E-commerce: nuove opportunità nella Cina che evolve


Contenuto a cura di JESA Investment & Management

 

L’e-commerce cinese ha di gran lunga superato quello statunitense. La Cina è infatti divenuta il primo mercato al mondo per lo shopping online, portandolo ad avere un valore di 562 miliardi di dollari e una crescita annua del 25%, che si prevede aumenterà a doppia cifra nei prossimi anni. Sono in 600 milioni i compratori cinesi che preferiscono accedere alla rete e “passeggiare” liberamente in un grande magazzino virtuale, piuttosto che varcare la soglia di un negozio fisico e aspettare il proprio turno in fila per il camerino. E’ lo stesso Governo cinese ad incentivare gli acquisti online, sia per le cross-border transactions sia per una maggiore sicurezza e rintracciabilità dei pagamenti, nonché per aumentare i consumi del mercato interno e lo sviluppo delle nuove tecnologie nei settori dell’IT e delle telecomunicazioni.

L’e-shopper della Terra di Mezzo non ha bisogno di essere comodamente seduto e rilassato sul divano per dedicarsi all’acquisto dell’ultimo prodotto tecnologico, o della crema per il viso o, ancora, della tutina per il nuovo nato. Al contrario, si appresta ad acquistare ciò che vuole in ogni dove e in qualsiasi momento: in metropolitana, mentre cammina verso casa, al ristorante, o addirittura in ufficio fra una pausa e l’altra, grazie al cosiddetto fenomeno dell’m-commerce. L’M-Commerce, abbreviazione di mobile commerce, ha infatti completamente annullato i limiti spazio temporali permettendo acquisti di ogni genere attraverso il proprio mobile device. In Cina, l’80% degli acquisti online viene difatti effettuato tramite smartphone e tale percentuale è destinata indubbiamente a crescere.

L’M-commerce ha conosciuto uno sviluppo senza precedenti nel mercato cinese grazie alle app scaricabili, come quelle sviluppate da JD.com e Alibaba, che consentono una spesa immediata e semplice, oltre che ponderata poiché permettono di confrontare i prezzi dello stesso bene e leggere le opinioni di altri acquirenti. Inoltre, ciò che facilita la popolarità degli acquisti via telefonino è leasy payment, che avviene attraverso monete elettroniche, gettoni, o addirittura con il riconoscimento facciale, in circa 67 secondi in meno rispetto ad un pagamento via pc.

L’efficienza della rete logistica cinese contribuisce a distruibire i pacchetti acquistati su internet in tutte le città del continente, anche in quelle di seconda e terza fascia e nelle campagne dell’entroterra, in sole 48 ore. JD.com dispone di 97 magazzini in 39 città e, nel 2013, ha servito 320 milioni di ordini; mentre nel 2014 sono stati spediti ben 10 miliardi di pacchetti in tutta la Cina, di cui la metà sono stati gestiti da Alibaba con le sue piattaforme Taobao e Tmall.

 

ecomm

Alibaba e’ infatti il piu’ grande e-commercer cinese e punta a diventarlo anche a livello mondiale. Solo due giorni fa, l’11/11, le vendite del portale sono schizzate a $9.3 bilioni in 12 ore. Alle 8:00 del mattino la quota di vendite aveva gia’ raggiunto i 3.1 bilioni di dollari. Tuttavia, la data in questione e’ un giorno speciale in Cina. Si tratta del Single’s Day, ossia l’anti San Valentino, istituito nel 2009 proprio da Jack Ma, Executive Chairman del gruppo, per celebrare i single e far si’ che si coccolino regalandosi prodotti a prezzi ribassati in esclusiva solo nei centri commerciali online. Quest’anno Alibaba ha consentito anche a 5.000 brand stranieri provenienti da 25 paesi differenti di partecipare a questa giornata di e-shopping sfrenato.

 

 

 

L’e-commerce in Cina rappresenta quindi un’enorme opportunità per le PMI italiane e per le aziende europee.

Sebbene in Italia gli acquisti online non siano ancora molto popolari (sono infatti solo 16 milioni gli italiani che hanno effettuato almeno un acquisto su internet) e il nostro mercato rappresenti circa un decimo di quello britannico, la crescita per le aziende puo’ assumere valori decisamente elevati specialmente se le vendite vengono rivolte all’estero. Nel 2015, le 30.000 aziende italiane che vendono i propri prodotti online al di fuori della penisola (ossia il 4% del totale delle aziende) hanno aumentato il loro fatturato del 40%. La chiave per il successo sul mercato virtuale e’ adottare una digital strategy globale spostandosi da una logica passiva ad una pro-attiva, creando in loco una struttura di coordinamento commerciale. La soluzione strategica per irrompere nell’e-commerce cinese puo’ altresi’ essere quella di esternalizzare il servizio di logistica a compagnie locali, le quali garantiscono minori costi e maggiore efficienza, o quella di stringere una partnership con queste.

Tuttavia, l’e-commerce non può essere un espediente per le aziende straniere per evitare di investire sul mercato, non si può vendere in Cina restando nel proprio paese d’origine ed è quasi irrealistico pensare che la vendita online avvenga senza una propria struttura o una partnership forte nel mercato locale. Le opportunità sono copiose, in particolare per le aziende operanti nei settori del fashion, del design, del food&beverage e così via, ma è importante essere preparati ad affrontare le sfide che il mercato cinese pone.

Un corretto posizionamento, una vincente strategia di online marketing (in cinese e per i cinesi) e una forte presenza locale possono assicurare un successo, con caratteristiche cinesi, di lungo termine.

 

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