Il Drago e il Biscione, incontro a Shanghai con l’autore


 

Abbiamo incontrato Claudio Bianchi di recente a Shanghai, reduce da una visita ai luoghi di origine dell’immigrazione cinese in Italia. Persona interessante e curiosa come pochi ci racconta del suo libro che ripercorre le strade del flusso migratorio cinese nel Belpaese, Milano in particolare.

Claudio, per te e’ stato un ritorno in Cina dopo tanti anni, che impressione ti ha fatto Shanghai in particolare?

Ero stato in Cina nel 1992. A Pechino, Xian, nello Yunnan e altrove, ma Shanghai no, non l’avevo vista. La mia impressione è stata assai positiva: una città piena di vita e di colore, gente cordiale. Cosa cercare di più?

Sei stato per due settimane a Qinfeng vicino a Wenzhou, da dove e’ partita l’immigrazione cinese in Italia, sappiamo che ti hanno onorato e invitato a matrimoni e ricevimenti (e un funerale)…

Una meraviglia. ho avuto l’idea di essere l’interprete di un film. Neppure in Italia ho avuto tanto successo. Ho persino pensato che mi avessero scambiato per Camilleri.

Tu hai gia’ scritto dei libri e questo e’ il tuo primo sulla Cina, pur non essendo un sinologo hai affrontato questo argomento tra indagine e ricerca, dove presenti personaggi reali, cosa ti ha spinto ad affrontare questo tema?

Insegno l’italiano ai ragazzi cinesi di Milano. Sono tutti ragazzi giovani che si sentono discriminati dalla lingua italiana che non parlano. Ho ritenuto che parlandone li avrei capiti meglio. Inoltre il mio libro non affronta tematiche esclusivamente cinesi ma anche la questione della migrazione come elemento legato alla globalizzazione.

Nel tuo libro ci sono tante persone che parlano della loro vita, non e’ un documento per pochi ma un libro di interesse generale per capire una parte delle persone (cinesi) che vivono non solo a Milano ma in Italia, qualcuna che vuoi ricordare qui ora?

Shi Yang Shi. Personaggio non facile, artista, attore cinematografico. Omosessuale con difficoltà di comunicazione col padre che non accetta la scelta del figlio. Luna, una ragazza cinese migrata in Italia quando non aveva ancora 18 anni che ha saputo conquistarsi una buona posizione sociale ed economica. Tra gli italiani: Don Roberto Davanzo, presidente della Caritas milanese: un prete moderno e anche antico.

C’e’ la possibilita’ che gli italiani conoscano meglio i cinesi in Italia e i cinesi si aprano di piu’ per uscire da facili stereotipi e diffidenze? Ormai siamo alla seconda e quasi terza generazione di cinesi in Italia, no?

Le seconde e terze generazioni cinesi in Italia hanno fondato associazioni imprenditoriali, sociali e culturali. Il loro rapporto con gli italiani è totalmente diverso rispetto alle generazioni precedenti. Non tutto è superato, ma la strada è quella giusta.

Italiani e cinesi, siamo davvero cosi’ diversi?

Siamo assai diversi. Due culture che per quasi duemila anni sono cresciute autonomamente: diversa la lingua (e i dialetti), diversa la cucina, la cultura, la storia. Lo sforzo per integrarsi ( che deve avvenire da entrambe le parti) risulta più facile con altri migranti, ad esempio gli africani che hanno conosciuto realtà europee anche nei secoli scorsi.

Come e’ il trend di immigrazione cinese in Italia, la crisi ha cambiato qualcosa?

Sì. Lo scorso anno molti cinesi italiani sono rientrati in patria e il numero di cinesi che arriva in Italia è in calo da almeno cinque anni.

Pregiudizi tipicamente italiani sui cinesi e luoghi comuni cinesi sugli italiani. Che cosa c’e’ di vero o da cosa hanno preso origine secondo te queste “credenze”?

I cinesi non sono facili, tendono a integrarsi fra di loro, a sentirsi autosufficienti e auto referenziali. Credo che la lingua sia il principale discrimine. Ma come dicevo la speranza sono le nuove generazioni.

Dopo tutte le info raccolte e documenti e dati e storie, che cosa e’ cambiato nel tuo modo di vedere i cinesi, o in senso piu’ ampio la questione dell’integrazione che al giorno d’oggi e’ ancora attualissima.

Semplice. Non vedo cinesi intorno a me, soltanto CITTADINI di un unica città e di un unico paese.

Altri progetti in cui sei impegnato attualmente.

Continuerò le lezioni di italiano con la comunità cinese. Proseguirò la mia attività do responsabile di Universalia3, università della terza età e sto scrivendo un libro sull’inondazione ligure dell’ottobre 2011. Faccio tutto questo per amore e un po’ per non morire.

Ci dai un’autocitazione dal tuo libro?

Un piccolo brano che è molto piaciuto, (mi hanno fatto i complimenti alcuni studenti dell’Università Bocconi che hanno utilizzato il testo per delle ricerche sui quartieri milanesi): “Al porto di Genova una scritta sopra un muro recita: ” Chi ha fatto la fortuna delle nostre città non è chi da questo porto se n’è andato, ma chi in questo porto è arrivato da lontano”.

Claudio Bianchi
Il Drago e il Biscione
Cent’anni di convivenza: i cinesi a Milano 

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