topleft
topright
Pagine Business
Mandarina Servizi e Comunicazione
ColaboDragonLat

Login

Registra un account e potrai accedere alla funzionalita' avanzate del sito





Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
PelliniTOP
Genesi dell’Impero Celeste Stampa E-mail
11 ottobre 2007


genesi.jpg di Claudio Canzonetta 

“Il pensare è una grave malattia, una malattia che diminuisce di molto il valore di un uomo”
 
Tuavii di Tiavea
 

Questa è la discendenza di Zhou: Zhou Huang aveva cento anni quando generò Zhou Xiang, due anni dopo il terremoto; Zhou, dopo aver generato Xiang, visse cinquecento anni e generò figli e figlie. Zhou Xiang aveva trentacinque anni quando generò Zhou Yan; Xiang, dopo aver generato Yan, visse quattrocentotre anni e generò figli e figlie.

Zhou Yan aveva trent’anni quando generò Zhou Di, con una schiava barbara; Yan, dopo aver generato Di, visse quattrocentotre anni e generò figli e figlie.

Di aveva trentaquattro anni quando generò Di Tianming; Zhou Di, dopo aver generato Tianming, visse quattrocentotrenta anni e generò figli e figlie.
Di Tianming aveva ventinove anni quando generò Lu Laoyi; Tianming, dopo aver generato Lu Laoyi, visse centodiciannove anni e generò figli e figlie.
Lu aveva settant’anni quando generò Qin, Ji e Jin.
Questa è la posterità di Lu, dello Shaanxi: Lu Laoyi generò Qin Shi, Ji She e Jin Yi: Jin Yi generò Jin Xiao’er. Jin Yi poi morì alla presenza di suo padre Lu Laoyi nella sua terra natale, nel paese di Chu. Qin Shi e Ji She si presero delle mogli; la moglie di Qin Shi si chiamava Wang Wu’er e la moglie di Ji She si chiavama Jin Meisan, ch’era figlia di Jin Yi, padre di Jin Meisan e padre di Jin Xiao’er.

Qin Shi vagò per tutte le terre dello Shaanxi per molti anni. Qin Shi partì e con lui partì Jin Xiao’er.
Qin Shi aveva settantacinque anni quando lasciò lo Shaanxi.
Qin Shi prese la moglie Wang Wu’er, e Jin Xiao’er, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistato in Shaanxi e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso il paese di Chu.
Prima di partire, come consueto, Qin Shi usò i bastoncelli, per interrogare lo Yin e lo Yang. Lesse i moniti celesti, riposti i bastoni. ”Alla tua discendenza io darò questo paese”, si disse, guardando l’orizzonte.
Allora Qin Shi costruì in quel posto un altare di terra ed offrì un capretto in olocausto, per celebrare il fato propizio.

Venne una carestia nel paese e Qin Shi scese nel regno di Chu per soggiornarvi, perché la carestia gravava sul paese. Ma quando fu sul punto di entrare a Chu, disse alla moglie Wang Wu’er: “Vedi, io so che tu sei donna di aspetto avvenente. Quando gli abitanti del regno di Chu ti vedranno, penseranno: Costei è sua moglie, e mi uccideranno, mentre lasceranno te in vita. Di’ dunque che tu sei mia sorella, perché io sia trattato bene per causa tua e io viva riguardo a te”.
Appunto quando Qin Shi arrivò nel regno di Chu, gli abitanti di Chu videro che la donna era molto avvenente. La osservarono gli eunuchi del re e ne fecero le lodi al re; così la donna fu presa e condotta nella casa reale. Per riguardo a lei, egli trattò bene Qin Shi, che ricevette armenti, prelibatezze, schiavi e schiave, terre e campi di riso. Ma cedendo sua moglie, Qin Shi aveva sbilanciato il Dao del giusto mezzo: lo Yin acquistò supremazia sullo Yang e colpì il re di Chu e la sua casa con gravi calamità, per il fatto di Wang Wu’er, moglie di Qin Shi. Allora il re di Chu convocò Qin Shi e gli disse: “Che mi hai fatto? Perché non mi hai dichiarato che era tua moglie? Perché hai detto: è mia sorella, così che io me la sono presa in moglie? E ora eccoti tua moglie: prenditela e vattene”. Poi il re lo affidò ad alcuni uomini che lo accompagnarono fuori della frontiera insieme con la moglie e tutti i suoi averi.

Wang Wu’er, moglie di Qin Shi, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava del paese di Chu chiamata Dong Xuehui, Wang Wu’er disse a Qin Shi: “Ecco, il mio Dao è sconnesso, la mia parte Yin è troppo forte e mi impedisce di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli”. Qin Shi ascoltò la voce di Wang Wu’er. Così, nel decimo anno dal ritorno nello Shaanxi, Wang Wu’er, moglie di Qin Shi, prese Dong Xuehui di Chu, sua schiava, e la diede in moglie a Qin Shi, suo marito. Egli si unì a Dong Xuehui, che restò incinta.
Ma quando essa si accorse di essere incinta, la sua padrona non contò più nulla per lei. Allora Wang Wu’er disse a Qin Shi: “L’offesa a me fatta ricada su di te! Io ti ho dato in braccio la mia schiava, ma da quando si è accorta di essere incinta, io non conto più niente per lei. Il grande Dao sia giudice tra me e te!”. Qin Shi disse a Wang Wu’er: “Ecco, la tua schiava è in tuo potere: falle ciò che ti pare”. Wang Wu’er allora la maltrattò tanto che quella si allontanò.
Mentre era in fuga, Dong Xuehui, schiava di Chu, venne presa da un malore. La parte Yang del suo bambino aveva preso il sopravvento. Dong Xuehui ebbe un sogno. Il grande Dao le apparve, presso una sorgente d’acqua nel deserto del Xinjiang, e le disse: “Dong Xuehui, schiava di Wang Wu’er, da dove vieni e dove vai?”. Rispose: “Vado lontano dalla mia padrona Wang”. Le rispose allora il grande Dao: “Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla per la sua moltitudine. Torna nello Shaanxi e sottomettiti a Wang Wu’er. Qin Shi è destinato ad essere il padre dell’Impero”.
Dong Xuehui tornò indietro. Qin Shi aveva ottantasei anni quando gli partorì Hu Hai.

In quel tempo Chu Yingzheng, capo del suo esercito, disse a Qin Shi: “Gli immortali del monte Penglai dell’isola di Zhifu sono con te in quanto fai. Ebbene, giurami qui sul sacro Dao che tu non ingannerai né me né i miei figli, né i miei discendenti: come io ho agito amichevolmente con te, così tu agirai con me e con il paese nel quale sei forestiero”. Rispose Qin Shi: “Io lo giuro”. Ma Qin Shi rimproverò Chu Yingzheng a causa di un pozzo d’acqua che i servi di Chu Yingzheng avevano usurpato. Chu Yingzheng disse: “Io non so chi abbia informato questa cosa: né tu me ne hai mai informato, né io ne ho sentito parlare se non oggi”. Allora Qin Shi prese dei sacchi di riso e dell’armento e li diede a Chu Yingzheng: tra loro conclusero un’alleanza, ed il dominio di Qin si estese a meridione.

Consigliato dal saggio Li Si, Qin Shi fece affari con il più ricco mercante mongolo, Yuan Youqian. Egli vedendolo, gli propose: “Fissami il tuo salario e io te lo darò”. Gli rispose: “Tu stesso sai come ti servirò e quanto diverranno i tuoi averi per opera mia. Il poco che hai crescerà oltre misura, perché con te saranno gli immortali del monte Penglai dell’isola di Zhifu. Se tu farai per me quanto ti dico, verrò ad aumentare le tue fortune e a custodirle. Oggi passerò in rassegna i tuoi campi. Metti da parte le piante ingiallite o chiazzate: il riso giallo e volgare di quelle piante, esso sarà il mio salario. In futuro la mia stessa onestà risponderà per me; quando verrai a verificare il mio salario, ogni pianta che non sarà ingiallita o punteggiata, ogni chicco di riso bianco si troverà presso di me, sarà come rubato”. Yuan Youqian disse: “Bene, sia come tu hai detto!”. In quel giorno mise da parte le piante striate e chiazzate e poi tutte le piante ingiallite e chiazzate.
Ma Qin Shi prese rami freschi di pioppo, di mandorlo e di platano, ne intagliò la corteccia a strisce bianche, mettendo a nudo il bianco dei rami. Mise i rami così scortecciati nell’ammollo del campo, proprio mentre i germogli freschi del riso crescevano, prima di essere raccolti dalle donne del paese. Così i germogli si fecero maturi, e divennero ingialliti o chiazzati, e gli appartennero.
Ogni qualvolta i germogli sembrano robusti e rigogliosi, Qin Shi metteva i rami nell’acqua. Quando invece i germogli erano deboli, non li metteva. Così le piante fiacche ed il riso senza sapore rimaneva a Yuan Youqian, mentre il riso buono e profumato divenne proprietà di Qin Shi. Egli si arricchì oltre misura e possedette campi fino a perdita d’occhio, schiavi e schiave, asini e capre.

Non v’era nulla ormai capace di contrastare il potere di Qin Shi.
Le sue terre si allungavano da oriente a occidente, il numero dei suoi schiavi e delle schiave era sterminato.
Il suo Dao era bilanciato, Yin e Yang si fondevano in lui in perfetto equilibrio.
Consigliato da Li Si, Qin Shi si dichiarò Huangdi, imperatore di Qin, Augusta Sovranità, Grande Creatore Celeste.

Qin Shi diede tutti i suoi beni a Huhai, che dichiarò secondo Huangdi.
Quanto invece ai figli delle concubine, che Qin Shi aveva avute, diede loro doni e, mentre era ancora in vita, li licenziò, mandandoli lontano da Huhai, suo figlio, verso il meridione, nella regione orientale. Tra questi Fu Su, prediletto di Qin Shi, che per l’estremo disappunto si tolse la vita.
La durata della vita di Qin Shi Huangdi fu di centosettantacinque anni. Poi Qin Shi spirò e morì in felice canizie, vecchio e sazio di giorni, e si riunì ai suoi antenati.

Questa è la discendenza di Qin Shi.
Qin Shi aveva generato Huhai.
Hu Hai aveva quarant’anni quando si prese in moglie Yuan Xiuze, figlia di Yuan Dawang, del paese di Chu, e sorella di Yuan Youqian.
Hu Hai supplicò gli immortali per sua moglie, perché essa era sterile, ed essi lo esaudirono, così che sua moglie Yuan Xiuze divenne incinta.
Hu Hai generò quindi Zi Ying, che generò figli e figlie, che a loro volta andarono a popolare le province esterne al regno di Qin. .
  


Visualizzazioni: 823

  Lascia il primo commento!

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il logi o registrati.

 
Google
Pasta Fresca
1221

Newsletter


Biglietteria Aerea

bigliettiaereismall.png
associna
tuttocina