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Bella Napoli
Il cane fa bau, il gatto fa miao, il laowai fa... hello! Stampa E-mail
26 giugno 2008


Qualche tempo fa, camminando per il centro con un amico nuovo della Cina e di Shanghai cercavo di spiegargli in poche parole qualcosa della città e i suoi abitanti quando siamo incappati in una scenetta familiare: un bambino coi nonni basito nel vedere due stranieri passargli accanto.

 

 

Qualche secondo di imbarazzo, i nonni si guardano, noi fissiamo la creatura occhialuta, poi il mio amico gli sorride, agita la mano e gli manda un tenero helloooo... i nonni in tutta risposta aprono un sorriso gigante, agitano il braccino del bimbetto-stoccafisso e ci ritorna indietro l'eco dell'hello seguito dalle risatine di soddisfazione. I nonni proseguono trascinando il bambino con la testa girata a fissarci come una scena dell'esorcista. Dopo qualche metro mi rivolgo al mio amico invitandolo a non rifarlo la prossima volta.

 

"Perché?"

 

"Se fai così rinforzi lo stereotipo dello straniero che fa hello, quel bambino ora è segnato a vita perchè sa che chiamando uno straniero hello questo si volterà automaticamente."

 

"Che c'è di male?"

 

Già, è davvero un male? Negare il saluto a un bambino solo perchè etnicamente scorretto? Prima di tutto non tutti siamo laowai (stranieri) dello stesso luogo geografico, e poi da noi nessuno ti dice hello per strada, casomai ciao, bonjour, wie gehts, bom dia. Lo so, spiegarlo a un cinese diventa difficile, purtroppo va constatato che su questo aspetto il dannato "hello" ha preso il definitivo sopravvento nella comunicazione immediata tra persone di provenienza diversa semplificando drammaticamente le relazioni Cina-Estero in un Cina-America, al massimo Cina-Anglosassoni.

 

Può sembrare ridicolo prendersela per cosi poco, ma vista la tendenza all'onomatopeismo della lingua cinese ce n'è abbastanza da preoccuparsi.

 

I nomi del regno animale nel vocabolario cinese sono tratti per la maggior parte dai loro suoni, per cui il serpente è SHE, ovvia similitudine con il verso del rettile in tutto il mondo. Il bue è NIU, anche qui pensate al verso di un toro quando gli tirate l'anello al naso. Si salva il pesce solo perchè non "parla", ma il carattere YU se non richiama il suono prende certo dalla forma della bocca quando ti guarda dal vetro di un acquario. Tranne il pescecane, che si chiama SHA YU, quindi bocca dilatata per mangiarti meglio.

 

Ma arrivo al dunque, parlando di animali a noi più familiari il gatto fa MAO, e cosi si chiama infatti, il cane non è esattamente BAU ma GOU, tipico verso del cane cinese...

 

Lo straniero per ora è ancora LAOWAI, forse un termine preso dall'espressione di gioia comune all'ufficio visti quando ti danno l'agognato documento (EVVAAIII!!!) Ma è in forte competizione con l'HELLO, verso molto comune alla fine dell'accoppiamento tra specie non-cinesi, almeno nell'immaginario locale. Sarebbe una lingua un poco limitata, il foreignese, se si fermasse a una sola parola, ma le infinite varietà di accento ne ampliano la gamma fino a sfiorare lo spettro di espressioni di balene e delfini, insomma, una specie quasi intelligente.

Andate in piscina per credere. Uno straniero esce dall'acqua come un'orca urlando HELLOOOOO...




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