In Vietnam puoi.


 

– dal blog L’aula F. In fondo, ad est

….puoi decidere di non seguire un itinerario normale, ma volare prima al Sud, poi al Nord, quindi al Centro e poi di nuovo al Sud, tanto te ne innamorerai comunque;

….puoi “vedere” a Saigon la storia, quella vera, quella sofferta e mutilata e capire che non e’ esattamente come te l’hanno fatta studiare a scuola o come l’hanno rappresentata nei film;

….puoi pedalare per ore intorno al Mekong Delta e innamorarti dei bimbi che corrono in strada solo per urlarti “Hello!”, mostrandoti i dentini bianchissimi come le loro divise di scuola;

….puoi mangiare il seabass con passion fruit sauce piu’ buono del mondo e ordinarne ancora e ancora e ancora, fino a quando non ti tira la pancia;

…puoi ritrovarti in un centro massaggi con massaggiatori ciechi che ti toccano la testa, il volto, il corpo per conoscere qualcosa di te e ti ritrovi a ridere con loro senza capire quello che dicono. Li senti ridere cosi’ di gusto che ti metti a farlo anche tu e non c’e’ niente di più’ bello che ridere senza motivo;

….puoi scoprire a Phu Quoc spiagge bianchissime dove non c’e’ davvero nessuno, almeno fino a quando sbarca un gruppo di vietnamiti felicemente in gita “parrocchiale” con tanto di berrettini gialli;

….puoi decidere di voler capire perche’ Halong Bay e’ una delle sette meraviglie del mondo. Ci vai e in un momento capisci la meraviglia dei suoi giganti che spuntano dal mare;

….puoi prendere una moto e, sotto la pioggia, lasciarti conquistare dalle etnie hmong o dzao rossi  di Sapa, dai loro braccialetti come promesse, dai loro bimbi sempre in strada, dalla loro scelta di vita che comunque tu non puoi capire;

….puoi incontrare persone che davvero non hanno niente e vivono su un marciapiede ai bordi della strada e dell’esistenza e ti incazzi perche’ c’e’ ancora qualcosa di troppo ingiusto nel mondo;

….puoi dormire in una capanna fatta di terra su una cascata di risaie e sentire il silenzio, cercando di farne scorta nella tua testa perche’ se ora ti spaventa, tra qualche mese ti manchera’;

…puoi incontrare, tra gli scossoni di un vecchio treno di notte, i viaggiatori del mondo, ma quelli veri, che non hanno paura della solitudine e dei cambiamenti e mentre li ascolti pensi che non vorresti essere in nessun altro luogo al mondo;

….puoi superare in moto una famiglia di 5 su uno scooter, mamma, papa’ e tre bimbi e mentre tu suoni il clacson per avvertirli del sorpasso, il papa’ alla guida suona per lasciarti un sorriso, nella sua pelle abbronzata;

….puoi vedere le donne cercare di proteggersi dal sole sotto il cappello di paglia a punta mentre portano pietre in cantiere o rimangono chine per ore nelle risaie e vedere, poco più’ in la’ all’ombra, troppi colleghi, maschi, che stanno a guardarle;

….puoi bere il caffè’ allo yogurt in una vecchia caffetteria ad Hanoi o Hue’ e pensare che l’espresso italiano, al confronto, e’ banale;

…puoi pensare di voler vivere per sempre ad Hoi An, tra le sue lanterne e nell’amicizia di chi le costruisce e di non voler più’ tornare a casa;

….puoi trovare, da Nord a Sud, un popolo meraviglioso, accogliente nel piu’ pulito dei modi, sorridente e generoso verso l’estraneo nonostante le ferite subite e tornare a casa con una scorta di sorrisi per una vita intera;

….in Vietnam, semplicemente, puoi.

Buon Vietnam a tutti!

 

 

 

 

 

 

 

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