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Legally Speaking: Nuovo Catalogo degli Investimenti Stranieri in Cina


 

Il 29 dicembre 2011 è stato pubblicato il nuovo Catalogo degli investimenti stranieri in Cina (外商投资产业指导目录).  Il nuovo Catalogo entrerà in vigore il 30 gennaio 2012 e sostituirà quello attuale in vigore dal 2007.  

Il Catalogo (quello del 2011 come quelli precedenti), promulgato dalla Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme (National Development and Reform Commission) e il Ministero del Commercio, classifica gli investimenti stranieri in Cina in tre categorie: incoraggiati, soggetti a restrizioni e proibiti. Gli investimenti non contemplati in nessuna di queste tre categorie sono da considerarsi “permessi”.

Gli investimenti “incoraggiati” beneficiano, tra le altre cose, di una corsia preferenziale in fase di approvazione.

Gli investimenti soggetti a restrizioni, invece, incontrano limitazioni o requisiti aggiuntivi. Per esempio, l’autorità competente per l’approvazione dell’investimento potrebbe essere a livello provinciale o nazionale (ministeriale) anziché locale. Potrebbe anche essere richiesta la partecipazione di un socio cinese con una quota non inferiore a determinate percentuali.

Da una preliminare lettura del nuovo Catalogo, emergono queste novità che possono essere di interesse anche per gli imprenditori italiani:

•    la fornitura di servizi sanitari e ospedalieri, nonché le attività di leasing finanziario non rientreranno più tra gli investimenti soggetti a restrizioni. Attualmente, ad esempio, esistono requisiti particolari circa il procedimento di approvazione, l’ammontare del capitale sociale minimo e la partecipazione di un socio cinese (almeno al 30% in ospedali o cliniche e al 20% in società di leasing finanziario);

•    l’attività di franchising non compare più tra quelle soggette a restrizioni;

•    anche la vendita all’ingrosso e al dettaglio di medicine o automobili non compare più tra le attività soggette a restrizioni;

•    tra i progetti incoraggiati è stata aggiunta anche la raccolta ed il trattamento di apparecchiature elettriche ed elettroniche, automobili, materie plastiche, metalli e batterie dismessi;

•    ci sono poi undici tipi di investimento per i quali non compare più il requisito della partecipazione di un socio cinese (e quindi della necessità di costituire una joint venture). Per esempio, non compare più il limite del 50% per le quote societarie detenute da stranieri in società di produzione di autoveicoli. Allo stesso tempo, però, la produzione di autoveicoli non compare più tra i progetti incoraggiati.

Per valutare quale sia l’impatto di queste modifiche, sarà necessario vedere come i nuovi regolamenti di attuazione dei settori d’investimento interessati modificheranno i regolamenti esistenti nonché gli indirizzi che, nella pratica, saranno adottati dalle autorità nell’approvazione dei vari progetti.

Carlo Geremia
carlo.geremia@nctm.it

1 Comment

  1. noerom says:

    interessante!

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