Assicuratissimi: Le politiche delle compagnie di assicurazione verso i test genetici


Un’indagine di Pacific Prime.

– Assicuratissimi e’ la rubrica su assicurazioni e sanità a cura di Eleonora Pallavicino, editor per Pacific Prime, il vostro broker assicurativo a Shanghai e in Asia –

Recentemente l’attenzione dei media si è rivolta ad Angelina Jolie, che ha stupito il mondo con la notizia della sua doppia mastectomia. L’attrice ha deciso a favore del rilevante intervento dopo essersi sottoposta ad un test genetico che ha evidenziato un 87% di possibilità di sviluppare un tumore al seno. Questo test consiste in un esame del sangue con analisi del DNA allo scopo di identificare mutazioni nei due geni collegati al tumore del seno e delle ovaie, appunto il BCRA1 e BCRA2. Le donne che hanno ereditato mutazioni in questi geni affrontano infatti un rischio maggiore di sviluppare il cancro al seno (attorno all’70% se si considera un arco di vita fino ai 70 anni) e all’ovaio (40-60% se si considera un arco di vita fino ai 70 anni).

Molte donne nel mondo stanno ora valutando di sottoporsi alla medesima analisi genetica

Non si tratta purtroppo di un esame economico, parliamo infatti di costi minimi intorno ai 4000 US$ (parenti di 3000 €).

E per quanto riguarda la copertura assicurativa?

Pacific Prime ha recentemente condotto un sondaggio consultando quattro dei maggiori fornitori di coperture sanitarie internazionali, BUPA International, Cigna, Now Health International e Interglobal, per indagare la loro posizione in merito all’esame genetico BCRA1 e BCRA 2 .

I primo luogo si è investigato se le compagnie di assicurazione richiedano ai clienti che si sono sottoposti allo screening genetico, di rivelarne i risultati al momento dell’attivazione di una copertura medica.

Cigna, Interglobal e Bupa hanno dichiarato che se il cliente è a conoscenza di un rischio genetico per il tumore, questa informazione deve essere fornita al momento dell’attivazione di una copertura sanitaria; Now Heath International invece non richiede al momento che i suoi clienti forniscano questo dato.

Ai quattro assicuratori è stato anche chiesto se coprirebbero i costi del test genetico sul BCRA nel caso in cui l’esame fosse consigliato agli assicurati dal loro medico.

Now Health International e Cigna hanno risposto che il test del BRCA non rientra nelle loro coperture per la prevenzione. Bupa ha specificato che il cliente può essere coperto per il test se il suo piano include espressamente la voce di copertura per le procedure diagnostiche. Infine con i benefici per la prevenzione inclusi nei piani InterGlobal, la copertura dell’esame genetico del BRCA è garantita fino al raggiungimento del massimale specificato per le mammografie di routine.

Prime Care China ha poi interrogato le compagnie di Assicurazione in merito alle coperture per le visite e gli esami ambulatoriali (outpatient), per i ricoveri (impatient) e per l’oncologia (cancer benefits) con specifico riferimento al test in oggetto.

Sia Bupa sia Cigna hanno affermato che le spese mediche del paziente per il test genetico non possono ricadere sotto la specifica voce di copertura per l’oncologia se il cancro non è stato ancora affettivamente diagnosticato.

InterGlobal ha riportato che il test può essere coperto, ma non come trattamento oncologico, bensì come intervento di prevenzione (ricade dunque sotto quelle voci di polizza che coprono la medicina preventiva); questo significa che chi possiede una polizza che offre solo la copertura per spese dei ricoveri (inpatient benefit) non può ottenere la copertura dell’esame.

A questo punto avrete una domanda legittima:in quali casi è indicato eseguire un test genetico BRCA1/BRCA2, ossia chi dovrebbe sottoporsi al test?

Il test è di norma consigliato a chi appartenga a famiglie con almeno due-tre casi di tumore della mammella e/o dell’ovaio verificatisi in parenti di primo grado e con specifiche modalità di presentazione della malattia (ad es.: insorgenza in giovane età e/o bilateralità, o in maschi).

Chi ha già sviluppato un tumore è a maggior ragione eleggibile per il test: un’eventuale identificazione di una mutazione BRCA1/BRCA2 può permettere di discutere a fondo le opzioni disponibili per la terapia e le ulteriori misure di prevenzione.

Grazie alle informazioni diffuse dai media, il pubblico sta acquisendo sempre più consapevolezza circa l’esame genetico BCRA1 e 2; ed è evidente che sempre più persone decideranno sottoporsi al test. Prime Care China continuerà per questo la sua opera di indagine sulle posizioni delle compagnie assicurative in merito.

Per leggere di più circa i risultati dell’inchiesta di Prime Care China cliccate a questo link.

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