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Da Marco
La mala-educazione elettronica Stampa E-mail
13 gennaio 2008

 

by Chopsticks

 

Privacy è una parola che ormai fa parte del vocabolario di tutti, presa anche questa dal dizionario anglosassone. Un concetto così difficile, che in italiano non si è saputo rendere efficacemente in una parola come invece fatto splendidamente per altri: dolce vita, fiasco, moda, spaghetti, pizza, mafia, e diventati, volenti o nolenti, dei trademark della nostra immagine su tutto il pianeta.

Per gli italiani nell'era della Fiat 131 Mirafiori arancione e pre-cellulare, la privacy era una parola curiosa che voleva dire al massimo il diritto di chiudersi in bagno, o attaccare la targhetta “do not disturb” (inglese, anche qua!) alla porta della camera nell’albergo in cui ci si rifugiava con l’amante.

 

Verso metà anni '90, la politica e i media hanno iniziato a conclamare questo sacrosanto diritto istituendo commissioni, garanti, approvando leggi e decreti, col risultato di rendere insipido quello che dovrebbe essere una garanzia elementare della civiltà, e aumentando di fatto l’intrusione nella vita privata. Come dire, se non è nella cultura, non c’è legge che tenga.

 

Ma lasciamo perdere lo Stivale, siamo in Cina, e i tempi storici sono naturalmente diversi. Nel duro Far East le regole del Far West dei diritti non valgono proprio, e ognuno fa della cosa altrui quello che gli pare. Prima ancora che nelle cassette delle lettere (che ormai serve solo per le bollette e la pubblicità), il disturbo arriva direttamente dentro il telefonino, al telefono di casa, via email naturalmente e per strada. Il volantinaggio qui è aggressivo, lungo le strade principali stazionano bande di giovanissimi volantinari che hanno solo un obiettivo, riempirti di carta. Se non ci riescono, vieni anche rincorso! Se poi si è nella metro, questi imbecilli passano quasi di corsa rovesciandoti addosso biglietti da visita delle odiose hotline di prenotazioni aeree; se i cinesi non fanno una piega e gettano a terra il volantino, lo straniero si deve trattenere per non mollargli una papagna o fargli mangiare qualche etto della roba che si lasciano dietro.

 

Ma questo è niente, il peggio sono quelli che conosci a un party, e sono laowai come te, quindi rappresentanti di una superiore cultura del diritto, che si spacciano anche per gente per bene ma il cui lavoro è raccogliere biglietti da visita e contatti. Ci sono agenzie di eventi o promoter che si vantano di avere 10mila nomi nelle loro mailing list, non dicono che di questi almeno 9.980 non gliene frega niente di esserlo, si cancellerebbero volentieri se potessero, e maledicono gli eventi di cui gli arriva notizia! Dopo qualche giorno infatti ti arriva una email con la newsletter di un centro massaggi o di qualche negozio con le ultime novità in fatto di olio di oliva extravergine. La tua verginità sociale è persa, quindi te ne offrono una extra!

 

Siccome al peggio non c’è mai limite come insegnano, ecco allora proprio quelli che conosci di persona a cui dai il tuo caro biglietto da visita perché evidentemente acconsenti che si mettano in contatto con te. Se hanno una qualche attività o ci lavorano, accade spesso che ti mettano anche loro nelle reciproche mailing list, spesso senza l’opzione di togliertene, o, ancora peggio, ti aggiungono a quelle catene di Sant’Antonio che sono le messaggerie SMS. La suoneria del telefono si trasforma in una sinfonia quando arrivano messaggi a catena informandoti del party di questo, della promozione di quello, dell’arrivo di un nuovo DJ stellare, che per quanto ti riguarda manderesti in un gulag dello Xinjiang! Altro tormentone, le chiamate delle società di off-shore con la promessa di investimenti a rendimenti da capogiro nelle Isole Vergini… già investire in una vergine è una follia, sapendo che è il bene più volatile che possa esistere!

 

 

In Cina il biglietto da visita è un rito, una cosa bellissima che in Italia non ha preso tanto piede, tanto ti trovano lo stesso! Qui ce l’hanno occupati, sottoccupati, disoccupati, è utile perché ti presenta, dà modo di ricordare chi sei, di farti trovare, non è nemmeno vero che aumenta il consumo di cannabis perché non è fondamentale per la buona riuscita del prodotto, sono una testimonianza preziosa della propria vita pubblica, se non hai la casa piena di questi cartoncini non sei nessuno, li puoi scambiare come le figurine Panini perché certi hanno un valore sul mercato: “ti do un plant manager contro due pizza delivery, 4 Ceo per un buon idraulico…” Però attenti, non date tanto con leggerezza i vostri perché la gente ne abusa inondandovi di informazioni non richieste da cui è difficile togliersi. Se il party è sospetto o fiutate che la persona con cui parlate possa essere un feroce PR, dategliene uno di quelli che avete raccolto da altri, oppure affinate l’arte, fatevene uno FALSO (novità, per una volta siate voi a manipolare il vostro copyright personale), dateglielo e liberatevene una volta per tutte!


Visualizzazioni: 1245

  Commenti (2)
1. Scritto da annaluna, il 14-01-2008 10:01
Non ho biglietti da visita! 
A chi mi va, do il mio cellulare, ma solo a quelli tipo George o Bruce...., agli altri: "scusa (rovistando nella mia mega borsa porta casa e tutto il cucuzzaro)...ma non entravano e li ho lasciati a casa............"
2. Scritto da annaluna, il 14-01-2008 10:03
ODDIO, ma ero convinta ch efosse un Blog del Webmaster! 
Come stai Chopstick, il nuovo anno portera'via la tua maschera????????? So chi sei, ma in tant sono curiosi, ed continuo a rispettare la tua VOGLIA DI RISERVATEZZA!

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