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Le architetture di Shanghai viste con gli occhi di un architetto italiano Testo di Michele Soranzo, Foto di Daniele Mattioli Una delle caratteristiche di Shanghai è sicuramente la ricchezza degli stili architettonici che coabitano fianco a fianco in una commistione unica di antico e moderno. Chi meglio di un architetto può dare un giudizio sull'estetica di una città apparentemente senza una precisa regola di stile? Francesco Gatti, giovane architetto romano, è a Shanghai da un paio d'anni, attirato anche dal tam tam mediatico che ha reso Shanghai un miraggio agli occhi di molti.
 "Sono arrivato a Shanghai perchè in Italia se ne parlava continuamente e perchè si diceva che qui si costruiva molto, una sorta di nuova frontiera per un architetto. Shanghai professsionalmente rappresenta un'ottima esperienza, qui è possibile fare cose difficilmente realizzabili in Italia. Non significa affatto che sia piu' facile, solo che le occasioni di lavoro non mancano. La città è tutto un cantiere, spazi prima occupati da vecchi edifici vengono spianati per ospitare il nuovo. Per me il lavoro è passione, faccio soprattutto progetti, uno degli ultimi è un centro commerciale a Shenyang, ma anche interni, ho curato quelli di Postkard, oltre che progetti di arredamento vari per abitazioni private di shanghainesi. E questo è proprio il lavoro più difficile, spesso i proprietari cercano elementi che siano soprattutto simboli di ricchezza, quindi tanto uso di oro, archi, capitelli, ma devo dire che a parte questo seguono i tuoi suggerimenti. Cosa che non fanno per gli esterni, dove modificano anche radicalmente il concept del disegno, come avvenuto per il progetto di Shenyang di cui ho appena detto." Per un italiano essere architetto a Shanghai può rappresentare un vantaggio? "Sicuramente essere italiano da una buona immagine agli occhi dei cinesi, purtroppo anche per l'idea classica di Italia che hanno in mente, a volte ti chiamano per fare colonne e capitelli invece del contemporaneo, che è quello che a me piace fare. Però basta che qui hai un minimo di nome e ti danno ascolto."  Vista da un esperto, Shanghai in definitiva ha un'estetica propria? E' possibile dare un giudizio tra le centinaia di construzioni che occupano verticalmente uno spazio apparentemente infinito? "Di giorno non mi piace nessuna delle costruzioni che vedo, forse solo il nuovo office building davanti all'area del mercato di Xiangyang e la facoltà di architettura di Tongji. La notte, invece, quando le luci ridisegnano una Shanghai diversa persino la sopraelevata che attraversa la città diventa bella. Alla luce del giorno vengono fuori tutti gli errori di interpretazione del concept che in molti casi finiscono per stravolgere il linguaggio architettonico originale." Come dovrebbe essere una Shanghai ideale dal punto di vista architettonico?  "A mio parere il fascino della città sta tutto nel misto di culture e stili che si sono sovrapposti nel tempo, nell'atmosfera vagamente kitsch che la percorre, con i capitelli egiziani, i fili elettrici che corrono tra le case, sopra le strade, gli spazi ristretti di alcune zone, la pioggia che si riversa per giorni interi sopra questa combinazione unica di antico e moderno, di tecnologia incastonata dentro il barocco e il gotico, questa è la mia idea di Shanghai sopra la quale si dovrebbe sviluppare un linguagggio architettonico. Purtroppo invece i progetti più interessanti si vedono a Pechino, mentre a Shanghai, secondo me, ci sono i peggiori. Quando dicono che qui è un paradiso per gli architetti mi viene da sorridere, lo è certamente se si guarda al lato economico, ma per chi invece vuole fare architettura qui è un inferno! E poi lavorare con i locali spesso non è facile, un giorno scopri che i contratti che hai fatto valgono carta straccia..." E la vita in una città come Shanghai è veramente così eccitante come appare?  "Non è sempre facile, a prima vista ti può abbagliare, ma poi scopri che la mentalità è veramente diversa da quella cui sei abituato, che i soldi sono il solo scopo per molti, se non tutti. A Roma quando esci conosci gente, ci parli e non chiedi che lavoro fanno, qui invece torni a casa soddisfatto dopo una serata in giro contando il numero di biglietti da visita che hai raccolto e contatti per il tuo lavoro, come dire che a Shanghai non si stacca mai veramente dal lavoro perchè ogni occasione è buona per contatti e nuove opportunità. Mi mancano gli italiani, la gente con cui fare un discorso, il clima, che qui è spesso grigio e sporco e, cosa più importante, a Shanghai manca la natura, che non sia quella costruita fin nei dettagli dei parchi. Ma per il lavoro mi trovo bene, il problema in Italia e a Roma, la mia città, è che per lavorare bene devi essere famoso prima altrimenti fai solo gli interni, ci sono molti architetti in giro e la concorrenza è enorme. Il mio sogno è di potermi staccare di più dal mio ufficio a Shanghai per seguire meglio i clienti in Italia. Ultima cosa, il locale preferito di Francesco? "Nessuno in particolare adesso, mi piaceva molto il Tanghui prima che lo chiudessero, c'era l'atmosfera giusta, musica dal vivo, adesso comunque ho sentito che lo riapriranno in un'altra zona... Contatti: e-mail:
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