topleft
topright
Pagine Business
Briccocafe
Mandarina Servizi e Comunicazione
Da Marco Catering
Mario Pizza Shanghai
Sconti Shanghai
IMIX

Login

Registra un account e potrai accedere alla funzionalita' avanzate del sito





Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
Bella Napoli
Cochincina Stampa E-mail
19 marzo 2007

“In Vietnam è facile trovare una fidanzata: il 70% della popolazione è costituito da donne giovani.
Le donne poi sono tutte belle. Dicono che la donna vietnamita sia come la forma della nostra nazione, sulla mappa: lunga e snella. Ogni volta che vedo un atlante, non posso fare a meno di pensare: poveri americani!”

John Wayne (Cho Woh Ngy)

 

Mia mamma dice sempre che sono nata fortunata, perché quando sono nata avevo la pelle bianca bianca, i piedi piccoli e le mani grosse, quindi sono bella e troverò marito presto e con le mie mani posso raccogliere più riso delle altre, che è importante.
Mia mamma assomiglia un po’ a cugina Ngoh, ma più vecchia. Cucina Ngoh però è meno brava di mia mamma, che ha tirato su cinque figli e tre fratelli tutta da sola, che quando era piccola come me i francesi si sono presi a nonno e nonna, che io non li ho visti mai e quando io sono nata gli americani si sono presi a mio papà.

Cugina Ngoh però è pure brava, fa la zuppa di zenzero più buona di Dy La, e ha le mani lunghe e mi chiama sempre quando prepariamo il tempietto per gli antenati, così posso mettere le mie figurine di foglia di cocco da bruciare. Mia mamma invece il tempietto lo fa da sola e prega per un giorno intero, il giorno dei morti.
Però mia mamma mi vuole bene e mi insegna tante canzoni. Una fa così, e mi piace più di tutte:

                Tutti amano la parola hoa,
                tutti amano la parola binh,
                amiamo tutti le parole hoa binh
                “hoa” come insieme, “binh” tutti uguali
                se siamo insieme, nessuno è diviso
                se siamo uguali, nessuno è più in guerra
                la pace porterà via la sofferenza
                hoa binh, niente più guerra.

Mia mamma mi insegna tante cose belle e importanti.

Mentre siamo al canale di sera a lavare i panni, mi insegna che devo fare la brava e onorare gli antenati e ubbidire a mia madre, agli anziani del villaggio e poi da grande a mio marito. Di giorno, mentre lavoriamo al campo, mi insegna a restare in ginocchio seduta sui talloni, così non ti fa male la schiena dopo tante ore, e pure a restare ferma ferma con i piedi, anche se una zecca o una sanguisuga ti si attaccano sui polpacci, perché a muoversi troppo la risaia diventa scura e si lavora peggio.
E poi mi dice anche che da grande devo essere forte perché altrimenti mia suocera penserà che sono viziata e mi caccerà di casa.
E poi mi dice pure che devo cominciare a prepararmi ad essere una moglie brava ed ubbidiente, per trovare un marito migliore, e lavorare tanto per mettere da parte la dote, come ha fatto mia mamma da bambina.
Ieri mia mamma mi ha spiegato perché il riso è così difficile da prendere, che dobbiamo piantarlo, raccoglierlo, separarlo dallo sporco, asciugarlo, batterlo, eccetera eccetera.

Questo è quello che mia mamma mi ha spiegato: Dio, in realtà, tanto tempo fa, quando ha costruito il mondo, ha chiamato uno spirito messaggero per dare una mano all’uomo, che era tutto magro e non aveva niente da mangiare. Allora Dio ha spiegato al messaggero quello che doveva fare: nella mano sinistra Dio ha dato al messaggero una manciata di semi di riso, il cibo divino, così se lo pianti nel terreno, lui cresce velocissimo e dà da mangiare a tutti gli uomini in tutto il mondo; nella mano destra, invece, Dio ha dato al messaggero una manciata di semi d’erba, così se la pianti, la raccogli, la separi dallo sporco, la asciughi, la batti, eccetera eccetera, viene fuori un bel colore verde per fare più bello il mondo.
Così Dio ha dato da mangiare all’uomo e gli ha anche dato qualcosa di difficile da fare, per tenere l’uomo occupato e rendere bello il posto dove vive.

Però lo spirito messaggero, che era vecchio e faceva spesso confusione, arrivato sul mondo non si ricordava più in che mano li aveva messi, e ha invertito i semi. Allora è successo che l’erba ha cominciato a crescere dappertutto e adesso l’uomo non sa più che farci, e perde un sacco di tempo a toglierla con le mani, invece di coltivare il riso. Il riso invece è tanto difficile da far crescere, e ogni volta non si sa mai se viene fuori tanto quanto ne serve, e l’uomo ha sempre fame e sempre troppo poco riso da mangiare. E la colpa è tutta del messaggero che quando è tornato da Dio, Dio era arrabbiato come zio Toc quando batte cugina Ngoh con il bastone.

Appena lo ha visto, lo ha fatto diventare un piccolo scarabeo, e lo ha rimandato sulla terra a girare in mezzo all’erba che aveva fatto crescere per sbaglio, attorno ai piedi dell’uomo, che così se non stava attento veniva acciaccato. E se lo meritava lo scarabeo, però adesso l’uomo e lo scarabeo insieme vivono su un mondo che è pieno d’erba e con poco riso da mangiare, e non ci si può più fare niente.
Poi noi siamo in pochi. I miei due fratelli sono ad Hanoi, al fronte. Mia sorella Dai è andata a Saigon, invece, e lavora in una casa signorile grande e pulita. E allora qui a Dy La ci siamo solo io, mia mamma e Tham, mia sorella maggiore a coltivare il campo.

Però ci va meglio che al nostro vicino Trung, che non ha più nessuno, e deve addirittura cucinarsi il riso da solo. A volte mia mamma invita il vicino Trung in casa, quando è festa, così mangia qualcosa di buono, ma non può invitarlo troppo spesso, perché mia mamma è una donna per bene.
Il vicino Trung si coltiva da solo il tabacco, e fuma più che mangia.

Dentro casa sua girano di notte gli spiriti della moglie e dei quattro figli, morti qualche anno fa, durante un assalto. Di giorno il vicino Trung lavora, ma di notte chiacchiera con lo spirito della moglie, lo sentiamo da casa nostra.

Tutto il giorno, mentre lavora, il vicino Trung sospira, e recita preghiere a Buddha per poter andare a trovare presto la moglie e gli antenati, e magari avere una vita migliore la prossima volta. Magari senza guerra.  

Però mia mamma mi ha spiegato che un po’ è pure colpa dell’uomo se il riso non basta.
Infatti, dopo che Dio ha cacciato lo spirito messaggero e lo ha fatto diventare scarabeo, ha chiamato il riso e gli ha ordinato di dare una mano all’uomo e di andare a bussare alla porta dell’uomo sotto forma di una grande palla, così che l’uomo non doveva spezzarsi la schiena nella risaia. Il riso ubbidiente, cresce ben bene e al tempo del raccolto diventa una palla bella grossa e va a bussare alla porta del primo uomo. L’uomo era a lavorare al campo, e allora la moglie era da sola con i bambini piccoli e a vedere quella palla bella grossa che si muoveva là di fuori e parlava, ma senza bocca, si è impressionata e ha preso una scopa di bambù e l’ha usata per cacciare via la palla e l’ha colpita con tutta la forza che aveva.
Il riso a quel punto ridiventa tutto fatto di milioni di chicchi, e dolorante piangendo urla alla moglie dell’uomo: “Stai a vedere se ritorno ancora a farmi cucinare! Adesso se vuoi mangiare, devi venire a prendermi al campo!”. Ed è così che è andata, e quindi non ce la dobbiamo prendere troppo con lo scarabeo, ma lavorare e stare attenti di non rimanere senza riso e di non farlo arrabbiare di nuovo, che magari poi decide di non farsi cucinare più nemmeno se lo andiamo a raccogliere al campo.

E’ per questo che anche gli antenati e gli anziani del villaggio hanno paura del riso.
Ad esempio, quando tuona forte in cielo, tutti cercano sotto il tavolino se c’è qualche chicco di riso avanzato, che ha fatto arrabbiare gli antenati e scatenare il temporale.
A me piace tanto il riso, soprattutto cotto a lungo, quando diventa chè, per colazione, da mischiare alla papaia o al mango verde. E quando mangio il riso, anche mia mamma sta attenta a non interrompere e non mi fa domande, perché darebbe fastidio al riso che sto mangiando. Così io mangio lenta lenta, almeno mia mamma non mi può rimproverare, e poi scappo subito a dormire.
Ma il riso a volte mi fa paura.

Mia mamma dice che ogni chicco di riso che lascio nella ciotola è un brufolo sulla faccia del mio futuro marito e che se spreco il riso mio marito sarà un mostro bruttissimo. E allora io sto attenta e leccare anche l’ultimo chicco di riso, che è difficile da prendere con le bacchette, ma a volte mi si appiccica qualche chicco sul naso e di notte non riesco a dormire.
E tutto questo è il potere del riso.
Spero che Zio Ho e i Vietcong vincano la guerra, così che ci sarà riso in abbondanza per tutti.


Visualizzazioni: 790

  Lascia il primo commento!

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il logi o registrati.

 
Ricerca in vivishanghai.com
Pasta Fresca
CDM CHINA EASY ERP
Virtuarch

Newsletter


Biglietteria Aerea

bigliettiaereismall.png
associna
tuttocina