Diabolik in Cina. Incontro con Alessandro Geremia


Abbiamo incontrato Alessandro Geremia, il cui lavoro lo porta spesso in Cina, che ci ha illustrato un’iniziativa alquanto singolare, portare il fumetto di Diabolik in Cina. Perchè proprio il criminale mascherato della Costa Azzurra, ce lo spiega in questa intervista.

Alessandro, partiamo dall’inizio, perchè proprio Diabolik, come nasce questa idea?

Innanzitutto sono un grande fan di Diabolik, è sempre stato il mio fumetto preferito. Ritengo che Diabolik rappresenti in tutte le sue sfaccettature uno dei prodotti top della creatività italiana. C’è poi la peculiarità del personaggio, un vero ladro di grande genio dotato di classe ed eleganza, spregiudicatezza ed azzardo, capace di circondarsi di belle auto, case, gioielli, ma stesso tempo guidato anche da una sua etica tutta personale. E non per ultimo, la grande fantasia di ogni storia. Da non trascurare gli altri personaggi che rappresentano ognuno una tipologia ben precisa: Eva Kant, la compagna inseparabile, Ginko l’ispettore incorruttibile, etc.

Come ha accolto l’iniziativa la casa editrice?

La casa editrice Astorina, che pubblica il fumetto dagli anni ’60, ha già portato Diabolik all’estero, presente attualmente in oltre 20 paesi e tradotto in tantissime lingue. Ogni volta che si presenta l’opportunità di aprire un nuovo mercato sono ovviamente entusiasti, e il mercato cinese é sicuramente una bellissima sfida.

Nel panorama del fumetto in Cina esiste già qualcosa nel genere poliziesco/criminale?

Si ma non quello che intendiamo noi per polizieschi, esistono le versioni in cinese di fumetti giapponesi.

Hai riscontrato che ci sia spazio in Cina per pubblicazioni come il fumetto, specialmente straniero?

Il mercato del fumetto in Cina é sicuramente in forte espansione, ma solo il 10% é prodotto localmente. Gran parte della produzione arriva dal Giappone. Sono in atto delle tendenze ad esplorare maggiormente i prodotti di altri paesi.
Il nostro obiettivo è di trovare un grosso editore che, cogliendo le peculiarità del fumetto, abbia voglia di esplorare questa opportunità editoriale. Bisogna inoltre tenere conto che il fumetto Diabolik si porta dietro, con tutto il mondo del merchandising, un’opportunità di business non indifferente.

E’ in previsione una versione originale in bianco e nero o una a colori per il mercato cinese?

Sicuramente la versione a colori dovrebbe essere maggiormente adatta al mercato cinese, anche se credo esista storicamente una nicchia di mercato di estimatori del fumetto in bianco e nero. Credo che la casa editrice che abbraccerà questo progetto, saprà benissimo quale proporre.

Oltre a Diabolik, potrebbero esserci spazi per altri fumetti Italiani?

Ritengo che Diabolik sia il più adatto per ora , in futuro potrebbero arrivarne altri ma servirà un mercato un po’ più maturo.

Allora vedremo Diabolik presto in edicola anche a Shanghai?

Me lo auguro sinceramente, sia come italiano che come appassionato di fumetti. Spero che la censura e l’editore cinese, quando lo troveremo, diventino convinti sostenitori dell’iniziativa. Vorrei lanciare un messaggio ai lettori di Vivishanghai: se per caso ci fosse un bravo web creator vorrei fare un sito Diabolik in cinese per promuovere il progetto e farlo già conoscere.

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