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di Kiara DG
"...and the question is, was I more alive / then than I am now? / I happily have to disagree; / I laugh more often now, I cry more often now, / I am more me"
Ore 10 di mercoledì mattina.
Un cenno e qualche parola seminglese di Bobo ci distoglie dal rituale controllo dell'email e ci indica la meeting room.
Seduti al tavolo dietro la parete di vetro che la separa dall'ufficio ci guardiamo.
Occhiate veloci, ma anche non troppo, fra noi 4 foreign designer fiore all'occhiello dello studio. Uno studio che non lesina nell'esibirci a chiunque e ovunque. Io, Robert, Jan, Lockie.
Sguardi annoiati, divertiti, indifferenti per l'ennesimo meeting sul design di una power-board che sembra proprio non riuscire.
Di fronte a noi Bobo e Cici. Rispettivamente "coordinatore del progetto" e "non ho un motivo preciso per essere alla sua sinistra ma sono qui", i nostri colleghi cinesi.
Sul tavolo le stampe dei concept presentati l'ultima volta. Ovvero la terza-quarta che abbiamo dovuto riiniziare da zero senza grandi direttive. Un semplice e chiaro brief iniziale "stesse dimensioni e forma (parallelepipedo), numero di prese, elegante, moderno, apparentemente costoso, che piaccia agli occidentali" era ben presto stato declinato in "troppe decorazioni e costoso", "troppo semplice ed economico".
Un abbondanza di informazioni che non ha certo agevolato e reso stimolante il lavoro.
Silenzio.
Bobo esordisce: "First I want to know: are you satisfied of your projects?"
Ho le immagini stampate davanti agli occhi. Traspare l'assenza di idee, voglia e impegno.
Passo da una all'altra. Poi mi fermo. Ed eccolo in mezzo a tutti il "power-cube" di Jan. Stesse dimensioni, prese ed elegante non coincidono esattamente con quel cubo giallo fosforescente con prese su 4 lati e pulsante in cima. Cool! "It's something different!" si giustifichera' poi ingenuamente.
Un profondo respiro. Le risa si trattengono.
Gli altri fanno lo stesso.
Una piccola rivincita per la tensione, l'insoddisfazione e l'incomunicabilità' creata e mantenuta in ufficio.
Altro respiro profondo. Gli occhi fissi su Bobo.
Cerchiamo di essere il più seri e professionali possibili, mentre nella mente sono risa, salti e canti.
Atmosfera tesa. Silenzio. Silenzio.
"Uuuuuurrrrrrrhhhhh"...
Voltiamo lo sguardo all'unisono.
Robert ci guarda candidamente con una confezione di yogurt e una cannuccia fra le mani, e chiede "What's the weather like today?".
Scoppiamo a ridere sotto lo sguardo perplesso dei colleghi cinesi.
Non e' poi cosi' male lavorare qui se lo fai con le persone giuste.
Leggi la seconda parte (14 nov. 2007) Visualizzazioni: 757
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