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Da Marco
Xia xue le! Il bianco weekend di Suzhou Stampa E-mail
28 gennaio 2008

Di Stefano Bona

 

Sabato mattina. Mi alzo presto, guardo fuori dalla finestra, il grigio è il colore predominante. Mi preparo per uscire, sono d’accordo con un collega che ci troviamo al suo albergo per fare colazione. Poi, visto che è la prima volta che viene in Cina, vorrebbe andare a Shanghai. Scendo in cortile. Sta nevicando, xia xue le! Le automobili parcheggiate si stanno già coprendo di bianco. Lascio perdere la macchina, vado dal mio collega a piedi. Decidiamo di rimandare la decisione per Shanghai al pomeriggio, intanto vedremo come si mette il tempo.

 

 


Poi ci avventuriamo sotto la neve, che diventa sempre più fitta, fino a diventare una piccola bufera. Il vento la soffia in orizzontale, gli ombrelli sono perfettamente inutili. Il monumento rosso simbolo del Suzhou New District comincia a cambiare colore. Passano le ore, ma il tempo non cambia, e la città tende con sempre maggior decisione al bianco. Decidiamo di lasciar perdere Shanghai, sarebbe rischioso, se chiudessero l’autostrada (come è già successo altrove settimana scorsa) rischieremmo di restare bloccati fino a chissà quando. Restiamo a Suzhou, quindi. È la giornata giusta per scoprirne i segreti.
Saliamo su un taxi, e ci facciamo portare al Giardino dell’Umile Amministratore (Zhuo Zheng Yuan). Non è lontano, saranno una decina di chilometri, ma ci vuole un’ora buona. Mentre la radio gracchia che nevica, per cui bisogna prestare attenzione, nevica e l’autostrada è chiusa ai mezzi pesanti, nevica e bisogna guidare con prudenza, dobbiamo svicolare fra incidenti, scene di automobilisti isterici, code chilometriche, incroci intasati e semafori che passano dieci volte dal rosso al verde mentre noi siamo sempre fermi. Ma ne vale la pena. Una volta dentro il giardino, scopriamo la magia di un altro mondo. Quiete, nonostante la quantità di visitatori vocianti. Gli alberi carichi di neve sono così statuari, così perfetti. I ponti e i padiglioni sembrano materializzarsi dal nulla, salendo dalle acque scure del laghetto. Silenzio. Siamo rapiti dal giardino incantato. Niente, o quasi, potrebbe turbare quella perfezione e quell’armonia: solo una ragazzina con la giacca rossa che vuole essere assolutamente fotografata con noi dalla sua amica con la giacca gialla. Un paio di scatti e salutiamo le due amiche, parlare con loro ci ha riportato alla realtà. Si sta facendo buio, meglio uscire, e tornare definitivamente sulla Terra. La neve che cade dal cielo diventa sempre più piccola e rada.

Domenica mattina. Apro le tende, per vedere com’è il tempo. Nevica fitto, il cortile è sommerso, squadre di spalatori armati di badile stanno pulendo le strade. Mi vesto in fretta alla bell’e meglio, esco. Le strade sono sporche, i marciapiedi candidi, è piacevole affondare i piedi nella neve morbida. Nei prati ce ne saranno quindici centimetri buoni. Gli alberi sono sempre più carichi, qua e là qualche ramo non ha retto al peso e ora giace lungo disteso per terra, sotto un mucchio bianco. Dietro i cancelli dei complessi residenziali i guardiani si improvvisano spalatori inchiodando improbabili manici ad assi di legno da usare come pale. Mi infilo in un parco. Seguo un sentiero che passa sotto una galleria di alberi che un po’ alla volta cominciano a scrollarsi di dosso il peso che li sovrasta. Ogni tanto incrocio qualche passante che mi scruta incuriosito, ma nessuno osa parlare.
Vado a incontrare il mio collega, di nuovo. Questa mattina andiamo a Guan Qian Jie, una via pedonale nel centro storico, non lontano dal giardino che abbiamo visitato ieri. Saliamo su un taxi, nonostante la strada scivolosa e un paio di tamponamenti sfiorati questa volta arriviamo a destinazione abbastanza in fretta. Facciamo qualche acquisto mentre la nevicata, se possibile, si fa ancora più fitta. Dopo pranzo proviamo a cercare un taxi per tornare indietro. Quando ci accorgiamo che l’attesa sarà lunga e inutile, optiamo per l’autobus. Peccato che sia così pieno da non poter nemmeno aprire le porte per far salire i passeggeri. Ci rassegniamo a una lunga passeggiata, sette-otto chilometri per tornare all’albergo. I pochi taxi che passano sono tutti occupati. I pochissimi senza passeggeri non si fermano quando si sventola la mano per chiamarli.
In una giornata del genere, non possono mancare i pupazzi di neve. Fuori dai negozi, sono numerosi gli omini di neve che reggono cartelli pubblicitari. Sulle strade, passano automobili dotate di pupazzi bianchi appoggiati sui tetti, o sopra il baule. Nei prati, bambini veri e bambini un po’ cresciuti ammucchiano neve per creare altri omini, alcuni alti pochi centimetri, altri decisamente enormi, e poi si fanno fotografare sorridenti e orgogliosi insieme alle loro opere. Bambine con enormi, bellissimi pomelli rossi sulle guance si sfidano a palle di neve. Un giovane, per far colpo sulla fidanzata, si mette a scuotere un albero, e viene colpito dal mucchio di neve che ne cade, fra le risate di lei. Nonostante le piste ciclabili siano ai limiti della praticabilità, il traffico di biciclette è costante e inarrestabile: nessuna sbandata, nessuna caduta, ha dell’incredibile.
Finalmente troviamo un taxi libero, ormai siamo già quasi arrivati, ma ci trasciniamo i piedi e decidiamo di prenderlo. Il tassista sa la strada, ma la sbaglia.
Quando torno a casa, passo prima dal parcheggio per togliere la neve dalla macchina. Quasi quasi faccio anch’io un pupazzo sopra il baule. Ci provo, ma il blocco compatto che ho preparato scivola dal metallo umido e va a dissolversi per terra. Addio sogni di gloria.

E’ ormai notte. Piove, ora. La magia sembra finita. Domani si ricomincia a lavorare. Vedremo se tornerà a essere una giornata di vita normale, o se le sorprese non sono ancora finite.
Intanto rivedo le foto di ieri e di oggi, e ancora non ci credo.

 

Altre foto di Suzhou sotto la neve...

 


Visualizzazioni: 1364

  Commenti (1)
1. italiano in changshu
Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , il 29-01-2008 09:24
vedo che conosic bene Suzhou e io invece sono da poco arrivato in changshu; 
mi piacerebbe fare nuove amicizie e scambiare un po di informazioni cosi per sapere cosa ti ha portato in cina;se ti va contattami 
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ciao 
maurizio

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