspetto fin dall'inizio, ad esempio mancando di effettuare la registrazione del proprio marchio commerciale, verso cui il paese adotta una politica del "primo arrivato", e che per essere riconosciuti dalla legge cinese devono essere stati appunto registrati in Cina.
Nel corso della j.v. e' quindi necessario stabilire linee guida chiare in materia di PI, di diritti detenuti da ogni parte e di conseguenze in caso di violazione di essi da parte del partner cinese. Molti investitori stranieri, non convinti che i loro PI siano sufficientemente protetti dai contratti, scelgono di concedere in licenza i diritti al partner caso per caso, a ulteriore garanzia. Una delle strade piu' praticate e sicure e' infatti quella in cui l'investitore straniero stabilisce quello che viene chiamato uno Special Purpose Vehicle, ovvero una societa' off-shore a Hong Kong, che detiene tutti i diritti e che li concedera' in licenza alla j.v. quando necessario. Oltre a cio', e' importante eseguire separatamente all'interno della j.v. accordi di confidenzialita' e di non competizione con persone chiave dell'organizzazione. Questi accordi sono importanti non solo nella j.v., ma anche dopo la sua cessazione, assicurandosi cosi' che il know how e i segreti aziendali non siano usati dal partner locale o da persone interne all'azienda per aprire altre j.v. con altri partner nello stesso settore.

Cessazione

Nel caso di cessazione di una j.v., il partner straniero vorra' liberarsi senza problemi della relazione costituita, assicurandosi allo stesso tempo che i propri diritti siano protetti. Un contratto di j.v. completo e redatto da consulenti professionisti e' la chiave per un'uscita senza traumi dalla partnership, e uno dei compiti piu' importanti dell'investitore e' di assicurarsi che siano coperte tutte le condizioni e le modalita' di cessazione del contratto. Non va assolutamente dimenticato di negoziare una clausola di cessazione unilaterale, di grande beneficio nel caso si venga ad avere difficolta' con il partner cinese per vari motivi. L'assenza di questa clausola rende estremamente difficile infatti slegarsi dall'investimento senza il consenso del partner, dato che la legislazione cinese tende a favorire il socio locale nella continuazione della relazione. Alcuni investitori stranieri hanno riscontrato seri problemi dopo la cessazione della j.v. in materia di PI e di protezione dei brevetti. Per molti, la vera questione e' di poter riavere dalla parte cinese documentazione e altro in materia di tecnologia immessa nella societa', alla cessazione. Ci sono stati numerosi casi in cui le autorita' hanno approvato contratti che prevedevano il ritorno di documentazione tecnica nel caso di cessazione anticipata per rottura dei temirni contrattuali. In pratica, pero', ottenere la piena restituzione della documentazione e di altro materiale e' estremamente difficile (anche se possibile), ma se vengono stipulati accordi speciali di non-divulgazione o di non-competizione come sopra indicato, l'ex socio, o chi per esso, avra' almeno il divieto per contratto di usare le informazioni in suo possesso in operazioni future. E' quindi cruciale una stesura dettagliata del contratto di j.v., facendo molta attenzione a inserire le clausole che sono inevitabili. In genere, le autorita competenti devono approvare le clausole di cessazione e di protezione dei DPI prima che siano attuate. Se l'approvazione non viene data o richiesta, non avranno valore legale.

In breve

Riassumendo, ci sono tre cose che un'azienda straniera non puo' trascurare di fare quando investe in Cina, dove le leggi e i regolamenti rimangono ancora incerti e difficili, specie per i DPI: primo, assicurarsi che eventuali marchi siano registrati presso gli uffici competenti cinesi fin dall'inizio, secondo, essere attenti e avveduti nella scelta del partner e verificarne la credibilita' al di la' del rapporto di fiducia personale che ci puo' essere, terzo, essere chiari e precisi fino al minimo dettaglio nella stesura del contratto, affidandosi a societa' specializzate e siglando anche accordi aggiuntivi che proteggano ulteriormente i vostri diritti. In particolare, definire la tutela dei DPI che portate nella j.v. e che eventualmente saranno da essa prodotti, oltre a fare piena chiarezza sui doveri del partner dopo la cessazione del rapporto di collaborazione.

 
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