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Quando si dice "arrivo subito!"
E’ mattina, non hai sentito la sveglia perchè ti ha appena ridestato la
dolce suoneria del martello pneumatico parcheggiato sotto casa o la
scarica di orrenda musica pop dal blaster dei vecchietti che fanno
aerobica proprio sotto le tue finestre.
Fa niente, inciampando tra calzini, dvd, camicie stazzonate, bottiglie di vino vuote, due etti sfusi di penne Montblanc che ti hanno rifilato al mercato il giorno prima, bucatini Zara sul tappeto e wondebra cinesi imbottiti agganciati chissà come sul lampadario, raggiungi faticosamente la cucina, cerchi di trovare la fedele Bialetti per un caffè che ti riconnetta al mondo, provi ad aprire la moka che il giorno prima hai serrato con una forza da Conan e ora devi aprire con un le mani che sembrano due kuaizi scivolosi, ma il gatto reclama urlante la sua colazione di maccherello azzurro, pensandoci ti passa ogni voglia dei biscottazzi Brandenbeerg di Ikea ma tieni duro, pensi di potercela ancora fare a rimetterti in sesto quando la tua fine ti arriva consegnanta direttamente nei timpani con un cruise da migliaia di decibel… Il CAMPANONE DI CASA …
Decidi di non rispondere, hai appena confermato questo ordine al tuo emisfero sinistro annebbiato che ecco ripartire la scarica seguita da altre distanziate regolarmente da un secondo e otto decimi, le tue cellule cerebrali cominciano a sbattere in panico una contro l’altra, il gatto ti si aggrappa con tutte le unghie al polpaccio, il Lavazza ti cade di mano, ovviamente l’ultima dose rimasta, gli occhi si iniettano di sangue e hai solo un pensiero in mente: to kill! Arrivi al citofono che le scariche hanno già raggiunto quota 14 in appena 8 secondi netti, urli uno “WEEEEEI, (CHI EEEEE’)????” che farebbe scappare anche un testimone di geova in deficit di conversioni, dall’altra parte ti risponde una voce urlante di donna MEIQIIIIIIII (GAAAAAS)!
Guardi l’ora, sono le 7 e un quarto A.M., A QUEST’ORA???? urli indietro, ma ti risponde un’altra scarica di campane perchè la donnina solerte non ha tempo da perdere e devi aprire, cascasse il mondo. Apri la porta in tenuta da jus primae noctis con vestaglia e berretto da notte, calze in ermellino e borsa dell’acqua calda appesa all’orecchio, la donna del gas, mezza età, occhiali spessi è piantata davanti alla soglia come un molosso, entra in casa diretta senza nemmeno guardarti e si dirige in cucina alla ricerca del contatore. Il gatto è terrorizzato all’angolo ma lei è un drone con un solo obiettivo, trovare il dannato contatore, mi aspetto che lo stacchi con un morso ma prende i numeri, ripassa verso l’uscita e se ne va senza dire niente. ARRIVEDERCI, dico, ma lei è già attaccata a un’altro campanello, il suo dito incollato al pulsante finchè il vicino non apre, per non perdere tempo fa anche due alla volta, giù dalle brande!!!
La pervicace signora del gas non è la sola, per fortuna che la posta adesso arriva silenziosa via email, ma restano pur sempre i “kuaidi”, i pony express che ti DEVONO fare la consegna e non può essere che non ci sei a casa! Il campanello non è un dispositivo per annunciare che qualcuno ti cerca e che se non ti rispondono da dentro forse forse è perchè non non ci stanno... no, è un dispositivo per dire APRI STA PORTA CHE SO CHE CI SEI!!! Purtroppo le suonerie sul mercato sono fatte apposta per farti trovare anche se non vuoi essere trovato e per farti sentire che anche gli altri sono cercati. Le fanfare delle suonerie shanghainesi sono prese direttamente dalle registrazioni delle unità di rilevamento di inquinamento acustico. Una manata su un citofono di 80 campanelli di Shanghai scatena una migrazione di stornelli da oscurare il cielo per mezz’ora e rovinare la pesca di sgombri nel golfo di Bohai!
Quando torni a casa e trovi un avviso che ti dice che ti cercavano per una consegna e che forse forse forse non eri in casa, è come trovare la porta semi aperta e doversi aspettare di tutto. Allora entri in casa circospetto per esaminare i danni, che ha fatto la scampanellata di 38 minuti: il gatto di casa col pelo ritto e in preda a una crisi isterica, aggrappato alle tende con gli occhi sbarrati e le orecchie dilaniate, le piante rovesciate dallo tsunami sonoro, piatti spaccati e quadri scombinati sul muro.
Nessuno sa spiegarsi il perchè dell’accanimento contro il campanello, le ragioni possono essere due, o sono tutti sordi, o la melodia è ipnotizzante per chi la suona, insomma un piffero magico al contrario!
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1. Scritto da annaluna, il 22-07-2007 14:57 non so chi sei, ma ho la vaga sensazione che abiti nel mio stesso quartiere, stesso compound. RICONOSCO SIA LA SIGNORA DEL GAS che LA TONALITA' DEL CAMPANELLO. La signora aveva deciso che ogni primo abato o domenica del mese, IL MIO era il primo appartamento da controllare. QUESTA DISGRAZIA e' durata per TRE MESI TRE, fino a quando devo aver urlato come una dannata isterica, che e' sparita, o meglio la incontra solo la mia Ayi, e questo durante la settimana. per il campanello, nulla da fare. Chi mi conosce, bussa dolcemente con le nocche sulla porta, e gli altri li lascio fare. oramai il mio timpano si e' assuefatto. Comunque SEI PROPRIO BRAVO! queste veramente sono chopstick quotidiane.... |
2. Scritto da handik, il 25-07-2007 04:10 ciao, anch'io sono curioso di sapere chi sei! editor, come mai questa rubrica anonima?? è un'operazione di marketing come l'iphone??? complimenti e grazie per le risate, che di mattina in fabbrica a fuzhou vengono a salvarmi. Cla |
3. Scritto da
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, il 25-07-2007 05:32 lo scrivente ha chiesto così, anonimo, vediamo poi... |
4. Scritto da Mirion, il 25-07-2007 14:29
Mi par di capire che a Shanghai mooooolti campanelli suonino a raffica!! ne ho sentiti anch'io quand'ero lì. Complimenti,chiunque tu sia....mi piace come scrivi. |
5. Scritto da babayaga, il 27-07-2007 04:05 HAHA Bravo, bel post! I wonder bra cinesi sul pavimento mi ricordano lo yacht di Calzi. I vicini che ti trapano sul muro mi ricordano... i miei vicini  |
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