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Il dottor Paolo Sabbatini, neo Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Sezione di Shanghai, anticipa iniziative e programmi per l'Anno dell'Italia in Cina, e non solo... Foto di Daniele Mattioli, Testo di Michele Soranzo Vista dall'alto del 19mo piano del The Center, uno degli office building di più recente costruzione nello skyline di Shanghai, la città appare come una spianata che si estende a perdita d'occhio, disseminata di imponenti edifici dalle forme più bizzarre, i più vanitosi con la sommità adornata da stravaganti "cappelli", quelli invece da completare occupati ancora dalle gru che vi stazionano sopra come uccelli meccanici. E' questa la visuale che si apre dalla finestra dell'ufficio del dottor Paolo Sabbatini, neo Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Sezione di Shanghai, quasi a volergli indicare ogni giorno l'impegnativo compito di promuovere l'arte e la cultura italiana in una delle più grandi città del mondo e in cui il nostro paese quest'anno ha l'onore di essere un invitato speciale.
 Esperto di gestione di grandi progetti, sviluppo comunitario, educazione e preservazione del patrimonio culturale, il dottor Sabbatini vanta una carriera di ventitre anni svolta all'interno delle Nazioni Unite, dove tra l'altro ha anche ricoperto la carica di Capo delle Operazioni dell'Unicef a Islamabad. Passato nel 2003 al Ministero degli Esteri come assistente diretto del Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale, dal primo febbraio 2006 è a Shanghai in qualità di Direttore della Sezione dell'Istituto Italiano di Cultura per un incarico di quattro anni che, come sottolinea lui stesso, concentrerà una particolare attenzione nella promozione degli eventi dell'anno dell'Italia in Cina, iniziato ufficialmente il 19 febbraio scorso con l'obiettivo di estenderli almeno fino al 2007. Proprio la sua vasta esperienza manageriale presso le alte istituzioni internazionali è stata ritenuta evidentemente ideale per la gestione dei grandi eventi italiani che Shanghai, come parte del programma che riguarda ovviamente anche la capitale e altre città cinesi, si sta preparando ad ospitare per l'anno in corso. E' lui stesso a commentare con una punta di soddisfazione la sua nuova assegnazione a Shanghai: "...dopo tanti anni passati ad occuparmi di catastrofi in vari paesi, ho finalmente avuto l'opportunità di dedicarmi al settore della cultura e del suo sviluppo", tra l'altro in un paese come la Cina che ha già visitato in passato e verso il quale non nasconde una profonda ammirazione. Non solo un esperto di problemi comunitari e di sviluppo, gli interessi del dottor Sabbatini spaziano opportunamente per l'incarico che ricopre anche in diversi campi dell'arte e della cultura, tra cui soprattutto la pittura (è lui stesso pittore) e la musica, di cui è non solo appassionato cultore di musica barocca, ma anche attivo interprete come musicista (suona il clavicembalo) e cantante di musica barocca (controtenore).
 Accanto a lui, la professoressa Paola Vergara Caffarelli, esperta culturale e artefice tre anni fa della costituzione dell'Ufficio Culturale di Shanghai presso il Consolato Italiano. Prima assegnataria vent'anni fa in Italia della cattedra di Storia dell'Arte Orientale all'Università di Genova, la professoressa Vergara è una grande conoscitrice della Cina che visita regolarmente fin dal 1974. A fine anno farà ritorno all'università in Italia ma nei suoi progetti futuri c'è lo scavo di un sito in Mongolia Interna dove si troverebbero monumenti religiosi cristiani (cattolici e nestoriani). E' lei stessa a illustrare il grande lavoro svolto finora dall'Istituto, a partire dalle preziose collaborazioni instaurate con Il mondo accademico cinese, specialmente con la Shanghai International Studies University (SISU) e il professor Tang Jianming, che ha portato alla recente costituzione di un corso di laurea attivato per tutti i quattro anni in italiano, e alla redazione della rivista bilingue Volando, che raccoglie contributi degli studenti cinesi su vari argomenti. Il dottor Sabbatini stesso, pienamente conscio di raccogliere l'eredità del lavoro svolto finora a Shanghai dalla collega, sottolinea "...il mio scopo è di continuare sulla linea di quanto fatto finora dalla professoressa Vergara, specie per quanto riguarda lo sviluppo delle relazioni accademiche e degli scambi culturali (la prima mostra sugli Etruschi in Cina nel 2004, la mostra di Arte Romana presso lo Shanghai Museum, e l'esposizione del famoso Stradivari Rubi, sono solo alcuni degli eventi passati, n.d.r.). "Presto", continua sempre Sabbatini, "sarà costituito anche il primo master italo-cinese in collaborazione con le università di Tongji (col Politecnico di Torino e Milano) e Fudan (Bocconi, Università di Pavia, Luiss)." E ancora: "Nel piano dei progetti dell'Istituto rientra senza dubbio il consolidamento delle relazioni con il mondo accademico cinese, specialmente attraverso il lavoro del professor Zheng Shiling, ex rettore della Tongji University e grande amico dell'Italia in cui ha anche conseguito la specializzazione, a Firenze. Uno dei risultati di questa collaborazione è il corso di quattro mesi in restauro che il professor Corrado Latina sta attualmente tenendo con grande successo presso la stessa università e che sarà il fulcro della mostra che verrà fatta allo Shanghai Urban Planning Exhibition Center."
 Un altro filone importante verso cui l'Istituto di Cultura sotto la direzione del dottor Sabbatini intende dedicare molte delle proprie energie è l'investimento sui giovani. "L'Istituto di Cultura ha come scopo quello di promuovere i talenti italiani nei paesi dove è presente e di indirizzare i talenti locali in Italia. La Cina è sicuramente un paese speciale, in quanto detiene livelli di eccellenza in vari settori, specialmente nella musica il cui livello è analogo - se non anche superiore in certi casi - a quello dei paesi occidentali. La mia idea è di portare in Cina le eccellenze italiane in tutti i settori, passando attraverso il consolidamento dell'immagine del nostro paese, oltre che nello sviluppo dei canali di comunicazione reciproci." Per quanto riguarda l'anno dell'Italia in Cina, sempre il dottor Sabbatini aggiunge: "E' un impegno gigantesco che comprende eventi in vari settori, a partire dalla musica con concerti, parti folcloristiche e forse anche l'inserimento di cantanti come Bocelli e Zucchero. Molto spazio ovviamente sarà dedicato all'opera, con l'Otello presentato dall'Opera di Roma, Boheme e Turandot del Festival Pucciniano, la Compagnia Carlo Felice di Genova con il Barbiere di Siviglia, e la rappresentazione multimediale del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno (probabilmente l'Aida). Ci saranno anche concerti pop in collaborazione con l'Associazione Alcheos di Milano. Per quanto riguarda arte e architettura, avremo la mostra curata da Achille Bonito Oliva, mentre è già in corso quella dei disegni di Omar Galliani, continuando con la mostra di Arte Toscana ai tempi di Marco Polo presso lo Shanghai Museum. Attualmente è allo studio la possibilità di portare a Shanghai giovani artisti sotto i quarant'anni attraverso i progetti del Gruppo Milano New Factory, e altre opere d' arte contemporanea con la rassegna Tekne International curata da Gilberto Algranti."
Uno dei compiti del dottor Sabbatini è anche quello di sviluppare le premesse per l'eventuale estensione del programma di iniziative proposte anche nel 2007. "Ci auguriamo di poter ripetere il successo dell'anno italiano in Giappone che è stato ampliato oltre la sua scadenza per via dell'enorme successo di pubblico. Questa è una grande occasione, soprattutto per l'Italia imprenditoriale che auspica sempre la costituzione di canali stabili e continuativi con la Cina. E' anche un'occasione unica per stabilire una struttura per la cultura e le attività legate ad essa che abbia una proiezione duratura nel tempo. E Sabbatini di questo è convinto, "la comunicazione culturale rappresenta senza dubbio il fondamento di ogni buona relazione tra i paesi."
A supportare la convinzione del collega interviene la professoressa Vergara: "Idealmente abbiamo una corsia preferenziale nelle relazioni con la Cina, ricordo ancora cosa ebbe modo di dirmi il direttore dello Shanghai Museum: "Noi (I cinesi) siamo un popolo che va sempre alle radici. Il nostro popolo è molto sensibile alla storia e ha un grande rispetto per i popoli con una lunga storia", intendendo chiaramente l'importanza fondamentale delI'Italia nello sviluppo dell'intera cultura occidentale."
 Per chiudere, un breve messaggio per gli italiani che risiedono a Shanghai da parte del dottor Sabbatini: "l'Istituto di Cultura intende diventare un centro di aggregazione, prova ne sia che abbiamo dato piena disponibilità per la proiezione di film italiani ogni ultimo venerdì del mese nella nostra sala. Contiamo di portare avanti il progetto di costituzione di una biblioteca italiana, e invito intanto la comunità a mandarci email con suggerimenti e risposte alle nostre attività."
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