Blog Around: “Sense of Humour”, da “Te la do io la Cina”


 

 

Per gentile concessione dell’autore TomcatUSA

 

In Cina il senso dell’umorismo scarseggia… oppure il senso dell’umorismo in Cina è decisamente diverso dal nostro o almeno dal mio per cui molto spesso mi ritrovo a ridere da solo delle mie (supposte) battute mentre i miei collaboratori cinesi mi guardano attoniti senza capire che cosa ci sia da ridere. Ma oltre a questo c’è anche il problema che spesso i miei interlocutori cinesi non si rendono conto che alle volte magari sto solo scherzando e che quello che sto dicendo, anche se in maniera seria e formale, in realta’ potrebbe essere solo un pietoso tentativo di  sdrammatizzare una situazione tesa e ingarbugliata… Invece qualsiasi cosa io dica sembra essere presa sul serio e se da una parte la cosa è positiva, dall’altra mi mette in condizione di fare molta attenzione a cosa dico perchè, non essendoci nessun filtro che discrimina il serio dal faceto, il mio supposto umorismo potrebbe avere conseguenze non del tutto preventivate…

Qualche settimana fa avevamo organizzato in azienda un corso sul lean manufacturing a cui avevo fatto partecipare una trentina di persone tra manager, supervisor e team leader. La gran parte delle persone con cui di solito interagisco si trovava quindi raccolta nella grande training room che abbiamo al primo piano per cui, quando avevo bisogno di parlare con qualcuno, dovevo scendere e, cercando di disturbare il meno possibile, discutevo sottovoce del problema con l’interessato per poi lasciare silenziosamente la sala quasi senza essere notato. Durante una di queste sortite però, la persona con cui devo parlare è stata la mia HR manager con la quale non è inusuale perdere la pazienza… Ed infatti, dopo alcune schermaglie dialettiche iniziali, chiedo formalmente che la tal cosa venga fatta nel tal modo. Lei risponde che non se ne parla nemmeno e che la tal cosa sarà si fatta ma certamente non come dico io. Io ribadisco, che pur sforzandomi di capire il suo punto di vista, insisto perchè la cosa venga gestita come da me precedentemente illustrato spiegando anche le linee guida di come la cosa debba essere gestita. Lei per contro ribadisce i concetti già esposti precedentemente che la mettono nella totale impossibilità di eseguire quanto da me richiesto. Lo scambio di opinioni va avanti per qualche minuto con il tono di voce di entrambi che tende pian piano ad alzarsi fino all’epilogo finale in cui io la saluto calorosamente in Italiano sollevando alcune perplessità sulla sua moralità e invitandola a prendere seriamente in considerazione costumi sessuali alternativi e lei che in cinese risponde cordialmente al saluto credo sottolineando con l’occasione la curiosa forma allungata della mia testa che a suo giudizio potrebbe essere stata la causa primaria dell’incomprensione appena verificatasi durante la discussione…

Conclusa la formalità dei saluti esco un pò alterato dalla stanza e nel farlo, sarà che ero di fretta, sarà che c’era corrente d’aria, sarà che non ci sono più le porte di una volta sta di fatto che la porta sbatte piuttosto rumorosamente distogliendo l’attenzione dei partecipanti al corso I quali smettono di guardare lo schermo e si focalizzano su quanto era appena successo cercando di capire che cosa avesse combinato la HR manager la quale, abituata a questo tipo di discussioni, credo abbia continuato indisturbata a fare quello che stava facendo prima incurante degli sguardi curiosi e preoccupati dei colleghi.

La sera sono a cena con alcuni dei manager che erano stati testimoni dell’accaduto e dopo un paio di birre uno di loro prende il coraggio e mi chiede cosa fosse successo. Io rispondo che si trattava di una normale discussione tra me e l’HR manager come ce ne sono tante… Lui e tutti gli altri rimangono un po’ dubbiosi sostenendo che sembravo piuttosto alterato dopo la suddetta normale discussione. Io continuo imperterrito a sostenere la mia tesi dicendo che non capisco da cosa avessero capito che ero alterato.

-«Beh… qualcosa deve essere successo… uscendo hai anche sbattuto la porta…»
-«La porta… ma no… è un problema della porta… qui con noi c’è il facility manager che lo sa bene… quante volte ti ho detto che quella porta ha qualcosa che non va?? Si chiude troppo velocemente!! Continuo a dirlo ma nessuno mi ascolta… a questo punto mi trovo costretto a coinvolgere il responsabile della qualità… anzi gli scrivo subito così domani il problema sarà finalmente risolto…»
E senza pensarci due volte, incurante dello sguardo sbigottito dei mie commensali, prendo il Black Berry e scrivo il seguente mail:

-«Oggetto: Training Room Door Problem. Caro Responsabile della qualità, come avrai sicuramente notato questa mattina, la porta della sala training ha un problema (si chiude troppo velocemente causando un forte rumore). Nonostante sia stato assicurato dal facility manager che risolverà il problema come prima attività domani mattina appena arrivato in ufficio, ritengo sia opportuno definire formalmente un piano di azioni correttive seguito da una investigazione secondo metodologia 8D al fine di evitare che un problema del genere si ripeta in futuro.
Grazie e Saluti»

Purtroppo, dopo qualche minuto, il messaggio riceve risposta da parte del responsabile della qualità all’indirizzo del facility manager al quale si chiede di farsi trovare davanti alla porta in questione per risolvere insieme il problema della porta da me segnalato.

Immediata la mia risposta:
-«Grazie responsabile della qualità»

La mattina seguente mi è stato raccontato che il responsabile della qualità era effettivamente di fronte alla sala training che cercava di aprire e chiudere in diverse modalità la porta per cercare di replicare il problema riscontrato da me la mattina precedente. Sembra che ci sia voluta più di una persona per convincerlo che non c’era nessun problema e che il mio era soltanto uno scherzo…

A metà mattinata ho incontrato il responsabile della qualità con il quale mi sono anche scusato dello scherzo facendo però presente due aspetti della questione che valeva la pena discutere: il primo (positivo) era la tempestività con cui si era subito impegnato a risolvere il problema da me segnalato, indice di grande responsabilità e attaccamento al lavoto. Il secondo aspetto invece (negativo questa volta) era che io mi aspetto che le persone che lavorano con e per me mi aiutino a capire quando faccio o dico delle stupidaggini… darmi retta quando chiedo un’azione correttiva e un 8D report su una porta che ho sbattuto non è un bel segnale e soprattutto non è quello che mi aspetto e di cui ho bisogno…

Lui ha sorriso e ha detto di aver capito… Mah… Vedremo…

 

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