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Ex residenza di Zhou En Lai Print E-mail
Wednesday, 27 August 2008 01:00

Una delle cose belle della zona nota come "ex concessione francese" è la vegetazione. Nella Sinan Lu particolarmente, con pioppi e platani che spuntano dai marciapiedi opposti convergendo in alto coi rami a formare un lunghissimo ombrello verde in estate. Qui si trova una grande casa a quattro piani in stile europeo, la facciata interamente rivestita di foltissima edera. E' l'ex residenza di Zhou En Lai al tempo dei colloqui di pace tra il PCC di Mao e il KMT di Jiang Kai-Shek, che ancora teneva la città e altre zone del paese.

Era appena finita la seconda guerra mondiale, i giapponesi sconfitti. I comunisti avevano conquistato importanti zone del paese durante la guerra di resistenza, i nazionalisti ancora tenevano in mano le città principali, tra cui Shanghai. Nel 1946, dopo una tregua sotto mediazione americana, il PCC insedia la propria delegazione a Shanghai, proprio a Sinan Lu numero 73. I nazionalisti dall'altra parte della strada, dove si trovava un piccolo ospedale, installano il loro osservatorio per controllare le attività della delegazione e riferire tutti i movimenti. Per confondere le acque, chiamano ufficialmente la casa "Residenza di Zhou En Lai", e in effetti il generale (questo era il suo titolo all'epoca) nella casa ci viveva, assieme ad altri dirigenti e staff del suo ufficio. Ma la residenza era in realtà un'ambasciata della Cina controllata dal Partito, dove giornalisti nazionali e stranieri venivano ricevuti e tenuti aggiornati sulla situazione, si organizzavano importanti incontri politici con circoli e associazioni, ma soprattutto si contribuiva a non abbassare la guardia in vista della soluzione che avrebbe consentito solo a uno dei due partiti di conquistare il potere. La storia successiva è nota a tutti, Il fronte unito venne rotto dagli attacchi ordinati da Jiang Kai - Shek contro le "zone rosse", e la delegazione dopo nemmeno un anno dal suo insediamento dovette sgomberare. Shanghai finirà definitivamente sotto il controllo del Partito Comunista il 5 maggio 1949.

La residenza è un bellissimo esempio di architettura occidentale trapiantata a Shanghai, nella zona ce ne sono altre, anche se forse questa è la più grande, coi suoi quattro piani e un bel terrazzo che dà sulla strada. L'entrata è gratuita, la casa è dal 1979 un memoriale all'ultimo periodo prima della Liberazione. L'interno è tutto in legno rosso, nei saloni Zhou En Lai intratteneva rapporti con la stampa del tempo, così come fuori nel bel giardino sotto l'ombra di un grande cedro. A dire il vero la casa all'interno è alquanto vuota, tolti dei vecchi letti e delle scrivanie non ci sono foto o altro, nè purtroppo è consentito farne, non si sa perchè, visto che non c'è nemmeno nessuno che te le venda fuori. E' però un salto indietro a quei tempi, con gli interni lasciati come erano. Scendendo al piano terra dove c'erano gli alloggi delle guardie si finisce nel garage, per fortuna non c'è nessuno perchè è l'unico modo per fare una foto alla storica Buick usata da Zhou En Lai, un macchinone enorme nero lasciato a dormire da tempo.

Dal giardino si accede a un'altra residenza, più piccola, in cui sono raccolti documenti e foto del tempo della delegazione, assieme a oggetti personali usati dal generale. Qui un custode dormiva, per cui è stato possibile fare qualche foto...


Former Residence of Zhou En Lai

73 Sinan Road
73 思南路,近复兴路
Shanghai, 200025 China

Tel: +86 21 6473 0420

Orario: 9am-11.30am & 1pm-5pm, tutti i giorni.

Ingresso: gratuito
 

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