topleft
topright
Pagine Business
Mandarina Servizi e Comunicazione
Scuola Italiana Shanghai

Login

Registra un account e potrai accedere alla funzionalita' avanzate del sito





Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
M&J
Levi, non quello dei Jeans Stampa E-mail
25 ottobre 2007

 

CyberTown, il blog del webmaster 

Nei giorni scorsi si e' parlato nel forum di youtube e del fatto che risultasse bloccato dalla Cina, cose come queste ci riportano al fatto che internet in certi paesi sia soggetta a forme di controllo.
Poco dopo sono venuto a conoscenza che il consiglio dei ministri del governo italiano il 12 ottobre aveva approvato un disegno di legge denominato Levi-Prodi atto a regolamentare l'attivita' in rete dei siti cosiddetti Blog.

Non voglio parlare dell'impatto che questo disegno di legge potrebbe avere sulla liberta' di espressione dei cittadini, quello che voglio mettere in evidenza e' l'impatto che questo potrebbe avere su un settore industriale del paese che gia' soffre di arretratezza e ogni anno perde opportunita' che il mondo intero invece sta cogliendo.

Il testo del disegno di legge e' scaricabile da questo link , potete leggerlo integralmente, ne riassumo pero' i contenuti.

Di fatto qualsiasi blog viene equiparato ad un prodotto editoriale e quindi deve essere soggetto alle regole definite nella legge sull'editoria per i prodotti editoriali. Deve essere registrato presso l'Autorita' delle comunicazioni, bollato timbrato e certificato. In piu' deve avere una societa' editoriale e un direttore responsabile iscritto alla loggia, pardon, all' albo dei giornalisti.
La legge attuale sull'editoria nella sua ultima modifica del 2001 gia' metteva a rischio i siti web di informazione, pero' nelle sue pieghe permetteva ai siti senza aggiornamento regolare o edizioni periodiche (anche qui tutto da interpretare) di non rientrare nel regolamento. Questo nuovo disegno di legge invece fa rientrare anche i Blog.

Cosa sono i Blog? il blog nasce nei paesi anglosassoni come una forma di comunicazione via web strutturata come un diario online, in cui l'autore parla di quello che vuole con frequenza variabile e ritmata del proprio umore. Il blog non e' una invenzione recente, di fatto le migliaia di pagine web personali che hanno invaso il web con la sua diffusione sono sempre stati dei blog piu' o meno strutturati. il principio e' che chiunque abbia da dire qualcosa lo puo' dire ad un audience virtualmente mondiale ad un costo ridicolo se comparato con quello di altre tecnologie.
Alcuni servizi sono sorti per fornire gli strumenti per costruire il proprio blog  in modo facile ed immediato. Diventare blogger e' diventata una cosa alla portata di tutti. L'autorevolezza di un blog e del suo blogger e' decretata solo ed esclusivamente dai suoi visitatori che visitandolo, linkandolo e citandolo contribuiscono ad aumentarne la popolarita'.
Un blog stupido, senza senso, con contenuti errati viene grazie a questo meccanismo di consenso diffuso automaticamente eliminato nel panorama del web, mentre uno che riscuote consenso viene automaticamente promosso.

Alcuni analisti economici hanno previsto che in pochi anni i blog supereranno la stampa (sia cartacea che online) istituzionale, e questo ai giornalisti fa paura.
In molti paesi civili pero' chi sono i giornalisti? beh, spesso persone con buone capacita' comunicative, con un uso corretto della grammatica e dell'ortografia e con l'innata capacita' di esprimere concetti di senso compiuto.
In Italia invece chi sono i giornalisti? sono QUELLI iscritti all'albo! Questa lobby di potere sta facendo una azione politica per preservare il proprio potere e combattere questa nuova forma di concorrenza. I giornalisti (italiani) temono il popolo dei blogger, la loro funzione in un mondo in cui e' possibile verificare le notizie direttamente alle fonti, leggere opinioni di insiders (spesso i bloggers sono molto piu' competenti dei giornalisti perche' persone dentro al settore che trattano) e soprattutto potendo confrontarsi nei dibattiti che si accendono nei blog, rende la loro figura obsoleta ed inadeguata a questo nuovo mondo.

Obbligare ogni blog alla registrazione e alla nomina di un direttore responsabile equivale a mettere il bavaglio a tutto questo, non solo a personaggi che hanno saputo usare questo strumento per risvegliare l'opinione pubblica, ma a tutto un mondo culturale ed economico che dietro a questo fenomeno si sta sviluppando.

L'industria informatica in Italia e' arretrata e con uno dei tassi di sviluppo piu' bassi di tutta europa, paesi come la Lettonia e la Lituania sono molto piu' avanzati di noi.
I blogger italiani migreranno i propri siti all'estero, nel cyber spazio cambiare casa e' un'operazione veloce ed indolore.
Chi ne paghera' le conseguenze? le numerose societa' che hanno creduto nelle nuove tecnologie, i fornitori di spazi web e di connettivita' che hanno saputo in un paese arretrato costruirsi un proprio mercato e che, per quello che hanno potuto, hanno creato una economia basata sull'innovazione tecnologica in campo informatico.

In Italia a differenza che in altri paesi l'hosting costa ancora tanto e la connettivita' viene pagata ancora troppo. Eppure molti blogger hanno creduto di fare qualcosa di utile al proprio paese acquistando hosting e banda in Italia.
Cosi' abbiamo fatto noi di vivishanghai, il nostro provider e' una societa' italiana che prima ci ha ospitato su server italiani, poi ci ha trasferito su loro server negli US, per far fronte ad una eccessiva lentezza che i server italiani avevano (la banda verso l'estero in Italia costa cara ed e' pure limitata) ma che poi ci ha riportato in Italia quando hanno investito per una server farm con ottima connessione sulla backbone europea.
Abbiamo  dato loro fiducia e siamo rientrati in Italia e ora la connettivita' di vivishanghai e' ottima anche dalla Cina.

Vivishanghai e' un blog e quindi se questo disegno di legge dovesse divenire legge saremmo costretti a lasciare il nostro provider, che per noi e' un partner, e traslocare su server stranieri contribuendo allo sviluppo tecnologico non del nostro paese ma di quello di altri. Se anche il nostro provider emigrera' avviamente seguiremo loro.


Il TImes inglese ha pubblicato (occhio, su internet!!!) un articolo che riporto per intero in coda ed e' consultabile a questo link:

Articolo TImes

Sembra che lo scandalo scatenatosi a livello internazionale abbia svegliato alcuni dei ministri presenti il 12 ottobre al consiglio, Pecoraro Scanio, Di Pietro, Gentiloni avrebbero detto che non se ne erano accorti che si stava discutendo questo:

- “mi prendo la mia parte di responsabilità per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo...che autorizza interpretazioni estensive che potrebbero limitare l’attività di molti siti e blog. Molto meglio lasciare le regole attuali...” Paolo Gentiloni, Ministro delle Comunicazioni
- “non è stato discusso nel Consiglio dei Ministri del 12 ottobre perchè presentato come provvedimento di normale routine.” Antonio Di Pietro, Ministro delle Infrastrutture
- “dico subito che quel giorno, dopo aver tentato di migliorare il decreto sul welfare, sono dovuto correre al Quirinale per premiare i giovani impegnati sul cambiamento climatico e non ho potuto seguire la norma che sta allarmando la Rete. Rileggendola oggi, mi sembra decisamente restrittiva per chi gestisce un blog o una pagina web.” Alfonso Pecoraro Scanio, Ministro dell’Ambiente

Che tristezza, ma come e' possibile!!! se tutto rientrera' avremmo solo fatto l'ennesima figuraccia, se dovesse passare invece si prospettano tempi durissimi per lo sviluppo tecnologico del nostro paese.

Articolo TIMES

A geriatric assault on Italy's bloggers
Italy's leaders barely understand word processors, let alone the web. Now they've turned against the country's bloggers
Bernhard Warner

By G8 standards, Italy is a strange country. To put it simply, it is a nation of octogenarian lawmakers elected by 70-year-old pensioners. Everyone else is inconsequential.

Romano Prodi, the Prime Minister, is a spry 68, knocking off 71-year-old Silvio Berlusconi in last year’s election. President Giorgio Napolitano, 82, has six more years left on his term; his predecessor was 86 when he called it quits. In the unlikely event that Italy declares war, the decision will come from a head of state who was a month shy of 20 when the Germans surrendered at the end of the Second World War.

This creaky perspective is a necessary introduction to any discussion about Italian politics with outsiders, I find. If the Italian Government seems unable to adapt to the modern world, the explanation is quite simple. Your country would operate like this too if your grandparents were in charge.

Recently, Italian lawmakers once again took aim at modern life, introducing an incredibly broad law that would effectively require all bloggers, and even users of social networks, to register with the state. Even a harmless blog about a favourite football squad or a teenager grousing about life’s unfairness would be subject to government oversight, and even taxation – even if it’s not a commercial website.


Outside Italy, the legislation has generated sniggers from hardly sympathetic industry observers. Boingboing cleverly reports Italy is proposing a “Ministry of Blogging.” Out-law.com plays it straighter, calling the measure an “anti-blogger” law.

I understand the lack of alarm in their tone. We’ve been down this road countless times. Panicky government officials, whether they are in Harare, Beijing or Rome (yes, this is the second time it’s been proposed here), pronounce a brand new muzzle for the internet, and clever netizens simply find a way around it. Even that agitated teen probably has a foolproof way of masking his IP address. And besides, it could easily be argued that a Blogger or Typepad blog is hosted on a server well outside the bel paese, making a stupid law virtually unenforceable. And finally this is Italy, a place where plumbers and captains of industry alike are serial tax evaders. Don’t sweat it, amico. Enjoy the sunshine, vino rosso and tagliatelle.

Maybe it is because of all these obvious points that the draft law is already going through some revisions. If it is ratified – and at the moment it looks frighteningly likely – the Ministry of Communications would decide who must register with the state.

This is hardly comforting. The intent of this draft law, as it was written when it breezed through the Council of Ministers, would be to gag bloggers who, for those in power, have become a particularly problematic force of late. They are lead by the crusading (some say “populist”) Beppe Grillo, a comedian-turned-activist-turned-blogger. Grillo is one of the best-read commentators on Italian life, both in and, thanks to his English-language blog (http://www.beppegrillo.it/english.php), outside the country. He agitates on behalf of the disenfranchised (code for: Italian youth), campaigning for more transparent government and business.

Grillo believes the law is directed at him. Whether it is or not doesn’t really matter. The law’s impact would turn all bloggers in Italy into potential outlaws. This could be great for their traffic, I realise, but hell on the business aspirations of an Italian web start-up, not to mention any tech company that wants to sell its blog-publishing software in Italy, or open a social network here. In addition to driving out potential tech jobs, the stifling of free speech also can have a dramatic chilling effect on all forms of free expression, the arts and scholarship.

I am thinking specifically here of my students. I teach an introductory journalism course at John Cabot University in Rome. My students cover the city and university affairs in an online blog-style newspaper called “The Matthew Online” (http://thematthew.typepad.com/). If this law is to pass, we could not simply move the blog to an offshore server. We’d be one of the few who would be forced to abide by this crazy law.

Each semester, I’d have to get 20 or so students registered with the Ministry of Communications, a bureaucratic nightmare that would no doubt take more than a semester to complete, and would turn a generation of idealistic journalists away from the field forever, perhaps into something more rewarding like the assault rifle lobby. So, instead of teaching aspiring journalists about news reporting by having them do some actual news reporting, we could spend three months doing intro-writing exercises from a textbook.

And so I appeal to Italy’s Communications Minister, Paolo Gentiloni, a former journalist himself, and Ricardo Franco Levi, the lawmaker who conceived of this wrong-headed bill. Is silencing the youth of this country really the best solution to dealing with a few squeaky wheels?





http://technology.timesonline.co.uk/tol/news/tech_and_web/the_web/article2732802.ece


Visualizzazioni: 1388

  Commenti (5)
1. Scritto da richymao, il 25-10-2007 10:21
Mi ero collegato per postare appunto l'articolo del times ma vedo che hai gia' fatto. Bravo e teniamo le dita incrociate, speriamo che cadano a novembre o siano troppo occupati con la legge elettorale e l'altra tonnellata di magagne e cacca che hanno tra le mani (vedi De Magistris)
2. Scritto da daniele, il 25-10-2007 12:08
Un'altro colpo alla credibilita' (semmai ci fosse stata) al paesotto Italia, mi sembra di vedere due paesi: quello occupato a tappare buchi ed occupare poltrone dando lavoro ai nipoti, pronipoti, figli e raccomandati, e quelli che magari hanno solo la concenzione moderna e meritoria di uno stato che dovrebbe e potrebbe funzionare meglio..... 
Non sono sicuro se chi fa queste leggi sia uno che : 
1) non ha altro da fare 
2) Non capisce dove sta andando il mondo 
3) Capisce dove sta andando il mondo ed ha paura di perdere il posto fisso in parlamento e fa opera censoria.... 
 
magari e' uno dei 24 condannati definitivamente che siede e percepisce stipendio parlamentare?  
Ma a proposito di questi 24 condannati se ne e' piu' parlato? 
 
A vederla da fuori il sistema italia si e' sistemato proprio male... non ho speranza in nessuna rinascita (e potrei essere piu' pessimista ma e' troppo facile mi tengo leggero oggi) 
 
daniele
3. Scritto da annaluna, il 25-10-2007 13:46
Incredibile!mi sembra aver letto un pezzo di fantascienza! 
E questo perche' si trattava di Blog, e quindi la notizie si e' diffusa a macchia,........ma pensate a QUANTI provvedimenti di "cosiddetta normale routine" passano in sordina....... 
che malinconia!
4. Scritto da editor, il 31-10-2007 11:54
Sono nel paesello chiamato italia, vi assicuro che è medioevo, non solo internet ma tutte le comunicazioni sono carissime come nell'era del primo telefono, in compenso le finanziarie aumentano, prestiti per comprare ogni cosa, ogni informazione utile e competente è ostacolata in nome dell'ignoranza che rende liberi, sfortunatamente una democrazia ha metodi di censura molto ma molto più potenti di quelli di una dittatura che almeno non fa troppo per nascondere quello che è... ma se nemmeno l'essere nella UE ci salva, resta forse da sperare che ci conquistino gli alieni! 
La nausea è ovunque...
5. Scritto da handik, il 12-11-2007 01:15
c'è una petizione online contro il decreto legge... io ho firmato tempo fa... probabilmente non serve a niente, ma mettere una firma elettronica costa solo pochi secondi...  
 
Cla

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il logi o registrati.

 
Google
Pasta Fresca
RoyalAssicurazioni

Newsletter


Biglietteria Aerea

bigliettiaereismall.png
associna
tuttocina