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Da Marco
Il Drago e la Fenice (#745) Stampa E-mail
15 aprile 2007

 

Scontri etnici? Incomprensioni culturali? Se nei giornali di questi giorni compaiono solo notizie di contrasti e repressione, noi andiamo controcorrente presentando un matrimonio tra due culture, e proprio in terra d’oriente.  In data 14 aprile 2007 Andrea e Honglian si sono sposati a Shanghai, hanno concesso l’esclusiva del loro matrimonio (e non per un tozzo di pane…) a Vivishanghai. Giriamo ai nostri lettori la cronaca di questa indimenticabile giornata anche come anticipazione per quanti seguiranno…

 

Drago e Fenice

 

La data del giorno fissato per il matrimonio si avvicina. Passata sotto il solito silenzio la tradizione medievale delle pubblicazioni-jus primae noctis, casomai il Don Rodrigo di turno dovesse dire “questo matrimonio non s’ha da fare”, ultimati i duri preparativi che fanno pensare più semplice organizzare un mondiale di sudoku in casa, rimane un solo, ossessionante pensiero: il meteo! Pioverà mica proprio in quel giorno? Le scene dell’organza afflosciata del vestito della sposa, lo strascico fradicio e nero, gli invitati nervosi sotto ombrelli che cozzano, bambini vestiti come paggetti inzaccherati di fango…

drago e fenice In quelle che sono invece le “scene di un matrimonio cinese”, il pericolo di cui sopra non sussiste. Oggi infatti poteva anche piovere, sarebbe stato come andare in ufficio o a firmare un contratto immobiliare, semplice come bere un bicchiere d’acqua (calda!).  Siamo in tre, Andrea, Honglian e il sottoscritto, ci diamo appuntamento alla metro di Caobao Lu, motivo dell’appuntamento: matrimonio. Non a tre, ovviamente, io sono lì solo se servisse un testimone per Andrea nel caso poi avesse dei dubbi!

Per la cronaca non piove, anzi è una bella giornata di sole, tiepida, disturbata appena da una leggera brezza che non riesce a svegliare comunque Andrea, leggermente ipnotico vuoi per l’emozione, vuoi per l’ora (sono le nove di sabato mattina), cerchiamo un caffè da qualche parte, daremmo un bouquet per un Illy, Lavazza, Molinari, niente! Abbassiamo le richieste, Caobao Lu è una stradona piena di venditori e distributori a raffica di volantini, moto che passano sul marciapiede, stand di paotze take away, banche dell’agricoltura, del commercio, dell’industria, dell’artigianato. Ci andrebbe anche bene uno Starbucks, un Dio Coffe come al Calzi, un nescafè slavato, anche una imitazione, niente, al massimo troviamo un bicchierone di latte di soia o una spremuta di canna da zucchero, al gusto di gamberetto!

Entriamo in un palazzone enorme, al terzo piano si trova il Dipartimento per i matrimoni del distretto di Xujiahui, unica sede per i matrimoni misti in città. drago e fenice

Tra le ore 10 e le 11 circa Andrea e Honglian sono convolati a nozze (ma perchè si deve dire così, convolati, mica sono uccelli), non abbiamo un cronometro preciso del secondo, perchè a differenza dei matrimoni italiani manca la frase celebre “Vi dichiaro marito e moglie!”, a partire dalla quale scatta il tassametro della sacra unione.

L’ufficio al terzo piano del palazzo si apre su un corridorio. A destra l’ala dedicata a matrimoni tra gente del distretto (Xujiahui), a sinistra con scritte in inglese quella per matrimoni tra stranieri/e e cinesi, anzi shanghainesi. Perchè se una o un cinese non è di Shanghai ci si deve andare a sposare nella propria città di origine.

Ci sarebbe da aspettarsi un nugolo di persone o i tempi biblici da fila alla Bank of China, invece la sezione sembra più un reparto d’ospedale, pulitissima, ordinata, semplice, al posto delle ridicole e sempiterne scritte in chinglish, indicazioni sobrie e in perfetto inglese.

Il cammino deciso verso la hall delle unioni trova alcuni ostacoli come la “Sala Analisi Mediche”, dove è possibile fare gli ultimi controlli che, anche se non sono più richiesti dalla legge, sono sempre consigliati e potrebbero rappresentare una scusa dell’ultimo minuto per sposi indecisi: “ma caro, non è meglio se ti fai controllare se quel neo che hai sul gomito è per caso ereditario?”

Ma più inquietante di tutti è l’insegna che sta poco prima della sala matrimoniale, un sinistro “Ufficio Divorzi” che comunque sta a dire che in caso di reclami basta tornare qui. Praticità tutta orientale! drago e fenice
Oltrepassato a testa bassa il girone dei divorziati, entiramo nel paradiso delle unioni, e anche qui niente di quello pensato. Va bene che in Cina ci sta un quarto della popolazione mondiale, che i ristoranti sono sempre pieni, che nella metro vorresti essere una sogliola, ma per i matrimoni è diverso. Andrea mi dice che non aveva appuntamento, “a posto” penso, resteremo li per un giorno intero”, invece no! La sala ampia e ovale ricorda insieme la reception di un albergo a ore e una funeral home anglosassone. Le pareti rosa, i divanetti per una volta comodissimi, in mezzo al soffitto un bassorilievo circolare con dolci nuvolette e un cielo tutto azzurro, a metà tra la camera degli sposi di palazzo Gonzaga senza i putti del Mantegna e la redazione del TG4, senza Fede...

Gli impiegati (2, non 20!), lui in un’ordinata giacca borgogna e lei in giacca tradizionale cinese a fiorami, fanno sedere davanti al desk la coppia, chiedono il passaporto, danno un paio di moduli (pochi, non tonnellate) da riempire, non servono testimoni come da noi perchè già ci solo loro, i funzionari pubblici. drago e feniceLogico, no? Con tono professionale spiegano in inglese le poche cose allo straniero e invitano i quasi sposti ad andare in un altro ufficio per le fotocopie dei documenti e la foto-coppia dal fotografo.
Le foto-di-coppia sono foto che i due sposi si fanno insieme e che poi ognuno avrà nel rispettivo documento matrimoniale. Il fotografo aspetta in giacca e cravatta che quasi sembra lui lo sposo. Potendo Honglian opterebbe per lo sfondo con Drago e Fenice stilizzati, simbolo del matrimonio in Cina, ma con aria decisa e senza ammettere obiezioni il gentile professionista sistema la coppia di fronte a uno sfondo blu e scatta una piccola digitale.

drago e fenice Poco più in là un’altra coppia, interamente cinese, fa lo stesso, Unica differenza, il loro sfondo è rosso! Spiegazione: le coppie miste hanno uno sfondo blu, le coppie cinesi uno sfondo rosso. I DICO qui non sono ancora arrivati (nemmeno da noi, a dire il vero!), ci si chiede che colore userebbero…
Fatta la foto in pochi minuti, si torna alla Sala delle Unioni, e gli addetti finiscono la pratica, tempo dieci minuti e il funzionario consegna i libretti di matrimonio ai due, per Andrea equivalente all’urna con  le ceneri del suo felice celibato! Poi il si alza in piedi e stringe la mano agli sposti dicendo GONGXI NIMEN a Honglian, e per lo sposo “CONGRATULATIONS”. Very British, indeed!
Sui libretti le foto di coppia appena fatte, la data, qualche timbro sobrio, e soprattutto un numero: 745. Il matrimonio appena fatto è il numero 745 da inizio anno ci spiegano, una media di 200 coppie miste al mese quindi si sposano a Shanghai! drago e fenice

Fatto, Andrea e Honglian sono marito e moglie, possiamo andare?

Just a moment: l’addetta ci fa entrare in un’altra stanza dominata da un palchetto su una pedana con lo stemma della RPC. Legge un brevissimo cerimoniale forse per ricordare alla coppia che se non lo avessero capito dalle svelte procedure burocratiche sono veramente SPOSATI ora, almeno per la RPC, con tutti gli obblighi morali e sociali che ne derivano. Per essere sicura che lo straniero realizzi in pieno chiede alla sposa una traduzione simultanea in inglese.

drago e fenice

 

La cosa dura pochi minuti, altra stretta di mano e possiamo andare, dopo di noi arriva la coppia # 746, un americano e la sua compagna shanghainese, lui nel classico abito da sposo americano, jeans e maglia, lei in elegante soprabito bianco, gonna corta e calze a rete. Hen bang!

 

 

 

 

 
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