topleft
topright
Pagine Business
Mandarina Servizi e Comunicazione
Scuola Italiana Shanghai

Login

Registra un account e potrai accedere alla funzionalita' avanzate del sito





Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
M&J
Viaggi / Qingdao, isola verde Stampa E-mail
10 agosto 2007

qingdaoArie da Mitteleuropa sulle rive del Mar giallo

 

Foto di Daniele Mattioli

Testo di Michele Soranzo

 

La realtà può rappresentare definitivamente una grossa delusione per chi prenda troppo sul serio le fantasiose similitudini geografiche tra la Cina e il resto del mondo.
Così, non aspettatevi di fare un giro in gondola a Suzhou, la Venezia dell’Est, nè di trovare una Tour Eiffel o qualcosa che somigli alla Rive Gauche a Shanghai, un tempo la Parigi d’Oriente; lo stesso vale per l’isola di Hainan, che con le Hawaii ha in comune solo il fatto di essere una meta turistica.

 

Ma ogni regola, si sa, ha un’eccezione, così, per una volta, immaginazione e realtà combaciano per davvero in quell’angolo del paese noto come la Svizzera o la Bavaria cinese, sempre che non vi aspettiate di gustare formaggio Emmenthal al suono di ameni Yodel intonati da facce orientali.
Qingdao, o isola verde, nella traduzione letterale del nome, richiama infatti immancabilmente già a prima vista la placida atmosfera della Germania rurale con dolci colline che corrono alle spalle della città e una straordinaria abbondanza di verde.

Similitudini con l’Europa centrale a parte, Qingdao rimane una città insolita per gli standard cinesi.
Aggrappata all’estremità della penisola dello Shandong, Qingdao è infatti una delle poche città del paese ad avere un rapporto aperto col mare, in questo caso Giallo, che abbraccia ampio nella baia di Jiaozhou.
Della sua particolarità se ne erano accorti gia' da inizio '900 anche i tedeschi. Manfred von Richtofen, piu' noto come il famigerato Barone Rosso, opo aver perlustrato in volo la zona riferì al Kaiser Guglielmo II che la baia di Qinigdao era senza dubbio l’ideale per la base navale che la Germania cercava in Oriente. Si trattava solo di prenderla. L'occasione arrivo' con la ribellione dei Boxers del 1900, presa come pretesto dal Kaiser per strappare alla Cina la concessione della citta', allora poco più di un villaggio di pescatori e avamposto della marina della dinastia Qing.
qdao L’accordo di concessione per 99 anni spinse i tedeschi a impegnarsi nella costruzione di grandi opere, tra cui una linea ferroviaria che correva fino a Jinan, una base navale, edifici, chiese e residenze.
In realtà la presenza tedesca durò appena 17 anni, e dal 1914 la città passò sotto diverse mani: prima ai giapponesi, poi ai nazionalisti di Chiang Kaishek, poi ancora ai giapponesi fino al 1945, quando gli americani ne fecero una loro importante base navale prima di restituirla al nuovo governo comunista nel 1949.
E’ proprio attraverso l’architettura del passato coloniale che Qingdao rivela uno dei suoi aspetti più interessanti, e che per diversità di stili ha solo Shanghai come rivale: colonnato greco-romano, gotico, castello europeo, barocco italiano, modernismo francese, armonicamente mescolati nelle residenze di epoca coloniale della città vecchia. Caratterizzate dall’intonaco giallo-ocra e da ampie terrazze rivolte verso il mare, costituiscono quasi una emanazione dei più imponenti e bizzarri edifici costruiti durante la dominazione tedesca, a partire dalla massiccia Qingdao Guesthouse del 1905, ex residenza del governatore dell’epoca.
L’edificio, che da sopra la collina di Xinhaoshan offe una magnifica vista della baia, è una fortezza in tipico stile bavarese, e riprende in tutto motivi del mare, dalla sua forma a nave fino all’intonaco a onde. qdao1
Una visuale completa della città con i caratteristici tetti a tegole rosse e verdi la offrono anche i dieci bellissimi parchi situati sulle colline circostanti, ideale dalla piattaforma panoramica rotante del parco del Signal Hill, o dalla torre della televisione (232 metri), detta anche no. 1 steel tower in china, sulla sommità della collina di Taiping Hill, nel parco di Julin.
Sarà forse per via del mare, che offre uno sfogo all’oppressione tipica delle grandi città cinesi, ma una volta a Qingdao è facile dimenticare che la città, con quasi sette milioni di abitanti, è anche il quarto porto del paese e una delle zone di maggior sviluppo economico della Cina.
Complice forse anche il carattere degli abitanti, apparentemente privi degli affanni delle altre città della costa e che appena possono si avvicinano al loro mare per recuperare le forze e lo spirito.
Basta poco infatti per superare il limite della città e immergersi letteralmente in un altro mondo, dominato dal giallo della sabbia e l’azzurro del cielo.
A due passi dalla strada che costeggia il mare si estendono sei spiagge in cui ognuno cerca uno svago diverso: gli anziani impegnati in esercizi di taiqi la mattina presto lasciano il posto a ragazzi che giocano a beach volley, bambini e adulti impegnati a costruire castelli di sabbia, uomini di ogni età abbronzatissimi stesi a riposare o a giocare a carte, cui fanno contrasto pallide ragazze che passeggiano protette da ombrellini nelle ore piu calde.
Ma è nelle ultime ore prima del tramonto che le spiagge si affollano, quando turisti e abitanti di Qingdao si immergono nella baia formando una moltitudine di teste affioranti dal mare, protetti dalle reti antisqualo e sorvegliati da bagnini appollaiati sugli alti sgabelli rossi, una scena che richiama inevitabilmente un paesaggio californiano o australiano.
Dalla spiaggia numero 6 si estende per oltre 400 metri il Zhangqiao pier, alla cui estremità si trova lo Huilan, il padiglione ottagonale simbolo della città, portato in tutto il mondo dall’etichetta della Tsingdao Beer, che proprio quest’anno festeggia i cento anni di storia.
qdao2 Fondata manco a dirlo dai tedeschi, che trovarono nelle vicine sorgenti di Laoshan l’acqua ideale per lavorarla, la Tsingdao è stata la prima birreria cinese a produrre secondo le rigide regole della hoffbraugereit, e ora praticamente sulle tavole di tutti i ristoranti cinesi del pianeta.
Il vecchio sito della Tsingdao (che mantiene nel marchio la vecchia trascrizione latina del nome della città) è tutt’ora attivo nella parte nord della città, diviso tra un interessante museo e il modernissimo impianto di produzione, meta incessante di turisti cinesi e stranieri.
Da qualche anno Qingdao ha deciso di valorizzare la propria fama di città della birra organizzando il Beer Festival, durante il quale la città conferma il suo legame con la tradizione tedesca trasformandosi nelle ultime due settimane di agosto nella Oktoberfest asiatica.
In mancanza di pretzel, i fiumi di birra che scorrono per l’occasione trovano modo di legarsi alla perfezione con la squisita cucina locale ricca di sea food, squids, mussels, sea snails, crabs and fish che offre praticamente ogni ristorante della città, specialmente lungo la variopinta Mingjian lu, la street food di Qindao.
Ma la città ha anche un’anima cristiana, come testimoniano le due chiese rimaste, ricordo della massiccia opera di conversione svolta in passato dai missionari nello Shandong.
La chiesa protestante del 1908, è insolita nel suo genere per lo stile castello medievale europeo, situata su una terrazza scenica sul mare. Ha ripreso le attività dal 1980 e ogni domenica le sue campane richiamano i fedeli per la funzione.
Poco distante si trova invece la Cattedrale di St. Michael, del 1934, a forma di croce tra due torri di 60 metri l’una, danneggiata durante la rivoluzione culturale e ora completamente restaurata e operante come chiesa cattolica.
“Sono circa un centinaio i fedeli che ogni giorno partecipano alle funzioni”, dice Chen Tian Han, il curato della cattedrale mentre posa nel suo abito religioso davanti alla chiesa, “ma è la domenica che c’è più affluenza, anche più di mille.”
Qingdao ospita anche una importante comunità cattolica coreana per via dei forti investimenti che le aziende di IT di quel paese stanno effettuando nello Shandong.
“Teniamo anche messe per loro, continua padre Chen, c’è un prete coreano che viene apposta la domenica”.
Il passato si fa meno remoto avvicinandosi a Badaguan, letteralmente “zona degli otto passi”, per via delle sue strade denominate con gli otto passi della Grande Muraglia.
E’ una zona esclusiva ai margini della città vecchia e che si estende tra la strada e il mare, un isolotto verde di alberi che fioriscono in stagioni diverse, dai maple, snow pine, peschi, crab apples, pinetrees, ginkgoes, e una raccolta di stili architettonici diversi in oltre duecento ville, protette da cancelli e guardie private.
Queste dimore esclusive ospitano da tempo vari leader di partito, cui le terme e il silenzio della zona consentono di riprendersi dalle fatiche della politica.
Tra il verde fitto degqingdao2li alberi di Badaguan capita spesso di incrociare coppie in abiti da sposi occidentali che si spostano a piccoli gruppi, inseguiti da fotografi e assistenti.
La maggior parte di loro viene da altre città dello Shandong: Zi Bo, Ji Nan, ma c’e’ anche chi ha fatto un viaggio fin da Pechino, Tianjin o Shanghai per una foto sullo sfondo di scogliere e frangenti o del monumentale Granite Castle, Huashi Lou, del 1903, un misto di stile europeo medievale e greco-romano, ex villa di aristocratici russi, poi passata a un uomo di affari inglese, e ora esclusiva guesthouse.
La Qingdao vecchia sfuma gradatamente nella parte nuova, già visibile dalla spiaggia numero 3 da dove si delinea lo skyline delle architetture moderne.
La Piazza della Musica, uno spiazzo in marmo lucido sotto un enorme tendone bianco è dove la città organizza concerti, sullo sfondo dell’imponente Hotel Vienna, in stile viennese appunto, rivisitato da uno scioccante color viola.
 Camminando sul lungomare tra le immancabili bancarelle di conchiglie e stand di diankao youyu, le onnipresenti seppie alla piastra, si arriva al cuore della città, la Piazza 4 Maggio4maggio, in onore del movimento studentesco del 1919, dominata nel mezzo da un gigantesco monumento di volute di acciaio rosso a simboleggiare il “vento di maggio”, dietro cui si estende il nuovo palazzo del governo locale.
Qui la gente si ritrova per rinfrescarsi dal caldo tra i getti della fontana a pavimento, o per far volare aquiloni in cielo; va ricordato che non lontano si trova Weifang, la capitale mondiale degli aquiloni.
Ma Qingdao, pur nella sua apparente serenità, si sta anche preparando ad un evento che la porterà presto all’attenzione del mondo intero: ospiterà infatti le regate delle olimpiadi di Pechino del 2008.
Gao Yu, rappresentante del governo locale per gli affari esteri, è appena tornata da un viaggio a Barcellona e Atene, dove ha visitato le marine delle olimpiadi passate e future. Indica i cantieri navali che si vedono lungo la baia.
“I cantieri saranno spostati per la fine dell’anno”, spiega, “poi inizierà la costruzione della marina che ospiterà le regate, sarà una grossa occasione per la città e non vogliamo perderla.”
Un evento che, comunque, non da piu di tanto pensiero alla città, che attende paziente  nella sua naturale atmosfera in cui l’oriente incontra l’occidente.

 

 
Google
Pasta Fresca
RoyalAssicurazioni

Newsletter


Biglietteria Aerea

bigliettiaereismall.png
associna
tuttocina