Da Calatabiano a Huainan, avventura di uno chef italiano nell’Anhui!


 

“C’e’ un cuoco italiano a Huainan, lo sapevi?” Mentre mi fanno questa domanda penso a dove stia Huainan, in tanti anni di Cina ancora sono molti i posti di cui non ho mai sentito parlare prima. Beh, Huainan si trova nell’Anhui, provincia famosa anche per le Yellow Mountains. Pero’ Huainan ha anche una sua celebrita’ – unico italiano in citta’, uno dei pochissimi laowai – che di nome fa Sante Torre, chef siciliano approdato da Calatabiano (ammetto che nemmeno sapevo dove fosse in Italia) nella profonda Cina per avviare un ristorante italiano; le cose sono andate bene per un verso e meno bene per l’altro, ma ora basta cosi’, leggete il racconto della sua avventura in Cina che e’ ancora lungi dall’essere al termine!

Intervista by Editor Vivishanghai, foto by Sante Torre

 

Ciao Sante, ti abbiamo pescato grazie alla segnalazione di un amico comune in un posto sperduto della Cina, dove ti trovi esattamente e come si sta li’?

Ciao Michele sono contento di far conoscere ai lettori di vivishanghai.com la mia storia. Mi trovo a Huainan (2.500.000 abitanti) nella provincia dell’Anhui. La citta’ non offre molto e la qualità della vita per un occidentale non è paragonabile a Shanghai o Hong Kong; qui gli occidentali si possono contare sulle dita di una mano ed io sono l’unico italiano in città, Certo ci vuole un po’ di spirito di adattamento ma la gente è cortese e guarda gli occidentali ancora con curiosità, forse con ammirazione, a volte mi fermano per strada e vogliono fare una foto con me…

Ok, ora andiamo nel dettaglio della tua storia in Cina, come ci sei arrivato, che lavoro fai?

Mi chiamo Sante Torre, ho 36 anni, sono italiano. Vengo da Calatabiano un paese nella provincia di Catania. Ho studiato all’ Istituto Tecnico per Geometri di Giarre (CT), ma ho sempre avuto una grande passione per la cucina, quindi per scelta faccio il cuoco.

Ho iniziato questa pratica da quindicenne seguendo personale specializzato nel settore. Sin dai tempi della scuola, nel periodo estivo, anziche godermi le vacanze andavo a lavorare come pizzaiolo o cuoco.

Prima di arrivare in Cina lavoravo come Chef nella bella Taormina ma data la crisi il lavoro si era ridotto a pochi mesi estivi. Ho scelto la Cina perche volevo semplicemente andare in un paese a me completamente sconosciuto da un punto di vista culturale, un paese lontano e il piu’ ”diverso possibile’’; un paese grande e con una grande storia.

Quindi ho deciso di rispondere ad un annuncio di offerta lavoro postato su un sito internet dove cercavano uno chef italiano in Cina… Sono arrivato quasi un anno fa, il 1 Maggio 2014 per pianificare e programmare il lavoro per la realizzazione del primo ristorante italiano in Huainan, di proprietari cinesi.

 

 

E come e’ andata la tua avventura cinese?

Inizialmente grazie al mio titolo di studio mi sono occupato del design del locale, dal progetto tecnico alla scelta dei materiali e la loro sistemazione; ho costruito con le mie stesse mani il forno a pietra per pizza… poi, dopo una lunga ricerca delle attrezzature da lavoro e la selezione dei prodotti agroalimentari ho formato il personale di sala e cucina facendo da trainer ai cuochi cinesi, spiegando loro la storia e provenienza di ciascun piatto la ragione e il motivo per cui porta quel nome. Insieme abbiamo stilato il menu e finalmente giorno 1 settembre abbiamo inaugurato il ristorante con grande successo. Il titolare del ristorante, soddisfatto del mio lavoro, mi prometteva ”mari e monti” che insieme saremo cresciuti ed avremo fatto tante cose… mi raccontava la parabola del seme che insieme abbiamo piantato e coltivandolo ogni giorno con amore sarebbe cresciuto diventando un albero bello e forte, ed insieme avremo raccolto i frutti.

Cosa e’ successo poi? I frutti sono arrivati?

Il capo cuoco cinese, che prima non aveva mai lavorato in un ristorante italiano, con il consenso del proprietario ha modificato i patti peggiorandoli e stravolgendo la cucina italiana, credendo di poterli adattare ai gusti del luogo. Per i primi tre mesi siamo andati avanti con il primo menu. A fine pasto chiedevamo ai clienti di scrivere delle recensioni e regalavamo loro un buono da spendere nel ristorante. Poi abbiamo eliminato i piatti meno graditi e aggiornato il menu aggiungendo nuovi piatti piu’ adattati ai gusti del posto. Adesso ho soltanto il compito di metterci la faccia… il seme e cresciuto diventando un bellissimo albero che da buoni frutti, ma ha raccoglierli non sono io.

 

Che idea ti sei fatto sulla ristorazione italiana in Cina? che cosa chiedono i clienti cinesi in generale?

I cinesi non conoscono un menu suddiviso in antipasto, piatto principale, dessert e caffè. Il riso costituisce quasi sempre la base di un pasto cui si affiancano pietanze come minestra, carne, pesce e verdura, e tutto viene servito contemporaneamente. La cucina italiana, a Huainan, non esprime tutto il potenziale che la tradizione gastronomica del nostro Paese e la ricchezza del patriomonio agroalimentare potrebbero garantire. E’ molto difficile educare il pubblico, i nostri clienti non hanno viaggiato molto e non conoscono la cultura e cucina italiana. La assaggiano per la prima volta e molti sapori sono nuovi per loro. E’ questo il motivo per cui il cuoco cinese ha modificato i piatti.

Qui piace mangiare molto piccante e speziato, così tanto da coprire il vero sapore degli alimenti; ad esempio, se propongo una bistecca di manzo alla griglia condita semplicemente con olio sale e pepe non la gradiscono e preferiscono ricoprirla con delle salse a dir poco speziate. Sono molto gradite le lasagne, i risotti specie ai funghi e ai frutti di mare, le tagliatelle all’uovo al ragù, gli gnocchi e i prodotti da forno come pizze, biscotti, dolci in genere; meno graditi sono i formaggi e le olive.

 

Cosa mangia uno chef italiano in Cina, ti sei adattato alla cucina locale? Alcuni piatti dell’Anhui che hai avuto modo di assaggiare?

Per i primi tre mesi, quando ancora il ristorante era in fase di allestimento, ho mangiato tantissime specialita cinesi proprio per comprenderne i gusti e le abitudini della gente locale. Il cibo non è solo il necessario mezzo per la sopravvivenza, ma anche un veicolo di trasmissione di tradizioni e abitudini. Non ho avuto nessun problema ad adattarmi alla cucina cinese e spesso vado alla ricerca dei piatti piu ”strani’’. Conoscere il cibo di un Paese è un modo per conoscerne la cultura, per questo assaggio tutte le specialità possibili. Tra i cibi più strani che ho mangiato ci sono il tofu invecchiato, l’uovo centenario, l’uovo con l’embrione

Quale e’ la tua idea di ristorazione italiana? E la tua cucina in particolare?

La ristorazione italiana ha una lunga storia da raccontare, un vero patrimonio culturale; i piatti e le ricette sono stati spesso creati dalle nostre nonne piu’ che da chef, per questo sono molto adattati alla cucina casalinga. Molti piatti che una volta erano conosciuti solo nelle regioni poi si sono diffusi in tutta la nazione e sono diventati dei classici oggi apprezzati in tutto il mondo.

La caratteristica principale dei miei piatti si basa sulla semplicita’, composti da pochi ingredienti; faccio affidamento sulla qualita’ degli ingredienti piuttosto che alla complessita’ di preparazione. Mangiare un piatto e come fare un ”viaggio sensoriale”, deve soddisfare principalmente tre sensi: la vista, l’orfatto ed il gusto. E cosi capita che un piatto presentato in un modo creativo e stupefacente, curando l’estetica, gli abbinamenti cromatici, la disposizione degli alimenti, finisca per ingolosire di piu dello stessa pietanza. Io, essendo siciliano amo la cucina mediterranea, spesso propongo piatti in agrodolce quali carne, pesce e verdure. La mia specialita e la Caponatina di verdure con tocchetti di tonno.

Tu hai intenzione di rimanere in Cina nonostante tutto, no? Cosa hai visto e ti e’ piaciuto del Paese.

inizialmente ero arrivato in Cina pensando di fare una breve esperienza ed arricchire il mio bagaglio culturale. La Cina l’ho scoperta gradualmente e, gradualmente, mi sono lasciato rapire dall’energia di un paese e dal senso di fiducia che si avverte di fronte all’entusiasmo e la gioia della gente, consapevoli di vivere un momento storico particolarmente favorevole.

Mi piacciono le insegne luminose, i mercati per le strade dove puoi trovare di tutto, i ristoranti; si puo’ trovare da mangiare ad ogni ora del giorno o della notte, bancarelle e carrettini dove cucinano ad ogni angolo delle strade. Della Cina apprezzo anche la facilità con cui le molte etnie convivono tutte assieme, un paese che guarda al futuro, mantenendo il rispetto per le proprie tradizioni senza problemi!

 

A Huainan ti hanno mai fatto sentire “straniero” al punto da diventare insofferente?

No, anzi sono molto accoglienti e gentili nei miei confronti; i bambini per strada ti indicano come laowai (straniero), puntandoti il dito e si mettono a ridere, ma non lo vivono come razzismo o almeno non come un insulto. Nel loro indicarti come straniero c’è tanto stupore e curiosita, proprio perche non capita spesso di incontrare uno straniero.

Dove vorresti andare per il tuo lavoro, una citta’ in particolare?

Vorrei lavorare in Shanghai, è una bellissima città in cui vivere, perchè c’e’ molto verde, bellissimi parchi e soprattutto non ci si annoia mai…

Hai visitato le Huangshan in Anhui? O altri posti? Cosa raccomanderesti di visitare?

Sì, sono stato alle Yellow Mountains fra le immense piantagioni di te’ e il mare di bamboo. Ho passeggiato per le vie dell’antica città di Huangshan, dove il tempo sembra essersi fermato. Poi su per Huangshan Mountain, ricordo i 15 km di scale per arrivare fin sopra le nuvole, una fatica pazzesca ripagata da uno spettacolo mozzafiato quando ho visto il cosidetto “mare di nuvole”.

Ho avuto l’opportunita di andare in diverse citta’ e luoghi. Ho visitato il Tempio di Shaolin (Lo Shàolín-sì), nella regione dell’Henan, un tempio molto importante nella storia del Buddhismo cinese, dove da secoli si pratica il kung fu. Sono stato due volte a Nanijin, soprannominata “Città della Cultura” ed ex capitale cinese, la prima volta in occasione dei giochi olimpici giovanili ho visitato buona parte della citta e il Tempio di Confucio. A Pechino ho visitato la Grande Muraglia e il centro acquatico nazionale. Vorrei elencarle tutte le citta che ho visitato ma, sono davvero tante…

Spesso vado a Shanghai, la citta’ che piu’ mi affascina per la sua dinamicita’: una metropoli cosmopolita in costante evoluzione, dove si possono cogliere nuove opportunita.

 

Qualche curiosita’ o fatto che puoi raccontarci?

Sono davvero tante le cose che ho visto, potrei raccontarne alcune: un anziano che porta a passeggio il suo topo, in gabbia, nel cestino della bicicletta; un uomo che trasporta su un piccolo carretto a tre ruote un’intera famiglia, compreso neonato nel passeggino; una donna e i suoi due cani dal parrucchiere a farsi la stessa tinta dello stesso colore; sono stato a casa di persone molto ricche che nel salotto avevano un acquario con gli squali…

Hai nostalgia dell’Italia, cosa ti manca?

Per il momento non ho nostalgia, ma è anche da poco tempo che sono qui. Penso però che in questo momento sia difficile avere nostalgia di un Paese dove tutti si lamentano e dove non solo la classe politica, ma anche il singolo cittadino non fa nulla per migliorare le sorti di un Paese meraviglioso che sta affondando.L’unica eco che sento arrivare dall’Italia è la lamentela. Quello che mi manca sono i miei famigliari e il mio cane, ma oggi con Skype è tutto più facile. Un giorno spero di tornare in Italia e ritrovare una nazione dove l’impegno nel lavoro e nello studio siano premiati, dove i contratti a progetto/false partite iva siano un lontano ricordo e dove meritocrazia e stipendi siano proporzionali a preparazione e impegno. Per ora mi sembra fantascienza.

 

Se volete contattare Sante, magari per una posizione di chef a Shanghai: santeagrodolce@msn.com

o direttamente al telefono: 186 9754 7715 oppure: 159 0544 8846

CV di Sante Torre

 

Leggi anche: “Il basilico cresce bene in Cina”: intervista a Marco Zambon della scuola di italiano Basilico a Nanchino

 

 

 

 

2 Comments

  1. Alex says:

    Ti ammiro. Sull’ Italia hai davvero ragione, non c’e più spazio a meritocrazia e gli stipendi grazie agli ultimi governi sono vergognosamente bassi.

  2. Rossana says:

    Sante sei un grande continua così …..

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