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Lorenzo Mazzoni, scrittore e viaggiatore, ha pubblicato gli e-book
"Il sole sorge sul Vietnam", "Le Bestie", "Privilegi" e "Mekong Blues"
(www.kultvirtualpress.com), e i romanzi "Il requiem di Valle Secca"
(Tracce, 2006) e "Ost", il banchetto degli scarafaggi" (Edizioni
Melquìades, 2007).
Intervista di Giulietta Iannone
Preferisci scrivere romanzi o racconti?
Romanzi,
assolutamente romanzi. I racconti non mi appassionano molto. Ne scrivo
pochi, generalmente per partecipare a qualche concorso letterario,
nulla di più. Sono troppo brevi per appassionarmi. I romanzi mi
permettono di far crescere i personaggi, di affezionarmi a loro, di
descrivere meglio i luoghi o le situazioni. Voto romanzi. Se proprio
devo scrivere qualcosa di breve preferisco dedicarmi al reportage di
viaggio. Amo scrivere reportage, mi aiuta a “viaggiare” rimanendo
fermo, mi aiuta a ricordare, ad essere semplice e diretto.
Quali sono i tuoi maestri letterari?
Graham Greene, Paco Ignacio Taibo II, Tom Robbins, Nagib Mahfuz, Emilio Salgari. Ci sono anche due grandi reporter che mi hanno influenzato particolarmente: Ryszard Kapuscinski e Tiziano Terzani.
Quali i tuoi autori italiani preferiti?
Wu Ming, Carlo Lucarelli, Erri De Luca, Ermanno Rea.
Quali sono le qualità tipiche di un buon scrittore?
L'umiltà e una scrittura accessibile a tutti.
Qual è il significato del talento per te? Un dono o una capacità che si può aumentare con il lavoro?
Un po' tutte e due, se anche hai talento ma non lo affini, non lavori come un mulo, il talento rimane lì, magari può servirti per qualche tempo ma poi crolla, come un castello di carta. Bisogna lavorare, lavorare, lavorare.
Hai viaggiato molto, quale cosa ti ha colpito di più e dove?
Vedere un uomo morire sotto i miei occhi al confine fra Vietnam e Laos; uno scontro frontale fra la sua motocicletta e un pulmino. Mi ha scosso molto. E poi la preghiera del venerdì a Sana'a, i militari turchi coi mitragliatori puntati sulla folla a Malatya, gli occhi furbi dei bambini laotiani, il tramonto sulla terrazza del café Fuentes a Tangeri e poi Napoli, in tutto e per tutto.
Ti piacerebbe fare il corrispondente per qualche giornale in un paese dell’Asia?
Sì, mi piacerebbe molto, magari nello Yemen o in Vietnam. Per ora mi accontento delle possibilità che mi sono offerte da riviste intraprendenti che pubblicano i reportage che ho scritto in passato, diciamo come free-lance. Collaboro con www.viaggiatorionline.com e con la rivista online www.ilreporter.com. Spero in futuro di aprire nuove collaborazioni, di poter avere la possibilità di viaggiare scrivendo. Per ora aspetto consultando l'atlante geografico: il libro più bello mai inventato dall'uomo.
Parlami della letteratura vietnamita, ci sono poeti o scrittori che più ami
Ho Chi Minh oltre ad essere stato un grande e dignitoso uomo politico ha scritto poesie bellissime. Il diario della prigione è un libro in versi che consiglio a tutti. Poi ci sono i romanzi della generazione che ha fatto la guerra, Le Chagrin de la guerre di Bao Ninh e Les Canons tonnent la nuit di Nha Ca, raccontano il Vietnam bellico da un'angolazione differente da quella a cui siamo abituati. E' istruttivo, poiché la nostra prospettiva, la prospettiva storica dell'occidentale, è spesso spocchiosa e arrogante. Fa bene un po' di umiltà ogni tanto.
Sto per partire per la Cina, per un tour promozionale di un libro cosa mi consiglieresti?
Di comprare un Libretto Rosso in cinese. Esteticamente fa effetto.
Credi nei valori politici o sei un disilluso come molti giovani?
Sono comunista, lo dico senza vergogna. Oggi va di moda vergognarsi della propria appartenenza. Ma io non credo nei gulag staliniani, nel delirio nord coreano o nell'assurdità di certi partiti politici italiani. Credo nell'ideale. L'ideale è bellissimo, fraterno, grandissimo. Sono gli uomini che lo hanno tradito. Sulla disillusione, beh, credo sia difficile per un giovane dei nostri giorni non essere disilluso. Io ci provo con la scrittura.
Definiscimi la parola libertà.
Non avere scheletri nell'armadio.
Quale è il tuo libro che preferisci?
Ost, il banchetto degli scarafaggi (Edizioni Melquìades, Milano 2007). E' quello più completo e che rappresenta meglio il mio tentativo letterario, un tentativo fatto di storia, surrealismo, spionaggio, viaggi. Ost, senza dubbio alcuno.
Quali lettori preferisci?
Quelli che alle presentazioni fanno domande, quelli che si permettono di dirmi cosa non gli è piaciuto dei miei libri.
Cosa stai leggendo al momento?
Weathermen, i fuorilegge d'America, di Harold Jacobs e Happy birthday, turco! di Jakob Arjouni.
Un aforisma , un proverbio che ti è caro.
Sono paziente irremovibile, non indietreggio di un passo. Fisicamente distrutto, moralmente incrollabile” (Ho Chi Minh).
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Lorenzo Mazzoni è nato a Ferrara nel 1974. Laureato in Dams Cinema e successivamente in Storia e Istituzioni dell'Asia. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulle riviste Rotta Nord-Ovest, Storie, Catrame Letterario, I racconti di Luvi e sull’antologia Schegge di utopia (Edizioni La Carmelina, 2007). Collabora alle riviste online wwwilreporter.com e www.viaggiatorionline.com. E’ in via di pubblicazione un nuovo romanzo con i tipi di Robin Edizioni. Vive con la sua Musa, ascolta i Beatles e gira in bicicletta. http://lorenzomazzoni.splinder.com
Bibliografia di Lorenzo Mazzoni
IL SOLE SORGE SUL VIETNAM
http://www.kultvirtualpress.com/ebooks.asp?book=982
MEKONG BLUES
http://www.kultvirtualpress.com/ebooks.asp?book=1063
LE BESTIE
http://www.kultvirtualpress.com/ebooks.asp?book=996
PRIVILEGI
http://www.kultvirtualpress.com/ebooks.asp?book=989
IL REQUIEM DI VALLE SECCA
http://www.tracce.org/mazzoni.html
OST. IL BANCHETTO DEGLI SCARAFAGGI
http://www.edizionimelquiades.it/schedalibro.asp?lp_prod=12&lp_tip=1
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