Gelato al gusto lilla


 

– di: Laura –

 

Capita anche a voi di sentirvi molto più italiani qui che in patria? Sentirsi molto più italiani del solito e di quello che dichiara il passaporto. A me sta succedendo in questi giorni e vi spiego il perché.

Nel mese di Maggio di 22 anni fa (precisamente il 23 Maggio 1992) tutti noi italiani, a casa o sparsi nel mondo, abbiamo avuto un sobbalzo al cuore, uno scoppio nell’anima –  ve lo ricordate? – un boato che ancora echeggia nelle orecchie, soprattutto in quelle dei palermitani: la strage di Capaci, il giudice Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo, i suoi uomini, che mi piace nominare per intero e non solo citarli come “la scorta”, ovvero Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.

E appena 57 giorni dopo (precisamente il 19 Luglio 1992).….. un’altra data nella quale il cronometro dell’esistenza di una nazione si è fermata, ancora una volta, per prendere una matita con la punta rotta e disegnare un prima e un dopo, attonita e stordita dalla ripetuta brutalità: la strage di Via d’Amelio, il giudice Paolo Borsellino, colpito proprio mentre si comportava da uomo e non da giudice facendo visita alla madre, i suoi uomini, ovvero Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi (prima donna parte di una scorta caduta in servizio) e Claudio Traina. E prima di loro: nel 1983 il Magistrato ideatore del pool antimafia, Rocco Chinnici, nel 1984 il giornalista Giuseppe Fava, nel 1985 Ninni Cassorà, dirigente della squadra mobile di Palermo. Dopo di loro tanti altri, più silenziosi, più nascosti ma eroi allo stesso modo.

Al di là dell’azione dello Stato italiano contro l’organizzazione mafiosa, dei processi insabbiati e ripresi (proprio in questi mesi si riapre a Caltanissetta il “Capaci bis”), degli interventi istituzionali, è dovere e diritto di ognuno di noi credere, praticare e diffondere, in Italia e nel mondo, la cultura della legalità e della correttezza. Ognuno di noi ha i propri strumenti, grandi e piccoli, dobbiamo solo usarli. Quello che hanno fatto questi signori prima di noi possiamo farlo tutti, nel nostro correre quotidiano, non nascondiamoci dietro la falsa necessità di non avere un carattere abbastanza forte, di non essere abbastanza intelligenti, di non avere abbastanza soldi.

E’ inequivocabile che i Paesi in cui è maggiore l’attenzione alla dimensione della legalità sono anche economicamente e socialmente quelli più sviluppati. Da questa consapevolezza troviamo, ognuno nella propria dimensione, il modo per alzare il livello e la qualità delle azioni di contrasto all’illegalità: solo una comunità di cittadini che creda davvero nei valori di correttezza e legalità, che ne comprenda i vantaggi applicandoli al proprio bagaglio di fatiche giornaliere, può sconfiggere il fenomeno. Perchè solo di questo si tratta, lo sosteneva anche Falcone quando affermava che “la mafia non è affatto invincibile. E’ un fattore umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà una fine”. 

E allora non dimentichiamo, solo perché abbiamo scelto di vivere altrove, parliamo di Falcone e Borsellino e degli eredi del loro fardello, diffondiamo il ricordo di chi ha lottato per e contro qualcosa senza ritorni di gloria, insegniamo nelle scuole l’educazione al vivere legale, perché chi sarà domani la memoria di quegli eventi e di quelle anime, oggi non ne ha memoria. Semplicemente in quanto non erano ancora nato, 22 anni fa e sta a noi raccontare, parlare, scrivere e preservare.

Anche in questa parte cosi orientale del mondo, rafforziamo la nostra voglia di non dimenticare, diciamolo a chi incontriamo nei nostri viaggi che l’Aeroporto di Palermo non si chiama più “Punta Raisi” ma “Aeroporto Falcone-Borsellino”, raccontiamolo agli studenti che 1.500 loro compagni sono salpati da Civitavecchia verso Palermo sulla “Nave della Legalità” la scorsa settimana e spieghiamo ai più piccoli appassionati di musica rap a cosa si riferisce Caparezza quando nella canzone “Fuck The Violenza” canta “Il prossimo è facile odiarlo, se sei forte amalo perché a fare stragi siamo tutti Capaci”.

Raccontiamo di Palermo ai viaggiatori del mondo, che non è solo la città del u’curtu ma un posto meraviglioso, dove sole e mare ti abbracciano, dove puoi mangiare bene spendendo poco e dove uno studente può affittarsi una stanza in centro con pochi soldi, invitiamo chi è in Italia a vedere la mostra di arte contemporanea che il Comune di Triggiano, paese di Rocco Ducillo, uomo di Falcone, organizza ogni due anni nel suo ricordo e spieghiamo che l’Ospedale di Palermo “Pasqualino Noto” non è solo dove sono nati i figli di Totò Riina ma ha fatto tante altre cose buone…..

Anche qui, in questo luna park che chiamano Shanghai, tra una conoscenza e l’altra, tra una corsa in taxi e una in metro, tra un ristorante e l’altro, tra il lavoro, la scuola, la palestra…miei cari italiani, non dimentichiamoci di parlarne.

Pif, che tutti conosciamo, correndo per le strade di Roma, nell’ultima puntata che chiudeva la quinta stagione de “il Testimone” su Mtv, raccontava trafelato: “Lo vedi questo? E’ un cono gelato: cioccolato, crema e panna. Il popolo italiano protegge Roberto Saviano con una scorta affinchè possa scrivere quello che vuole e andarsene a prendere un gelato come questo quando vuole e come vuole. E ogni volta che Roberto rinuncerà a mangiarsi un gelato come questo, sarà una sconfitta per noi e una vittoria per la camorra. A meno che non si prenda il gelato al gusto lilla. Allora si che sarebbe una sconfitta per tutti. Perché il gelato al gusto lilla è notoriamente una minchiata di gelato”.

Buon lilla a tutti.

 

 

3 Comments

  1. Sono parole proprio belle! La capacità di trasmettere emozioni è un dono, ed il saperlo fare dalla distanza lo è a maggior ragione!

    Continua così, dall’Italia restiamo sintonizzati!
    v.

    • lauraf. says:

      Ciao V.!
      Che dire?
      Grazie.

      Al prossimo pezzo!

      • Massimo C. says:

        Brava Laura. Cultura, intelligenza e capacità comunicative ti appartengono. Un grosso saluto ed abbraccio da quella meravigliosa città che è Palermo che abbiamo conosciuto in più di una occasione.

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