topleft
topright
Pagine Business
Briccocafe
Mandarina Servizi e Comunicazione
Da Marco Catering
Sconti Shanghai
Scuola Italiana a Shanghai

Login

Registra un account e potrai accedere alla funzionalita' avanzate del sito





Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
Marrakech
Ritorno a Shanghai / 3 Ultima parte Stampa E-mail
18 giugno 2007

 

wujiang“Cronache marziane”

Venerdì sera, ore 22.30. Sono appena rientrato in albergo a Wujiang dopo una lauta cena in un locale affacciato su un giardino con pagoda. A quest’ora le attrazioni offerte dalla città sono i karaoke, la discoteca dietro al supermercato e gli edifici illuminati con luci viola, blu e arancione. La torre della TV (colorata per l’appunto di viola, blu e arancione) ha sulla cima due fari mobili che sparano verso il cielo fasci di luce dalla potenza sufficiente per poter essere visti su Marte.

 

Non si sa mai, se qualcuno si perdesse su quel pianeta, potrebbe trovare un aiuto prezioso in questi fasci luminosi per riuscire a orientarsi. Ma pare che i marziani la pensino diversamente e siano molto infastiditi dalle luci colorate: secondo gli ufologi meglio informati, stanno preparando una ritorsione e stanno ultimando i collaudi di un raggio disintegratore.

Per evitare che una torre (bruttina, per giunta) wujiang2con due fari scateni la prima guerra interplanetaria, ma lungi dall’idea di spegnere semplicemente la luce, si è messa in moto la diplomazia. Si dice che siano intervenuti congiuntamente Stati Uniti, Giappone, Cina, Iran, Venezuela e Corea del Nord: di fronte alla minaccia incombente sul mondo, la crisi nucleare è passata in secondo piano. Se così fosse, W i marziani. Che colonizzino pure la Terra! Pare che il Caro Leader Kim Jong Il sia atteso dal Presidente  Planetario di Marte, signor KRzcD--*XxttTmnhwmN, la prossima settimana.

Fuori dalla finestra, lungo i canali, nei prati e negli stagni, si sta tenendo il concerto Campagnolo n.6 per sole rane in “gra” maggiore, con notevoli virtuosismi di alcune soliste ignare di guerre, pianeti e galassie. La loro unica preoccupazione è cantare, beate loro.  Di fronte all’albergo cwujiangi sono parcheggiate diverse Mercedes, BMW e un paio di Porsche, e di fianco al costoso lusso tedesco i soliti quattro motociclisti stanno abbarbicati sulle loro selle in attesa di trasport1are le fanciulle che a tarda sera escono dal karaoke. Ricordano parecchio i fratelli Dalton in attesa della diligenza da rapinare nei fumetti di Lucky Luke, e se la scena non fosse reale la scambierei per un film.

Sono stanco, la settimana è stata pesante. La testa comincia a ciondolare, forse è il caso di infilarsi sotto le coperte. 

Sabato. Il primo sabato libero dopo parecchie settimane! Ho in mente di svegliarmi presto, per andare alla scoperta dei parchi di Wujiang, prima di tornare a Shanghai. Naturalmente mi dimentico di puntare la sveglia, e quando mi alzo c’è già la Red Flag nera wujiang4con i vetri oscurati che mi aspetta in parcheggio. La giornata promette acqua, comunque decido di mantenere il mio programma. Chiedo all’autista (quello di oggi si chiama Mr. Zhao) di portarmi al Wujiang Park.

“Quale Wujiang Park?”

Accidenti, quanti Wujiang Park ci sono?

“Quello grande?” mi suggerisce.

“Ecco, sì, proprio quello.”

Mi guarda, gli scappa da ridere, vai a sapere perché.

Biglietto da 1 RMB, il luogo è piacevole e piuttosto affollato. Ci sono il lago, l’area con i fiori di loto, le rocce, la pista di pattinaggio, il golf, e non mancano le giostre, i giochi per bambini, né le barchette a pedali a forma di drago e di papera. wujiangIn mezzo ai salici spunta minacciosa ancora lei, la torre della televisione, che alla luce del giorno perde quel poco di fascino datole di notte dalle luci colorate. Una bambina con ali di farfalla blu appese sulla schiena corre sul selciato, inseguita da un’altra bambina senza ali e da una mamma trafelata. Alcuni uomini in abiti eleganti provano gli appigli su una parete da arrampicata alta un metro. Due ragazzi si scattano foto a vicenda stando in equilibrio precario su alcune rocce: secondo le leggi della fisica dovrebbero essere già caduti di sotto, invece sono ancora lì ben piantati. Ogni volta che incrocio qualcuno sul mio percorso vengo scrutato con sguardi divertiti. Ma cos’avrò mai di strano questa mattina?

Dopo venti minuti, sono di nuovo seduto sulla Red Flag, destinazione Shanghai. L’altro Wujiang Park, quello piccolo, sarà per la prossima settimana.

“Ti è piaciuto il parco?”, mi chiede l’autista.

“Beh, è un posto tranquillo.”

“Non è granché.”

“Sei mai stato su Marte?”, butto là, cambiando argomento.

“Eh? Dove?”

“Lascia perdere.” Evito di chiedergli la ragione delle antenne che gli stanno spuntando al posto delle orecchie. wujiang5

Cala il silenzio, rotto solo dai gemiti e dagli sbuffi della Red Flag. Adesso si rompe, penso. Invece a rompersi è una lussuosa e costosa auto tedesca nuova di zecca che è rimasta bloccata in mezzo all’autostrada, causando una discreta coda. Mr. Zhao mi guarda e bofonchia “Uff, le Audi”. In effetti anche questa volta il siluro nero mi riporta a casa senza problemi, ribaltando tutte le opinioni che normalmente ci si fa sulla qualità delle automobili.

Entro in casa. Mentre mi chino per appoggiare la valigia, sento qualcosa di strano dietro di me. Che sbadato, questa mattina mi sono dimenticato di infilare nei pantaloni la coda viola e gialla che mi è spuntata qualche giorno fa, e non me ne sono accorto. Ora capisco perché l’autista rideva e la gente al parco mi guardava in modo strano. Ho fame, prendo dal ripostiglio una lampadina nuova e me la mangio. Questa nuova dieta è decisamente appetitosa.

Bentornata realtà.

FINE?

Stefano Bona

 

ritorno a shanghai 2

ritorno a shanghai 1  

 

GALLERIA FOTO "RITORNO A SHANGHAI # 3"  


Visualizzazioni: 1567

  Lascia il primo commento!

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il logi o registrati.

 
Google
Pasta Fresca
CDM CHINA EASY ERP
Assicurazione Medica Internazionale a Shanghai

Newsletter


Biglietteria Aerea

bigliettiaereismall.png
associna
tuttocina