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Impressioni di una neoarrivata nel centro del mondo
di Caterina Bonelli foto tratte da It's Only Rock'n Roll - The Rolling Stones Fan Club L’altra sera, qui a Shanghai il teatro Grand Stage ha ospitato il tanto atteso concerto dei Rolling Stones, il primo concerto in Cina del gruppo icona del rock mondiale. Sicuramente un’occasione imperdibile; ero molto emozionata, sia dall’unicità dell’evento a cui avrei assistito, e sia dal contesto in cui si sarebbe svolto. I fans che hanno gremito il pala-teatro erano di tutte le età, dai bambini, figli di giovani appassionati, fino ai più anziani, coetanei dei membri del gruppo; il pubblico, 8000 il numero di persone stimato, ha aspettato pazientemente e assai compostamente l’inizio dello spettacolo.
 Nell’attesa ho modo di guardarmi intorno e, per quanto sia a Shanghai, la maggior parte delle persone che mi circondano sono occidentali, non sembra nemmeno di essere in Cina, potremmo essere in qualunque altro paese; questo non deve però stupirmi se penso che il prezzo dei biglietti quelli più economici (1000RMB), già alti per le mie tasche di occidentale, per la media dei cinesi corrisponde a più di uno stipendio mensile.  Mick Jagger e i suoi finalmente, dopo un’ora abbondante di attesa, arrivano; il concerto si apre con “Star me Up”, il pubblico e’ educatamente in delirio; io e i miei amici balliamo ognuno davanti alla nostra seggiolina numerata, l’atmosfera è coinvolgente ma manca qualche cosa, mentre ascolto ci penso e mi rendo conto che è assente un trasporto istintivo e la voglia di divertirsi a cui sono abituata quando partecipo, in Italia, ad iniziative di questo genere: siamo al concerto del più famoso gruppo rock di tutti i tempi e a me sembra di essere al teatro a sentire l’orchestra della Scala, insomma non c’è nemmeno un po’ di casino…..lo so sono in Cina, ma che strano!  Lo spettacolo, della durata di un’ora e mezza circa, si divide in due parti di cui nella prima il clou è dato dal brano “Wild Horses” cantato in duetto da Jagger e Cui Jian e nella seconda dove, dopo un breve intermezzo acustico di Keith Richards (“This Place Is Empty”…), il clima si riscalda arrivando all’esecuzione delle due canzoni più famose sopravvissute alla censura, “You can’t Always get what you want” e “Satisfaction”, unico bis concesso.  Finalmente avevo cominciato a gasarmi un pò, mi aspettavo almeno un altro bis, ero convinta che i fans non avrebbero mollato la presa facilmente, e invece, ancora qualche applauso, alcuni fischi e poi tutti educatamente hanno iniziato ad uscire dallo stadio; io rimango impietrita, guardo prima la platea che lentamente si svuota poi il palco vuoto e penso “ma dove andate, che fate???”
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