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29 Nov-2 Dic 2007 Stampa E-mail
26 gennaio 2008

 

kiaraDG.jpgdi Kiara DG

 

"...and the question is, was I more alive / then than I am now? / I happily have to disagree; / I laugh more often now, I cry more often now, / I am more me"

 

 

"Under my thumb, the girl, who once had me down...
Under my thumb. the girl..."

Un passo. Un altro.
Un passo dietro l'altro, davanti all'altro. Senza fretta, senza impegni, in mezzo alla folla.
La gamba è sicura sui tacchi alti. E le spalle si stringono in una chinese style brown jacket. Sotto i caldi raggi del sole nell'aria fredda. In People Square, a Shanghai, in Cina.

 

 

Un piacevole sentirsi una in mezzo a mille. Donna. Trovare la propria strada. Forse.
Capire. Sperare.

Una domanda.
"Tornerebbe quindi in Cina dopo la tesi?"
Una risposta.
Una domanda che riascolto incessantemente.
Una risposta che ripronuncio mentre osservo Shanghai dall'alto.
Dall'alto.
Dal presente passato in questa città che cambia ogni istante.
E il respiro rallenta, si ferma. Gli occhi vagano...inutile tentativo di coglierla tutta in un solo sguardo.
Magnifica.
Spaventosa.

Urban planning exhibition hall. Shanghai nel 2020.
Adoro Shanghai.

Le immagini si susseguono e cambiano velocemente, incessantemente.
Vi è Xi'an di terracotta army, di fango, di alberi sradicati, di pioggia, fango, fango e ancora fango. Rifiuti, case diroccate, windows and doors missed.

Una Cina che non sembra Cina.

Vi sono nuove strade, nuove case, centinaia di cantieri in ogni città, uno in ogni via.
Un nuovo scenario ogni giorno. Vecchio il giorno dopo.
Così nuova e così vecchia.
Nulla ha più di 15-20 anni.
Tutto sembra averne 40.

Sporco, rovinato, rotto, inquinato. Inquinato, rotto, rovinato, sporco.

Una Cina che straripa, che non sono ancora riusciti a nascondere, che non si può nascondere. Non e’ così semplice. Non è l’acciaieria da spostare per gli Olympic Games. C'è ancora sulle mappe. Questa Cina.

Guardo Robert che mi guarda che guarda Mladen che guarda Lockie che guarda me.
In un gioco di parole e pensieri in fondo ad un autobus.
Non siamo turisti che incanalano in un tour Pechino-Shanghai-Xi’an.
Cerchiamo di spingerci un po' contro e un po' oltre le mura invisibili e non che hanno creato.
Vogliamo vedere, vogliamo capire. Solo un pochino di più.

Questo pensiamo. Di questo parliamo.
Con buste di plastica ai piedi, su un sedile umido, su un autobus, nei dintorni di Zhangzhou.

Mi sconvolge l'idea di un mondo cinese.

Prima parte: 14 Nov 2007

Seconda parte: 15 Nov 2007

Terza parte: 19-23 Nov 2007

Quarta parte 24-24 Nov 2007

 

 

 


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