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Per uno che fa un lavoro duro e pericoloso c’è sempre chi lo imita, e per sport…
Tempo fa guardavo degli operai sollevare pesi e faticare nel palazzo in costruzione, in aggiunta col pericolo di cascare dal 20mo piano. La cosa è anche normale a Shanghai, fatto particolare era che mi trovavo dietro il vetro di una palestra ad aria condizionata in un edificio davanti a quello in costruzione.
Io guardavo loro e loro me, da una parte io che per sport ed eccesso
di tempo libero mi dilettavo a faticheggiare coi pesi e le macchine,
dall’altra loro che faticavano duramente per portare a casa la
pagnotta! Da una parte loro venivano pagati, poco, per faticare, tanto (e così farsi anche dei muscoli),
dall’altra io pagavo (molto) per faticare (poco) e non avere più muscoli di loro. Loro forse avrebbero
fatto cambio con me, io certamente non con loro, ci divideva una
sottile lastra di vetro e un precipizio di 20 piani, abbastanza per
farmi sentire al sicuro, ma a pensarci bene la vita è sempre
imprevedibile.
Proprio ieri è cascata una grossa impalcatura a Jiading,
di quelle in bambù, che si ammirano perché cosi solide e flessibili al
tempo stesso; stavolta è stata troppo flessibile, e cinque
operai sono finiti all’ospedale in condizioni gravissime. Operai, la
cui vita di immigrato vale pochi yuan e mandati sicuro in un ospedale
per poveracci in una corsia fasciati dalla testa ai piedi con un valium
in bocca.
Il giorno prima la polizia aveva preso e messo in custodia il giocherellone di
turno che si era creduto l’uomo ragno ed aveva scalato il Jin Mao, 421
metri di palazzone a Pudong. Il ragazzo, 28 anni, cinese, aveva pensato
di imitare altri che avevano realizzato l’impresa prima di lui, tutti
laowai. Se il francese Alain Robert (in costume da uomo ragno) ci aveva
messo appena mezz’ora a maggio, il bravo Zou ci ha messo quasi 5 ore l'altro ieri!
Perché la polizia invece che arrestarli e metterli qualche giorno in una celletta al piano terra non li manda alti alti con un secchio e
uno straccio sulle impalcature a pulire i vetri come tanti altri
coraggiosi scalatori che sono spinti dalla fame e non dalla gloria?
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