A spasso per Shanghai: cartoline senza bollo


 

di Leda Fletcher

 

Sono arrivata con un cielo  completamente bianco ed un’aria spessa che purtroppo non era sinonimo di aria pulita. D’altra parte come sarebbe possibie in una citta’ di 22 milioni di abitanti: quasi tre volte la Svizzera e quasi meta’ dell’Italia (quanti siamo 60milioni?).

L’aeroporto di Shanghai e’ molto moderno e funzionante. Anche bello esteticamente. Certo non possiamo paragonarlo con quello di Pisa.

Prendere il taxi dall’aeroporto all’appartamento a Pudong e’ una distanza che i tassisti non sanno percorrere altro che a pieno ritmo e nonostante le mie richieste affinche’ rallentassse la situazione non e’ molto migliorata. Finche’non ho alzato la voce.

Il traffico e’ su 4/5 corsie con continui passaggi da destra a sinistra e viceversa. A volte e’meglio chiudere gli occhi. Devo dire, venendo da una scuola di formula 1 (i miei zii), che guidano molto bene. La precedenza e’ silenziosa, automaticamente si capisce chi passa per primo (il piu’ forte naturalmente), il che mi ricorda mia sorella Anna alla quale, agli inizi delle mie fughe nascoste con la macchina di mio padre, chiesi: Ma chi ha la precedenza?  e lei mi rispose ” Il piu’ furbo!”

Eccomi qui circondata da verde. In Cina in generale c’e’ molto verde, non parlo di foreste, ma intorno alle costruzioni e lungo le strade ci sono alberi e siepi senza fine. I giardinieri cinesi credo che siano molto bravi perche’ tutto e’ tenuto a meraviglia.

Spesso ci sono siepi di gardenia e ricordo un anno in cui erano tutte in fiore e per la strada si respirava questo magnifico profumo che riusciva a prevalere nonostante i fumi del traffico. Il profumo di gardenia rimane uno dei miei preferiti come la magnolia che in questo momento sta fiorendo ed tinteggia di bianco il paesaggio con i suoi fiori.

I marciapiedi, da sempre, hanno al centro una striscia specialmente realizzata per  i ciechi, il fatto e’ che poiche’ qui esiste la svolta continua a destra per le macchine  anche con il rosso, sarebbe un invito al suicidio. In effetti non ho notato molti ciechi in giro da soli. Inoltre il pedone non ha la priorita’, il che mi sembra logico visto che il numero delle persone e’ tale che se si desse la priorita’ al pedone, il traffico sarebbe insostenibile.

Qui a Shanghai c’e’ un accento particolare (che mi e’ piu’ ostico del cinese normale), parlano con molta enfasi, come noi al sud, e spesso sembra che stiano litigando invece e’ il loro modo normale di esprimersi. Ho notato che contrariamente al passato  si fa minor uso dei telefoni sui mezzi pubblici. Ormai si comunica anche qui per SMS e credo che l’idea non sia sbagliata. Anche perche’ molti articoli sui giornali informano delle conseguenze possibilmente nefaste dell’uso del telefonino.

Di tanto in tanto un suono particolare discreto di clacson informa che qualcuno di importante sta passando in una macchina nera.

Dalla finestra dell’appartamento non vedo piu’ passare le grandi imbarcazioni che trasportano un po’ di tutto sul fiume, perche’ gli alberi sono cresciuti.

In compenso vedo la AYI (modo per definire la domestica) che porta a spasso il cane della signora (le signore non portano a spasso i propri cani) forse perche’ hanno vergogna tutto sommato del modo in cui li vestono. Questo scricciolo di chiwawa ha una gonnellina con bordo rosso. Chissa’ se se ne rende conto!

Sotto la pagodina del giardino a partire dalle 6 dei mattino ci sono le varie persone che svolgono diverse attivita’: tai-ji, kung fu – qi gong. Poi alle otto purtroppo sono arirvati un gruppo di indiani e si sono messi a giocare a baseball. L’incanto e’ svanito.

A Shanghai ci si muove, come dappertutto in Cina, in Taxi o metropolitana, fra uno e l’altro si fanno chilometri a piedi. La metro ha ben 11 linee, che sono state finite per l’Expo 2010. Tutto molto funzionante, molto ben tenuto, molto ben organizzato. I taxi in estate hanno il finestrino completamente aperto, cosi’ l’acconciatura che uno con tanta fatica e’ riuscito a realizzare guardandosi allo specchio va a farsi benedire. In piu’ c’e’ la scelta: o finestrino aperto e inquinamento da strozza gola o finestrino chiuso e aria condizionata da congelare un vitello.

Ci sono vari tipi di taxi che si distinguono dai diversi colori: gialli, rossi, bordeaux (sono i  meno buoni e peggio tenuti), blu etc. In alcuni, quando arrivano a destinazione , si sente  la famosa frase misteriosa “please get anything you take” che probabilmente sta  per” please do not forget anything “

La tariffa iniziale e’ per tutti di Yuan 13 (un euro praticamente) e dura tantissimo. Spesso si riesce ad arrivare al luogo predestinato per la stessa cifra.

Oppure la metro dove regolarmente verso i binari troneggia  la scritta “ it is forbidden jumping into the tunnel” (e’ vietato saltare sulle rotaie.  Evidentemente i casi di suicidi in Cina sono numerosi…)

Oppure l’autoparlante che dice “ attention please, the train is leaving in no time” (misteri delle lingue straniere.) Fatto sta che tutti gli annunci e scritte sono in cinese e inglese, ringraziamo doverosamente.

L’autobus e’ anche molto usato ma come sempre non e’ semplice sapere di primo acchito quale e’ la linea da prendere. Per prudenza le varie persone aspettano (in doverosa fila) il piu’ vicino possibile al retrostante muro per minimizzare gli effetti dell’inquinamento.

Intanto qualcuno ha deciso di giocare a tennis contro il muro di strada (normalmente i marciapiedi hanno una profondita’ di  almeno 5 metri) con una palla legata ad un elastico e la sfida non e’ tanto quella di battere la palla ma di avere il giusto sincronismo per evitare il pedone.

 

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