A.A.A. Gioielli creasi


 

– dal blog L’aula F. In fondo, ad est

Un sorriso, un viso pulito e diretto, capelli e occhi chiari, luminosi come i gioielli che lei stessa crea. Si chiama Elena, ha preso un volo da Genova e il suo lavoro rappresenta una fabbrica di sogni per qualsiasi donna: crea collane, anelli, bracciali e spille. L’ho incontrata e vista all’opera presso l’AIVA (Academy of International Visual Arts) dove la sua intraprendenza l’ha aiutata a ricavarsi un proprio tavolo da lavoro e insieme agli altri giovani artisti e studenti dell’Accademia, ogni giorno fonde, scalda, incolla, studia, immagina le sue collezioni. In una parola: crea. Trovate qui di seguito la nostra chiaccherata/intervista/caffè/pausa/risate:

Elena, come ti descriveresti a chi non ti conosce?

Aiuto, che domanda difficile. Ma le altre saranno tutte così? Sono sicuramente incoerente, incostante, nella vita e nel lavoro, amo cambiare, forse anche troppo, ma in quello che mi piace fare sono riuscita ad andare avanti. Mi adatto facilmente alle situazioni: anche in questa nuova avventura di Shanghai mi sto ambientando in fretta.

Cosa ti ha portato così lontano dalla tua Genova?

Sono arrivata a giugno, dopo aver tentato, approfittando di una vacanza per vedere le mie esposizioni allo “Shanghai Italian Center”, di capire le opportunità di lavoro nel mio settore e in quello del mio compagno, anche lui come me “creativo”, ma nel campo grafico.  Le opportunità c’erano e ci sono e quindi….pronti, partenza e via. Siamo qui, alla ricerca di nuovi stimoli e occasioni.

 Ci racconti la tua storia? Come hai scoperto la tua strada e il tuo voler essere artista?

La definizione di artista non mi si addice, direi che è troppo pretenziosa. Mi piace essere qualcosa di più simile ad un artigiano, di quelli che ormai non se ne vedono più tanti in giro, soprattutto qui. (Mi permetto di aggiungere che ogni artigiano è un artista e lei timidamente sorride e concorda). Studiavo Disegno Industriale a Genova e un giorno ho portato un braccialetto di mia mamma in riparazione in una vecchia bottega dimenticata nei vicoletti di Genova: vedendo le mani operose e la bravura di Aldo, proprietario e “mastro artigiano” ho capito che era quello che volevo fare “da grande”. Gli ho chiesto di poter lavorare in una sorta di apprendistato di bottega e lui, felicissimo, mi ha trasmesso con affetto i suoi preziosi e segreti insegnamenti per un paio di anni, mentre parallelamente terminavo gli studi. Poi da allora diverse esperienze in gioielleria, anche come orafa, e l’avvio, insieme ad altri ambiziosi e speranzosi artisti come me, di un progetto ancora attivo chiamato “Persa”, all’interno di uno spazio espositivo-creativo a Genova.

Dove rubi la tua ispirazione per creare una collezione?

In Italia dalla natura e dai suoi abitanti, qui a Shanghai necessariamente ho dovuto trovare altre fonti (… ridendo dice che non ci sono abbastanza fiori .…) ma non mancano certo le situazioni divertenti e i soggetti che ti strappano una risata e con questa l’ispirazione. Ad esempio una mia collezione si chiama “SenzaTempo” e i vari gioielli li ho ottenuti “frantumando” vecchi orologi e reinventandone un uso e un significato: il tempo si spezza, si ferma, non esiste più e si indossa al collo, alle mani, ai polsi, in una città a tripla velocità dove il tempo vale più di qualsiasi pietra preziosa.

La giornata tipo un gioiello: come nasce una tua creazione e quali materiali usi?

Beh un mio gioiello nasce in testa parecchio tempo prima di essere  modellato sul banco da lavoro: faccio prove, tante prove e tanti esperimenti rimangono appunto tali e muoiono lì dove sono nati, nella mia mente. Seguo l’istinto e non ricerche di mercato, qualcosa funziona, qualcosa no,  mi baso solo quello su ciò che voglio trasmettere. Per quanto riguarda i materiali……. Se la collana piuttosto che l’anello sono su commissione, utilizzo ovviamente il materiale che mi richiedono, oro o argento soprattutto, diversamente mi piace lavorare con ottone, legno (come la collezione “Sottobosco”), silicone, rame, pietre non preziose ma raccolte. Si possono creare tante cose utilizzando o meglio riutilizzando i materiali che ci circondano.  La mia tecnica è quella di sbizzarrirmi con i trafori, ossidando i metalli per ottenere effetti di colore insoliti e lavoro principalmente con filo e lastra.

A te piace così tanto creare gioielli da averne fatto il tuo lavoro, a me invece piace tantissimo, come a tutte,  indossarli.  Cos’è un gioiello per una donna?

 E’ un modo per parlare di sé o per dire qualcosa, per colorarsi, per apparire o per sentirsi bene in mezzo agli altri. A me piace pensare che i gioielli possano anche essere amuleti, piccoli portafortuna o semplicemente ricordi di qualcuno, di un luogo, di un momento.

 Progetti per il futuro: tra 5 anni dove ti immagini?

 Beh…un bel volo pindarico! Allora posso sparare alla grande, i sogni non costano: mi immagino nel mio showroom, con spazi dove poter continuare a vendere e laboratori per creare, perché alla fine è questo che mi appaga: creare pezzi unici nel mio laboratorio. Parallelamente sarebbe bello avere anche una linea più commerciale, magari con l’appoggio  di qualche azienda. Insomma….tanti progetti e lavori in corso!!

Brava Elena, hai portato a Shanghai un po’ di quell’odore ormai dimenticato delle vecchie botteghe italiane e l’arte preziosa di chi lavora davvero con le mani e non con le dita su un Ipad. Da donna ad artista: le tue creazioni incuriosiscono, attirano, ispirano, abbinano. E sapere quanto del tuo lavoro, della tua arte, della tua ricerca di materiali, di pazienza, di amore c’è dietro ogni collana e ogni anello li rende ancora più speciali.

A Shanghai, qui trovate il sorriso  di Elena:

–          AIVA (Academy of International Visual Arts): 4/F, 66 Shanxi Bei Lu (Jing’An District)
–          Facebook: Elena Martinelli
 
Qui di Elena trovate i gioielli:
 
–          Shanghai Italian Center, Mostra  “Italia: la verità dei materiali”: 2095, Blv. Expo, Pudong, near Tong Zi Jing Lu
–          Shop: J- Tour, n°.19-1, 637 Nong, Changle Lu
–          Shop: Regalo, 271 Anfu Lu
–          Web Site: www.elenamartinelli.com
–          Facebook: Elena Martinelli Unique Jewellery
 

2 Comments

  1. alarico says:

    bella storia si, forte Elena, datecene di piu’!!!

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