Cina: aumento tasse espatriati di lusso


 

La nuova normativa in vigore dal 1° settembre

Collana “Piccole Guide Pratiche”, editore DIACRON PRESS

Cambia il vento sul fronte del fisco per gli espatriati italiani in Cina, cioè per i nostri connazionali che vivono nel Paese del Dragone. Dal 1° settembre il governo cinese ha aumentato le aliquote per i redditi più elevati che si ritroveranno così a pagare tasse più salate.

La nuova posizione fiscale degli espatriati italiani in Cina è illustrata nella guida “Cina: La tassazione per gli espatriati” edita da Diacron Press e disponibile dai primi di ottobre in formato e-book sul circuito di BookRepublic (www.bookrepublic.it).

La guida aiuta a districarsi nei meandri della nuova normativa, descrivendo il concetto di residenza fiscale italiana e il world wide principle vigente nel sistema impositivo italiano. Secondo questo principio tutti i redditi ovunque prodotti dal contribuente con residenza fiscale in Italia sono ivi attratti a tassazione, laddove invece il contribuente sia fiscalmente non residente ci sarà imposizione solo per i redditi prodotti nel territorio dello Stato. L’ordinamento tributario cinese prevede che i soggetti che non siano abitualmente residenti in Cina, ma che vi si trovino per motivi di lavoro siano sottoposti ad imposizione in funzione al periodo di residenza in Cina.

Gli autori analizzano dettagliatamente tutti i casi che potrebbero verificarsi per un espatriato: spostamento della residenza fiscale in Cina, mantenimento della residenza fiscale in Italia, trasferta e missione, distacco presso imprese estere, trasferimento all’estero.

 

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