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Farfalle da Palcoscenico Stampa E-mail
05 gennaio 2006

di Michele SoranzoAcrobati

Nel magico mondo dell'acrobazia cinese

Al riparo dal caos di Shanghai, gli artisti di una delle più celebri troupe acrobatiche si lasciano spiare nei loro preparativi dietro le quinte…

Sotto la luce pallida di un pomeriggio di un giorno qualsiasi, la facciata del teatro Yunfeng, nel centro di Shanghai, si presenta come una maschera grigia sovrastata dai giganteschi caratteri cinesi al neon non ancora illuminati.
Quasi allontanandosi dai rumori del traffico soffocante e dal fiume di folla della metropoli, alcune decine di ragazze e ragazzi attraversano il grande piazzale deserto tenendo in mano borse sportive sdrucite o sacchetti di plastica, salgono lentamente i gradini del teatro e scompaiono dietro la porta che il custode ha lasciato socchiusa per loro.



acrobatiBastano pochi minuti, il tempo di infilarsi tute e calzoncini, fare un pò di stretching per scaldare i muscoli e dentro il teatro buio, di fronte a un pubblico composto di poltrone vuote, gli stessi ragazzi si trasformano in creature magiche, al riparo dagli sguardi indiscreti del mondo esterno.

Sono gli straordinari atleti della New Shanghai Circus, una delle troupe acrobatiche cinesi più famose che si allenano come ogni pomeriggio in vista dello spettacolo che si terrà di li a poche ore.
Sul palcoscenico illuminato dalla luce morbida di qualche faro, indifferenti al via vai di tecnici e addetti, gli acrobati provano i rispettivi numeri, ognuno dando una propria interpretazione della legge di gravità in un silenzio irreale, rotto appena dai tonfi sordi delle scarpe di pezza sulle assi grezze e da qualche risata che risuona improvvisa per sdrammatizzare gli errori.

«Selezioniamo i futuri acrobati da varie scuole di atletica in base alle loro abilità, spesso sono vincitori di medaglie d'oro», dice Luo Yun, direttore di scena sulla quarantina e un tempo anche lui acrobata, «in tutto abbiamo una trentina di artisti, con un'età tra i quindici e i venticinque anni. C'è bisogno di un ricambio continuo, la vita artistica degli acrobati è breve, purtroppo.»

Seduta in un angolo, Wang Qi, osserva gli ex colleghi allenarsi con gli occhi di chi ha conosciuto le luci della ribalta. «Fino a un paio d'anni fa mi esibivo come contorsionista, poi ho dovuto smettere per problemi alla schiena. Ora mi occupo dell'organizzazione dello spettacolo...», racconta con un velo di nostalgia, «...è dura, si comincia da bambini, poco alla volta diventa la tua vita e poi finisce all'improvviso. Ma non tutti smettono cosi giovani», continua, «dipende dai numeri che si eseguono, certi continuano anche fino a trent'anni, poi, per chi vuole, si apre una carriera dietro le quinte».

 

acrobatiXia Xue ancora non pensa al momento in cui smetterà, ha appena ventun'anni, sdraiata su una panca fa volteggiare coi piccoli piedi un ombrellino di carta colorato che le obbedisce come davanti a una bacchetta magica: «mi alleno da due anni a questo numero, all'inizio pensavo fosse impossibile, ma ora lo faccio ad occhi chiusi; sto provando anche altre figure, bisogna sempre trovare nuove motivazioni, altrimenti il pubblico sente quando un numero è troppo familiare e non apprezza più di tanto.»

Nonostante la fortissima spinta verso la modernità che il paese sta sperimentanto in ogni campo, compresa la ricerca di nuove forme di intrattenimento, l'acrobazia in Cina continua a rimanere uno degli spettacoli piu seguiti, con un panorama di oltre mille scuole, professionali e non, disseminate su tutto il territorio, di cui un centinaio circa riconosciute a livello nazionale.

Nata circa duemilacinquecento anni fa come prova di forza in cui i guerrieri manovravano le pesanti armi di ferro nel periodo degli Stati Combattenti (475-221 a.c.), la tradizione acrobatica cinese ha sviluppato nei secoli una varietà impressionanante di numeri e stili diversi, tanto da far meritare alla Cina il titolo di "regno dell'acrobazia".

«La differenza tra l'acrobazia cinese e quella occidentale sta proprio nel richiamo alle arti marziali combinate alla grazia della danza e alla magia» spiega Jane Li, responsabile delle relazioni esterne della troupe.
Passata una fase di declino dovuta alla caduta dell'ultima dinastia a inizio del Novecento e alla successiva guerra civile, l'acrobazia riacquista la sua fama dopo la fondazione della Repubblica, nel 1949, nell'ambito della politica di sviluppo delle arti popolari voluta dal nuovo governo.

«Quel periodo ha visto una enorme fioritura di troupe acrobatiche in tutto il paese, la stessa New Shanghai Circus è nata nel 1959 dalla fusione di alcune delle diverse compagnie presenti a Shanghai», fa sapere Luo Yun.

Da allora la compagnia di Shanghai è diventata una delle troupe acrobatiche più famose del paese, ogni sera il teatro dove si esibisce fa il tutto esaurito davanti a un pubblico composto anche da turisti da ogni parte del mondo.
«Oltre allo stile, la particolarità della nostra compagnia è di essere l'unica ad autofinanziarsi per spettacoli all'estero, fa notare ancora Jane Li, a differenza delle altre che sono governative; sicuramente, nello show business dell'acrobazia, la Shanghai New Circus è la numero uno.»

 

acrobatiUna conferma di questo sono le numerose tournée all'estero della compagnia: da Broadway a Las Vegas, fino alle maggiori città europee ed asiatiche, un successo continuo che ha comportato la necessità di sdoppiarsi in un'altra troupe per portare gli spettacoli all'estero per metà dell'anno.
Intanto, in equilibrio su un monociclo sopra una piattaforma, un'altra ragazza lancia in alto delle ciotole di porcellana che vanno a formare una pila sopra la sua testa, qualcuna cade ma ci sono sempre dei compagni che passano e gliele tirano, lei le afferra senza nemmeno guardare in basso, ringrazia e riprende il suo numero. Si chiama Peng Feng, ha appena diciannove anni, quando perde l'equilibrio lascia l'attrezzo per atterrare soffice come un gatto, qualche secondo per riprendere il monociclo ed è già in alto a riprovare il numero.

Dall'altra parte del palcoscenico, come per incanto, una piramide umana di una dozzina di persone prende rapidamente forma, i ragazzi si arrampicano l'uno sopra l'altro fino a completare la figura che resta immobile per pochi secondi, ma basta uno scossone, qualcuno forse ha osato troppo e tutto frana all'improvviso come un castello di carte, i tonfi della caduta sul palco non distraggono gli altri che continuano il proprio esercizio, scherzano, si danno alcune indicazioni e in pochi secondi riprovano il numero come se niente fosse successo.

«Capita», sdrammatizza Wang Qi, «raramente si fanno male, spesso le prove sono un modo per spingere oltre il limite del numero e mostrarlo magari in un altro spettacolo, quando saranno pronti. Gli errori in scena capitano più spesso quando si ha troppa dimestichezza col numero».

Il palco è affollato di figure acrobatiche a poca distanza l'una dall'altra, sembra un miracolo che non si tocchino, mentre una ragazza sdraiata su una panca fa roteare velocissima con i piedi una collega sul bacino per poi raddrizzarla all'improvviso, una fila di sei ragazze in calzamaglia le fa da contorno con il sibilio dei piatti che ruotano vorticosamente in bilico su delle aste, un giocoliere lancia in aria una pesante giara di ceramica che fa atterrare morbida sulle spalle, altri si tuffano a ripetizione dentro una pila di anelli con capriole velocisime.

 

acrobatiIl momento dello spettacolo si avvicina, a gruppi gli acrobati lasciano gli attrezzi per andare a frugare nelle proprie borse, tirano fuori una scatola di metallo con dentro la cena, preparata a casa o comprata in uno dei tanti take away lungo la strada e si sistemano ovunque, chi in un angolo, chi sopra una cassa di attrezzi o uno sgabello.

Mano a mano che finiscono di  mangiare le ragazze entrano in uno stanzone spoglio dove gli sfolgoranti costumi di scena sono appesi alla parete. Sedute davanti ai vecchi banchi posti contro il muro, frugano nelle loro trousse ricavate da astucci in plastica estraendo piccoli specchi, matite e rossetti. Lentamente, i volti cambiano aspetto, sulle guance appaiono ombre di rosa o viola pallido, i contorni delle ciglia e delle labbra si fanno marcati, un momento scherzando tra di loro, quello dopo serissime, impegnate negli ultimi ritocchi, fino a trasformarsi in farfalle colorate, irriconoscibili rispetto a prima.

 

acrobatiE' l'artificio dello spettacolo che prende il posto del reale, i costumi sgargianti coprono pesantemente i corpi degli acrobati prima appena celati da t-shirt e calzamaglie. Mentre il direttore di scena comincia a muoversi nervosamente, si alza lo sfondo con raffigurata una grande muraglia, ai suoi piedi si prepara un leone mascherato che nasconde due acrobati, bisogna sbrigarsi, oltre il sipario si avverte il brusio del pubblico che prende posto, il piazzale antistante ora è occupato in ogni metro da dozzine di pullman che scaricano turisti in continuazione: cinesi di Hong Kong, Taiwan, giapponesi e occidentali. Intanto la facciata del teatro ha ripreso vita, la gigantesca insegna al neon brilla nel buio della sera mentre anche il traffico sembra calmatosi, lo show ha preso il posto della magia, il rumore dei passi sordi sul palco non si sente piu, coperto dalla musica e dagli applausi fragorosi, loro gli acrobati aspettano in formazione tenendosi per mano dietro il sipario, è il momento di andare in scena.



FINE

Michele Soranzo

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