“Healthy families”: Nutrizione integrativa e benessere



Intervista di Eleonora Pallavicino, editor di Pacific Prime.

 

Moltissimi italiani a Shanghai conoscono la sorridente Lai Mei, moglie del nostro conterraneo Guido Esposito: la simpatica coppia è l’anima e il cuore di uno dei ristoranti italiani più amati a Shanghai, Bella Napoli, nelle sue due sedi cittadine.

Lai Mei, seguendo un suo personale percorso di passione per il cibo e l’alimentazione, si è recentemente certificata come nutrizionista ed offre ora i suoi servizi ed il suo supporto alla comunità cittadina.

Pacific Prime e Vittoria De Pino, general manager italiana della compagnia di brokeraggio assicurativo, hanno sponsorizzato con entusiasmo il booklet sulla nutrizione che Lai Mei ha voluto offrire alle famiglie per migliorare l’alimentazione e il benessere generale di grandi e piccini.

Leggiamo del progetto di Lai Mei in questa intervista.

Pacific Prime: Buongiorno Lai Mei. Puoi brevemente raccontarci la tua storia, il tuo arrivo in Cina e l’inizio del tuo percorso come nutrizionista?

Lai Mei: Sono arrivata in Cina 12 anni, fa per lavorare nel marketing a nel business development, e qui ho incontrato mio marito Guido. Cinque anni più tardi l’ho affiancato nella gestione del suo ristorante Bella Napoli. Grazie alla mia esperienza lavorativa mi sono potuta occupare anche del branding e dei workshop dedicati ai bambini, come il Bambini Corner del weekend, in cui i piccoli preparano la loro pizza e i loro piatti sani di pasta e frutta.

In realtà sono letteralmente “cresciuta” in cucina, poiché mio papa era uno chef, e sia mia zia sia mia nonna avevano un ristorante; quindi conosco molto bene questo settore!

Dopo un periodo di gran lavoro ed impegno a Shanghai però, la mia salute ha cominciato, tre anni fa, a darmi seri problemi e mi fu rilevato uno stato di pre-diabete e diagnosticata la fibromialgia. Da lì partì la mia determinazione a studiare nutrizione e migliorare il mio stato di salute. In questo modo mi sono curata, appassionandomi sempre più all’argomento.

PP: Possiamo dire che sei stata un’osservatrice privilegiata di diverse tradizioni culturali e culinarie anche grazie alle tue origini e ai tuoi spostamenti geografici?

LM: Certamente! Infatti mio papà era cinese e mia mamma belga! Mio papà aveva un ristorante cinese, mentre mia nonna e mia zia si occupavano di cucina franco-belga; così sono cresciuta amando entrambe le tradizioni culinarie. Poi qui in Cina, occupandomi di un ristorante italiano, ho studiato sia la dieta mediterranea sia le abitudini alimentari dei cinesi; mi interesso anche molto della medicina tradizionale cinese che dedica grande attenzione al cibo per la prevenzione e per la cura, ed è questo che mi appassiona specialmente: come il cibo possa essere uno strumento che ci aiuta nei confronti della malattia.

PP: Dove hai studiato e in che cosa esattamente ti sei specializzata?

LM: Mi sono diplomata presso l’Integrative Institute of Nutrition di New York e sono quindi un integrative nutrition & health coach (un istruttore di nutrizione integrativa e benessere).

Quindi stiamo parlando di due diversi tipi di “nutrizione”, quella secondaria, ossia cibo e bevande, tutto quello che mangiamo e beviamo; e quella “primaria”, ossia che ci nutre ad un livello più profondo (relazioni personali e sociali, carriera, spiritualità e sport). Entrambe le forme di nutrizione sono indispensabili al profondo benessere dell’individuo, ed ecco che l’integrative nutrition coach entra in gioco, supportando il cliente/paziente attraverso cambiamenti nella dieta e nello stile di vita.

PP: Oggi giorno esistono diversi approcci alla nutrizione e quindi diverse scuole, – in parte possiamo dire che è una disciplina “di moda”! – dunque tu come hai orientato la tua scelta riguardo a dove studiare?

LM: Dopo essere stata molto male, ho sentito di dover seguire un nuovo percorso per curarmi, al di là dei farmaci. Sentivo di aver bisogno di un approccio a trecentosessanta gradi, e lavorare solo sulla dieta non poteva essere abbastanza per me, arrivata a quel punto. Sapevo di dover rivedere tutto il mio stile di vita ed introdurre delle modifiche sostanziali.

A Shanghai ho incontrato altre donne che si erano diplomate presso la scuola di NY, traendo da questa disciplina nutrizionista grandi benefici e dando il via a una grande passione.

Così ho fatto questo passo ed ho studiato un anno con alcuni autorevoli esponenti della nutrizione olistica: il Dr Lipman, Dr Northrop, Deepak Chopra ed altri.

Quello che ho imparato (e applicato) ha ripristinato il mio benessere direi all’80%, ed il resto l’ha fatto il metodo HeartMath per la gestione dello stress e dell’energia.

L’HeartMath ha un estrema compatibilità con la nutrizione poiché influisce sulla regolazione delle emozioni e sull’energia. Le emozioni, i sentimenti sono comunque collegati al modo in cui mangiamo e l’unione dei due metodi offre una marcia in più ai miei clienti.

E’ molto difficile per una persona cambiare abitudini alimentari e di vita da sola; spesso si ricade nella vecchia routine.

Così ho il piacere di lavorare con i miei clienti supportandoli nell’occuparsi di sé e nella gestione delle proprie risorse psico-fisiche attraverso l’alimentazione e lo stile di vita. Sono assolutamente convinta che un coach può essere determinante nell’aiutare le persone a trasformare il proprio stato di salute: ti segue passo dopo passo, ti responsabilizza e ti aiuta a realizzare dei cambiamenti che diventano stabili e parte integrante del tuo stile di vita.

PP: Puoi spiegarci cos’è questo metodo HeartMath e dove lo hai studiato?

LM: Ho fatto un corso on line di 6 mesi offerto dall’HeartMath Institute in California e ho trovato veramente efficace questa tecnica di respirazione calibrata sul ritmo cardiaco; Il metodo ha aiutato tutta la mia famiglia incredibilmente, l’ho insegnato anche ai bambini. Date anche un’occhiata al mio sito per informazioni aggiuntive!

L’HeartMath aumenta la tua consapevolezza e già solo 4 sessioni da 1 ora di allenamento possono cambiarti la vita.

L’ho anche insegnato al personale del nostro ufficio e tutti sono stati contenti di avere un metodo efficace per aumentare la loro resilienza.

PP: Ti definisci anche esperta in “energy management”, puoi dirci qualche cosa in più a questo proposito? Al giorno d’oggi sembra proprio che avere più energia sia il sogno di tutti!

E’ certamente così. Pensate alla mia storia: dopo dodici anni di lavoro intenso in Cina, con il dinamismo e la velocità di Shanghai che tutti ben conosciamo, mi sono sentita veramente esausta. Vivere a questo ritmo può essere emozionante, ma se c’é anche la famiglia, come nel mio caso, la necessità di un ottimo equilibrio tra casa e lavoro è fortissima e a volte non ce la fai.

Quando mi sono ammalata, il mio livello di energia era azzerato e quello che desideravo più di ogni altra cosa era invece sentirmi come prima.

Ho provato a ridurre le mie 60 ore di lavoro settimanali a 20, ma anche così era troppo. Durante le mie sedute di coaching o al ristorante incontro così tanta gente e tutti sono esausti.

Per questo sento tutta la passione di applicare i processi terapeutici che ho imparato, insieme alle tecniche di respirazione HeartMath, per aiutare chi ne ha bisogno a reintegrare il proprio livello di energia.  Chi impara cosa fa bene al proprio corpo e al proprio spirito vede la propria energia ritornare a posto.

 

 

PP: Qual è stato il posto che la cucina italiana ed il rapporto degli italiani con il cibo hanno avuto nel tuo percorso?

Grazie al ristorante e i per i miei blog sul cibo posso dire di aver studiato la dieta mediterranea veramente a fondo!

Sono incredibilmente affascinata dall’amore che gli  italiani hanno per il cibo e da come amano condividerlo con gli altri. Venendo da una famiglia di sette persone ed avendo anche una famiglia cinese ho visto quanto  abbiano in comune la cultura Italiana e quella cinese:  l’amore per il cibo, la convivialità e i raduni intorno alla tavola. Adoro come gli italiani cucinano e come si prendono una bella pausa per mangiare insieme (non fast food!). L’avere da anni italiani intorno a me mi ha insegnato ad apprezzare il cibo ancora di più e considerarlo come una forma di amore per se stessi. Se mangi bene davvero ti stai prendendo buona cura di te! E’ cruciale nella vita e per la vita.

PP: Trovi altre similitudini nell’approccio degli Italiani e dei cinesi al cibo?

LM: Possiamo aggiungere che entrambe le tradizioni culinarie hanno un’incredibile varietà di piatti e ricette che sono tanto più buoni se consumati con gli amici e i parenti. Per gli italiani e i cinesi mangiare in solitudine è molto triste!

La cucina cinese ha grandi e diverse varietà regionali, dal piccante al dolce, dagli spaghetti al pesce, la varietà rispecchia la vastità del paese. Inoltre quello che è peculiare nel cibo cinese è che è strettamente legato anche ai dettami della medicina tradizionale. La maggioranza dei cinesi sa bene quali erbe mettere nella zuppa o quali verdure mangiare nelle diverse stagioni per aiutare la propria salute.

PP: Abbiamo parlato di “nutrizione olistica”, che considera non solo il cibo ma anche le varie attività dell’individuo, i suoi interessi, lo stile di vita, il sonno e  movimento fisico, in funzione del  benessere generale, fisico e mentale: c’è tutto questo nel tuo libro?

Nel mio testo discuto della nutrizione integrativa come parte della nutrizione olistica. Ho reso il libro molto colorato in modo che possa essere adatto anche ai bambini. E’ importantissimo insegnare ai bimbi a cucinare e mangiare sano, è fondamentale per la loro salute.

Ho anche invitato altri terapeuti a dare il loro contributo: uno psichiatra, 2 specialisti del movimento ed uno specialista del gioco e della comunicazione discutono nel libro, rispettivamente, dell’impatto della nutrizione sulla salute mentale, di attività come il kung fu e la danza, del gioco e della comunicazione.

PP Quali sono nello specifico la tua impostazione  e la tua filosofia (considerando che diversi nutrizionisti spesso hanno approcci molto differenti)?

LM In base all’approccio della nutrizione integrativa credo nella “bio-individualità”, che significa che non esiste una dieta che funziona per tutti. In base al genere, la razza, il gruppo sanguigno, il metabolismo individuale e così via, ognuno di noi è unico. Ciascuno dunque deve sperimentare cibi diversi e capire cosa funziona per il proprio corpo. Io uso esercizi speciali, come ad esempio “l’esperimento della colazione”: invito il paziente per sette giorni a provare un cibo differente a colazione (frutta fresca, croissant e caffé, avena con semi e latte di riso, sandwich con formaggio, uno smoothie di frutta, omelette con pomodoro, porridge di riso e così via) e a notare come si sente fisicamente dopo mezz’ora e dopo 2 ore. E’ veramente affascinante osservare l’andamento della tua energia a seconda del cibo che hai mangiato.

Invece che per esclusione, riducendo o eliminando la carne, le uova, la soia eccetera, io preferisco procedere aggiungendo, per provare, grani integrali (miglio, quinoa, grano saraceno ecc.), varietà di frutta e verdure, grassi sani, proteine magre e cosi via!

Soprattutto, approvo uno stile di vita 80/20% (come insegna il principio di Pareto!), ossia per l’80% è opportuno mangiare bilanciato e sano, con carboidrati derivanti da farine integrali, frutta e verdure, proteine e grassi sani, che ti possono dare l’energia e la vita che vuoi e che meriti; Ma per il restante 20% puoi scegliere liberamente cosa mangiare! Preferisco certamente l’equilibrio contro la perfezione!

Ovviamente le persone con patologie croniche devono invece seguire una dieta rigorosa e hanno bisogno di un buon supporto per non derogare dal loro speciale regime.

PP: C’è stato qualche GURU della nutrizione che è diventato un punto di riferimento per te? Qualche libro o teoria che sono stati per te particolarmente importanti?

LM: Adoro il dott. Lipman, un medico americano che lavora olisticamente ed ha un team di health coaches per assistere i suoi pazienti.

Apprezzo molto anche Atkins e la dieta Chetogenica che mi hanno aiutato veramente a curare il mio pre-diabete.

Anche la dottoressa Kelly Brogan, che è una famosa psichiatra e si è curata da sola una malattia autoimmune; questa terapista conduce speciali programmi per soggetti con patologie croniche o mentali ed ha ottenuto grandi risultati con i suoi pazienti.

Come ammiratrice di questi medici ed essendo appassionata io stessa di questo percorso terapeutico, sono convinta che la nutrizione olistica possa davvero guarirci e riportarci in piena salute.

PP: Com’è la risposta della comunità locale al cibo italiano? E alle nuove moderne teorie della nutrizione e all’approccio olistico?

I cinesi amano il cibo italiano. Lo trovano sano, non grasso ed anche sicuro perché sanno che all’80% gli ingredienti sono di importazione.

E penso anche che da sempre i cinesi sappiano pensare in modo olistico! Capiscono bene l’importanza di una dieta sana per tutta la famiglia. Amano il mio libro e mostrano molto interesse. Le ricette che ho pubblicato sono in inglese e in cinese.

PP: Com’è avvenuto l’incontro con Pacific Prime?

LM: Conosco Vittoria da molto tempo e quando le ho parlato del mio progetto si è mostrata molto interessata, al punto da offrire una sponsorizzazione. Ne sono stata felicissima, in questo modo posso raggiungere molte famiglie, non solo con la distribuzione presso i miei ristoranti, ma anche attraverso le scuole e le associazioni sportive. Il mio scopo è veramente incoraggiare le famiglie a cucinare e mangiare sano.

PP: Come si può avere il tuo Libro?

LM: Registratevi sul mio sito (www.laimeiyeung.com) e scaricatelo gratis, o ritirate la vostra copia al ristorante Bella Napoli fino ad esaurimento.

PP: Grazie Lai Mei per questa lunga chiacchierata e in bocca al lupo per tutto. In chiusura vuoi dedicare una ricetta ai lettori di VIVISHANGHAI?

LM: Certo: i brownie della mia adorata zia belga che cucina benissimo! Ha avuto un ristorante e ha sempre lavorato nella ristorazione. Ora che ha 75 anni, ancora cucina dalla mattina alla sera. (scarica qui la ricetta dei brownie)

 

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