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Bella Napoli
La concessione inglese Stampa E-mail
05 gennaio 2006

Testo di Michele Soranzo

Foto di Daniele Mattioli 

bundAd uno studio di architettura italiano il progetto di riqualificazione di una delle zone storiche della città.

Per i cinesi è Waitan, per gli occidentali è semplicemente il Bund, una striscia lunga circa un chilometro e mezzo che abbraccia l'ansa del fiume Huangpu e dominata da una muraglia ininterrotta di una cinquantina di imponenti edifici in stile neoclassico, gotico e barocco. La storia e la cultura di una città si leggono anche dalla sua architettura e Shanghai in questo senso è un autentico miraggio che emerge prepotente dal passato, cui è innestata la selva di grattacieli ultramoderni cresciuti come funghi negli ultimi dieci anni.


Con la Guerra dell'Oppio del 1842, gli inglesi avevano strappato la città alla dinastia Qing per aprirla al commercio e stabilendo la loro zona franca sul lungofiume, probabilmente perche' gli ricordava i Docks di Londra, cui diedero il nome di Bund, termine anglo-indiano che indica appunto una banchina.
 
bund2Enormi capitali provenienti dai commerci di tè, seta e soprattutto oppio, affluiscono rapidamente nella città. Si costruisce quella che sarà la City di Shanghai, con i suoi monumentali edifici in marmo e granito, sedi di banche e istituzioni finanziarie. Molta acqua è passata sotto i ponti da allora ma quella muraglia del primo capitalismo finanziario è ancora lì a fronteggiare  il fiume. Il Bund è soltanto la parte più in vista di quella zona nota ancora oggi come "concessione inglese", dietro gli sgargianti edifici viene disposto tutto quello che può servire a confortare la vita dei sudditi di sua maestà: dall'ippodromo, in quello spazio che e' ora Piazza del Popolo, ai club per soli uomini, al British Gardens, attualmente Huangpu Park.
Proprio al cancello di questo parco venne appeso il famoso cartello "No dogs or Chinese", vietato l'ingresso a cani e cinesi, forse il simbolo più forte e detestato di una presenza straniera imposta con la forza. bund3Se a inizio '900 Shanghai e' gia' nota come la Parigi d'Oriente, il quartiere inglese diventa la Wall Street dell'Asia, all'interno del quale si sono consumate immense e leggendarie fortune guadagnate in borsa o al gioco d'azzardo, e dove una folla variopinta di trafficanti, avventurieri, giocatori, speculatori, mafie locali e mercanti di droga convive con la ricca borghesia giunta da ogni parte del mondo.
Per avere un'idea di quella che era la belle epoque shanghainese, basta entrare nel piu' antico albergo della citta', il Peace Hotel, ex residenza del piu' bund4facoltoso cittadino di allora, Victor Sassoon, all'angolo con la Nanjing Lu, la sgargiante via dello shopping che da sul Bund. L'interno, tutto in legno e tappezzerie pesanti in stile deco, è lo stesso che ha fatto da sfondo alle notti dell'epoca, perfino il morbido parquet della sala da ballo adagiato su molle per non stancare i piedi dei ballerini, sedotti dalle fammes fatales che hanno reso famosa la citta', e incarnate da Marlene Dietrich nel film Shanghai Express.
 
bund5
 Oggi il quartiere inglese è una zona in cerca di una propria identità tra passato e presente, affollata da una miriade di negozietti e ristoranti, i cui sgradevoli odori di fritto si mescolano con il vociare della gente e i rumori del traffico intenso. Recentemente, la Municipalita' di Shanghai ha assegnato allo Studio Gregotti & Associati di Milano la realizzazione di un progetto di recupero di 180mila mq della zona di Waitan, con l'obiettivo di integrare definitivamente il prezioso lascito architettonico britannico alle esigenze di una metropoli sempre piu' moderna.
 
 
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