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Heiren Yagao... e se Michael Jackson si fosse ispirato a questo dentifricio?
Oggi sugli scaffali dei supermercati cinesi non manca la scelta per un dentifricio decente; salvo l’Antica Erboristeria alle ortiche fresche di Selva di Val Gardena, per il resto i grandi marchi internazionali offrono di tutto. A ben vedere, il dentifricio è un po' come la birra: essenziale, relativamente facile da produrre e con infinite varianti locali. Da qualche decennio però il ricco e variegato panorama delle birre nel mondo sta subendo una triste standardizzazione con l’acquisizione dei piccoli marchi da parte delle multinazionali. Il dentifricio non fa eccezione. Nemmeno in Cina!
Solo una ventina di anni fa il dentifricio nel grande paese asiatico era una magra scelta tra il tubone gigante bianco e rosso della MAXAM che pareva un enorme Vinavil e la confezione verde-giallo-nera-bianca del DARLIE con l’immagine di un uomo nero dai denti bianchissimi. Nonostante l’abbinamento di colori lo facesse sembrare più un lucido da scarpe che a una pasta per i denti, il fatto che riportasse sulla confezione il nome di una casa straniera (Hawley & Hazel), rassicurava un attimo il consumatore straniero, disorientato e timoroso di spalmarsi sui denti un pastone tutto cinese. Chi si sarebbe spazzolato volentieri i denti la mattina con un dentifricio chiamato ipoteticamente Spring Roll, e prodotto da una qualsiasi “Number 4 State Factory for Human Hygiene products, and Machine Guns, Harbin, P.R. of China”? Qualche anno fa chiacccherando da O’Malley’s con un amico svizzero ritrovato dai tempi degli studi a Tongji University, vidi che teneva un sacchetto della spesa con dentro quella che pareva essere una scorta da guerra dei pittoreschi Darlie. Confessò che fin dal primo incontro col colorato tubetto, tanti anni prima, non era più riuscito a farne a meno e che faceva regolarmente rifornimento per se e amici ogni volta che passava da Shanghai. La mia donna che è digiuna di Cina, la prima volta che ha usato Darlie (in Italia!) mi fece notare che sapeva di gasolio ma che per amor mio ci si sarebbe abituata e l’avrebbe usato pensandomi ogni mattina… ora che ci penso spero di non aver provocato spiacevoli associazioni di disgusto… DARLIE rimane a tutt’oggi uno dei pochi prodotti per l’igiene made-in-china degni di nota (Hawley & Hazel è una società di H.K., ma è pur sempre Cina…). Ora la confezione è decisamente migliorata rispetto a due decenni fa e la gente ha smesso di usarlo anche come lucido da scarpe (qualcuno tuttavia dava anche ottime referenze per questo utilizzo). Poche settimane fa una cara amica italiana che vive a Shanghai incidentalmente ha buttato una frase spiritosa sull’HEIREN YAGAO, nome cinese del DARLIE, facendomi pensare che forse forse io e Marc lo svizzero non siamo i soli fan del tubetto dell’Uomo Nero… mi sono messo a fare qualche ricerca, e dopo pochi giri di Google ho capito che stiamo parlando di uno dei prodotti cult dell’industria dell’igiene e che il suo marchio è tutta una storia. Ce n’è abbastanza per lanciare un FABULOUS DARLIE – HEIREN YAGAO ASIAN TEETH BRUSHING INTERNATIONAL FAN CLUB! La storia inizia nei lontani anni ’20, quando il fondatore - che rimane senza nome - torna da un viaggio in USA dove apparentemente rimane folgorato dalla straordinaria dentatura di Al Jolson, cantante - ballerino americano allora sulla breccia. Erano altri tempi, di lì a poco un’anziana signora di colore avrebbe scatenato il putiferio sedendosi in un bus per bianchi, il Gandhi nero col nome di re andava ancora alle elementari, Michael Jackson un impensabile futuro transgenico. L’asiatico imprenditore di dentifrici pensa bene di usare l’immagine di Al J per il suo prodotto, e quale migliore immagine di un nero dai denti d'avorio immacolati? La cosa bella è che Al Jolson (foto accanto) non è nemmeno nero. Nato in Lituania, è addirittura ebreo e in America trova il successo con le sue travolgenti caricature dei neri americani che faranno di lui uno dei personaggi chiave nel far accettare le innovazioni jazz, ragtime e blues al dichiaratamente razzista pubblico bianco! In poco tempo Darlie diventa un marchio di successo in tutta l’Asia orientale, in certi paesi ha anche il 70% del mercato! Anzi, DARKIE per essere precisi. Perchè questo è il nome originale del tubetto, con ovvio riferimento ai NEGRI d’America (suonava un po' cosi!). Intanto il mondo cambia, le anziane signore di colore ottengono il diritto di sedersi negli autobus, il re nero scatena una rivoluzione e per questo viene ammazzato, Michael Jackson vende i primi milioni di dischi e comincia a vedere bianco. Nessuno però ha niente da dire sul dentifricio del “negro” fino al 1985, quando Colgate compra la Hawley & Hazel Chemical Co. Ltd di Hong Kong, proprietaria tra i vari marchi anche del famigerato DARKIE. La multinazionale rivale Procter & Gamble prende subito la palla al balzo per montare una campagna di stampa contro gli orientamenti apparentemente razzisti di Colgate. Gli agitatori battono sulla spalla dei neri d’America che improvvisamente si accorgono che in Asia la gente si spazzola le dentature con un dentifricio politically incorrect (anche se il termine verrà dopo). Perfino Eddie Murphy solleverà la questione a un David Letterman Show! Colgate è sotto pressione da parte di media e consumatori neri e non, ma il DARKIE vende benissimo in Asia, cambiare nome e logo potrebbe essere un disastro, che fare? Per mesi e mesi creativi e marketing-men della Colgate si brainsturbano per trovare una soluzione, alla fine esce la L - uovo di Colombo, eh si perchè bastava far saltare una K (in America un'associazione “anti-nigro” ne usa addirittura 3 insieme, ma pochi lo trovano strano!), sostituirla con una più morbida L e il gioco è fatto, non più DARKIE ma DARLIE, a metà fra un “darling” americano e un asiatico “charlie”. Dopo il Vietnam ancora fresco nella memoria a stelle e strisce, DARLIE suona forse come uno sfottò di rivalsa (piccola) dopo tanti anni di sanguinosa guerra calda e fredda giocata dagli americani (tra cui tanti “nigger”) in Asia. Qualcuno spinge per sostituire anche l’immagine del nero sulla confezione, ma Eddie Murphy è troppo impegnato in Beverly Hills Cop 2 e ci si accorda per un compromesso sfumando i contorni negroidi del logo. Il calo di vendite che Colgate temeva non avviene, anzi il nuovo DARLIE vende anche di più in Asia del buon vecchio DARKIE, confermando le misteriose leggi del marketing, e la concorrenza è sistemata. Quello che non sanno molti indignati e attivisti dell’epoca è che in oriente il dentifricio ha mantenuto il suo nome originale, in Cina si chiama ancora oggi HEIREN (uomo nero) YAGAO (dentifricio)! E i cinesi (e non solo loro…) son felici di spazzolarsi i denti con lo scorrettissimo DENTIFRICIO DELL’UOMO NERO... 
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