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Le luci basse di Taikang Lu Stampa E-mail
29 ottobre 2007

Sull'onda del successo di Xin Tiandi, qualche anno fa (2003) venne lanciato il recupero di una piccola zona industriale nel centro di Shanghai con l'intento di farne una copia dall'aria più bohemien. Le ex fabbrichette e magazzini di mattoni a vista anzichè essere demolite per far posto a scintillanti centri commerciali vennero riadattate per ospitare bar, negozi e qualche ristorante. Fortunatamente la zona non decollò mai veramente, rimanendo sospesa tra indifferenza dei locali e apprezzamento dei pochi stranieri che ci passano.

 
Taikang Lu resta una delle ultime zone che vengono in mente quando si parla della taikangShanghai da visitare nelle guide, che troppo spesso ripetono cliché antiquati senza ormai nessun interesse. 

 

Eppure questo piccolo quartiere secondo me è una degli angoli più godibili della città, se non altro perchè rappresenta un raro esempio di "fiasco di successo" nella lucrativa urbanistica della metropoli.

 

Un fallimento dal punto di vista speculativo si è trasformato infatti in un successo di nicchia basato sulla formula inquantificabile del "QB", ovvero l'arte del quando basta! Al quartiere di Taikang Lu si accede dalla via omonima lungo la quale è ora in costruzione una fermata della metro, quindi sotto l'azione di gru e scavatrici.

 

Ma il caos sparisce non appena ci si infila in una stradina lastricata, addentrandosi nel piccolo labirinto di vicoli tra i vecchi fabbricati di una economia socialista di rione ormai abbandonata. Taikang Lu mantiene per puro caso un'atmosfera di trapasso tra due epoche, combinando i caratteri di entrambe in una specie di camera iperbarica in cui effettuare una salutare decompressione prima di risalire verso la propria realtà. La traslazione temporale per chi ha più immaginazione può addirittura portare fino a Venezia e far credere per un attimo che si stanno percorrendo le stesse calli strette e radenti senza altro rumore che quello dei propri passi.

 

taikang3Intrecci di fili scoperti, balconcini con tendine e fioriere, scene di vita originale si mischiano con le piccole insegne dei colorati negozi etnici, alcuni impensabilmente vasti all'interno. Nonostante l'intenzione di farlo passare per un quartiere di artisti, Taikang è piuttosto un ghetto di studi di creativi di fotografi e stilisti sperimentali, oltre che di collettori di anticaglie riadattate ai tempi moderni. taikang2

 

A Taikang Lu la cosa bella è che ancora ci vive la gente, perlopiù anziani shanghainesi che non si fanno scrupoli di ricordarlo stendendo i panni in bella vista! E' normale prendere un caffè seduti ai tavolini esterni e veder passare vecchietti curvi sotto il peso delle borse della spesa, niente di strano se vi viene voglia di lasciare tutto e dargli una mano... Non è mia intenzione fare un elenco dei negozi e delle cose che si trovano a Taikang Lu, basta perdersi per le "calli" per scroprire piccole nicchie di buon gusto e creatività non solo cinese ma anche di altri paesi asiatici.

 

taikang4Non propriamente una zona di ristoranti raccomandabili, Taikang Lu resta un'area di café quasi improvvisati nel servizio, con la piazzetta centrale come punto di convergenza, dove si trova il Kommune Bar, ispirato ai manifesti del socialismo koreano, forse non il miglior posto per fermarsi per un buon caffè o un aperitivo, ma sicuramente al centro del piccolo mondo antico di Taikang Lu.

 

Taikang Village, Taikang Lu 210, vicino Ruijing Lu

 

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