Divorziare per comprar casa (un’altra)…


 

Se Wechat e’ buono a qualcosa oltre a vedere cosa la gente ha mangiato la sera prima sono sicuramente le rassegne stampa (IN CINESE!).

In mezzo a notizie di carattere nazionale e piuttosto imbacchettate, le piu’ interessanti sono sicuramente quelle di cronaca sociale, che in Cina abbondano forse piu’ che ogni altro paese al mondo…

Oggi fa notizia (a dire il vero e’ notizia di fine settimana scorso ma ve lo riporto solo ora) una scappatoia nel controllatissimo mercato immobiliare.

Tra tante restrizioni e regolamenti, appena si apre uno spiraglio per poter investire agevolmente denaro non ci si pensa due volte.

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A Shanghai comprare casa non e’ cosi’ semplice, una delle restrizioni impone l’acquisto di una sola abitazione per nucleo familiare. Pero’ una legge recente prevede che in caso di divorzio entrambi i coniugi siano liberati dal vincolo e quindi liberi di acquistare per conto proprio.

Questo vale solo per chi ha una hukou di Shanghai, la residenza.

Risultato, gli uffici divorzi sono stati intasati subito al punto che hanno dovuto limitare le richieste perche’ impossibili da evadere. Mandando in disperazione migliaia di coppie.

Qual miglior modo e motivo di divorziare se non per un investimento comune?

Naturalmente possono risposarsi poi senza perdere la proprieta’ delle abitazioni acquistate nel periodo sabbatico.

Ora chiederete: possibile che la gente abbia tutti ‘sti soldi per comprare casa a Shanghai? Un appartamento in media non costa meno di 400mila Euro, a salire…

Beh questo e’ grazie alla facilita’ con cui si puo’ accedere a un mutuo bancario, il che mi ricorda la crisi americana e poi globale del 2007 legata appunto ai mutui facili.

Fin qua bene, pero’ spunta anche il fatto-simbolo di questa commedia shanghainese: una coppia ha divorziato e il marito per lasciare liberta’ di azione alla moglie di acquistare l’ennesima proprieta’ si e’ fatto intestare ogni avere. Al momento in cui la moglie ha chiesto pero’ di rientrare nella situazione domestica precedente, ovvero di risposarsi, il marito che nel frattempo aveva fatto due conti sulla sua vita personale ha nicchiato dicendo che ora stava bene cosi’. Non solo, ha negato alla moglie la restituzione dei beni che lei aveva intestato a lui per la manovra speculativa.

Un divorzio da manuale, non solo lui non ci ha rimesso una lira ma ci ha anche guadagnato, carognamente si intende… 🙂

 

 

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