Essere informati sull’inquinamento in Cina


Assicuratissimi è la rubrica su assicurazioni e sanità in Cina a cura di Eleonora Pallavicino, editor per Pacific Prime, il vostro broker assicurativo a Shanghai, e in Cina.

Essere informati sull’inquinamento e la Cina: dalle normative europee agli ultimi studi sugli effetti delle polveri sottili; quali sono le App da scaricare e come leggere le rilevazioni AQI.

 

Con l’arrivo della stagione fredda l’argomento è di nuovo all’ordine del giorno: l’inquinamento in Cina e a Shanghai.

Ne abbiamo già parlato su questo blog, ma un ripassino per gli espatriati stagionati ed un bel briefing per i nuovi arrivati è d’obbligo.

Poco prima di Natale (anche tutti i giornali italiani ne hanno parlato) nella Cina del Nord è stato raggiunto un nuovo orribile record, quello del picco di inquinamento più alto mai registrato al mondo.

E Pechino, ripetutamente fuori scala per intere giornate, tra i 300 e i 500 dell’Indice AQ, ha fatto ancora notizia: per due giorni le scuole, i cantieri e le fabbriche più inquinanti hanno dovuto sospendere ogni attività.

Shanghai non ha ancora mai raggiunto questi terribili livelli, ma sappiamo bene che anche qui abbiamo avuto, durante l’inverno, sporadiche giornate sopra i 300, e negli ultimi due anni spesso settimane intere in cui l’indice si è posizionato tra i 150 ed i 200. Ecco che dal mese scorso questa situazione si sta riproponendo: con alti e bassi i valori di misurazione dell’AQI ondeggiano intorno ai duecento.

Secondo le fonti ufficiali la qualità dell’aria a Shanghai è peggiorata nel 2015 rispetto all’anno precedente, con l’AQI sopra i 300, raggiunto durante 8 giornate contro le 4 del 2014 e la proporzione dei giorni classificati “buoni o eccellenti” (AQI sotto i 100) sceso  dal 77% del 2014 al 71% del 2015.

Le micro particelle ci angosciano profondamente, e la preoccupazione è forte, soprattutto per quanto riguarda i bimbi, il cui apparato respiratorio è delicato ed immaturo.

Non facciamoci cogliere impreparati! Ecco il nostro sommario aggiornato con tutto quello che c’è da sapere.

Il significato delle sigle:

PM, dall’inglese “particulate matter”, ossia l’insieme delle particelle, delle polveri sottili, delle sostanze sospese nell’aria, inclusi gli inquinanti solidi o liquidi.

Il particolato può essere costituito sia da elementi di derivazione naturale (polvere e terra, incendi, pollini, spore e microrganismi ecc.) sia da inquinanti atmosferici prodotti dall’uomo.

La concentrazione delle particelle nell’aria viene misurata quantitativamente (peso in mg/ volume in m3); le concentrazioni sono ovviamente diverse (mg/m³) in diversi ambienti: ad esempio la concentrazione è minima in alta montagna, e aumenta gradualmente spostandosi dalla campagna alla città, fino al picco massimo nelle zone industriali.

Gli indici di misurazione a cui facciamo quotidiano riferimento a Shanghai (Rilevazioni del Consolato Americano e del National Air Quality FIS del China Environment Monitoring Center – vedi più sotto) listano un valore generale e degli indicatori specifici basati sulle dimensioni delle particelle. Le centraline di rilevazione campionano le particelle mediante filtri tarati su diversi diametri ed effettuano poi una analisi quantitativa.

I diametri delle particelle – indicati in micron / µm – variano tra misure inferiori a 1 micron e superiori  ai 500 micron (sabbie) e gli indici di misurazione delle app. più diffuse includono le specifiche relative alle PM 10 ed alle PM 2,5 (le vere e proprie polveri sottili, che sono dunque un sottogruppo delle PM 10,).

Il tratto respiratorio superiore, naso e laringe, riesce a fermare e a far sedimentare le particelle superiori a 10 µm; più le particelle sono piccole più alta è la possibilità che raggiungano i bronchioli polmonari.

L’indice PM10 si riferisce a tutte le particelle con diametro tra i 10 µm ed i 2.5 µm  (vale a dire inferiori ad un centesimo di millimetro) che sono “inalabili”,  ma generalmente si depositano prima dei bronchioli.

L’indice PM 2,5 indica il livello del famigerato e pericolosissimo “particolato fine”, di diametro inferiore a 2,5 µm detta “polvere toracica”, poiché con la respirazione penetra profondamente nei polmoni; in particolare le particelle di dimensioni notevolmente inferiori a 2,5 (particolato ultrafine), sono definite “polveri respirabili” poiché arrivate fino agli alveoli possono entrare nella circolazione sanguigna raggiungendo anche reni, cuore e cervello. Queste particelle sono fattore aggravante delle malattie respiratorie, pericolose per il cuore e sono considerate cancerogene.

La cancerogenicità delle sostanze inquinanti e delle polveri presenti nell’aria è stata definitivamente sancita in Europa da un lungo lavoro di ricerca effettuato dagli esperti dell’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro di Lione, (i risultati del progetto sono scaricabili gratuitamente dal sito IARC:www.iarc.fr). Un altro studio molto complesso, denominato ESCAPE, a cui hanno partecipato molti ricercatori internazionali, ed anche alcuni italiani, e i cui risultati sono stati pubblicati da Lancet Oncology, ha coinvolto 9 paesi europei ed oltre 300.000 persone per un periodo massimo di 13 anni.  I dati finali indicano che: “ il rischio di tumore al polmone aumenta del 18% ogni volta che il PM 2,5 aumenta di 52 g/m3 e del 22% per ogni aumento di 102 g / m3 del PM 10.  Questi sono dati relativamente nuovi, che non avrete potuto già leggere sui magazines per expat di Shanghai!

Non ci sorprenderanno dunque i numeri ufficiali del Paese di Mezzo: sono 1.4 milioni i morti in Cina ogni anno a causa dell’inquinamento; si tratta di 4.000 decessi al giorno, più che in ogni altro paese al mondo.

inquinamento cina 1

Penetrazione delle polveri nell’apparato respiratorio.

 

I comitati scientifici UE che si occupano  dei nuovi rischi per la salute e per l’ambiente  (SCENIHR e SCHER) hanno da tempo stabilito che la maggiore emissioni di polveri fini (PM2,5) è causata da: scarichi degli autoveicoli (soprattutto gasolio), combustione di carbone/legna e processi industriali di  vario genere.

La normativa internazionale in merito alle quantità massime consigliabili o consentite di particolato è variegata e in corso di aggiornamento: nazioni diverse hanno diverse interpretazioni sul livello accettabile giornaliero di polveri sottili;  ma possiamo qui ricordare che è dal 2006 che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), riconoscendo la relazione tra l’esposizione alle polveri sottili e l’insorgenza di malattie cardiovascolari, ha stabilito che l’indice del PM2,5 è una misurazione importante di riferimento, ed ha fissato i livelli di concentrazione massima in 20 e 10 microgrammi/m³ rispettivamente per le PM10 e le PM2,5.

Nel 2008 l’Unione Europea ha recepito la disposizione dell’OMS, aggiornando i limiti  relativi alla qualità dell’aria.

Coerentemente, in Italia, il D. Lgs 155/2010 stabilisce: per le PM 10 un valore limite per la media annuale di 40 µg/m³; un valore limite giornaliero sulle 24 ore di 50 µg/m³ e  un numero massimo di superamenti annuali fissati a 35.  Le PM 2,5 non sono incluse nel decreto, ma dal 2011 è stato messo in vigore l’obbligo del monitoraggio, con un valore limite medio annuo fissato a 25 µg/m³. Oltre questo limite nei centri urbani italiani scattano misure straordinarie ed il traffico consentito solo a targhe alterne o viene fermato del tutto.

Dopo aver ripassato la normativa in vigore in Europa e nel Bel Paese facciamo un raffronto con la Cina:

Se un PM10 di 101, secondo l’indice cinese API, è considerato “uneahlty for sensitive groups” -asmatici, anziani e bambini- secondo altri indici internazionali lo stesso livello viene considerato invece troppo alto e totalmente insalubre per chiunque.

Nel momento in cui sto scrivendo questo blog, durante una giornata considerata (secondo le scale delle App) di “inquinamento da moderato a insalubre” – Shanghai presenta  un valore di PM 2,5 di 146 e di PM 10 di 148!

A Pechino, durante la recente emergenza di cui sopra, il livello di Pm 2,5 ha raggiunto il valore 1000.

I numeri parlano purtroppo da soli.

Morale: confrontate diversi indici, con attenzione al livello specifico di PM 10 e PM 2,5 e ragionate con la vostra testa, prendendo le opportune precauzioni.

Parliamo specificamente della Cina. Perché d’inverno la situazione peggiora?

E’ noto che la Repubblica Popolare Cinese “funziona” in parte ancora a carbone. Secondo i dati riportati recentemente da alcuni quotidiani italiani, al carbone si deve oltre il sessanta % dell’ energia prodotta nel paese, e la Cina è responsabile di circa il 30% delle emissioni globali di CO2 (gli Stati Uniti sono secondi con il 16%).

Al tempo stesso la Cina quest’anno è il primo mercato mondiale per auto elettriche, con vendite stimate di circa 250 mila veicoli (americani solo secondi con 180 mila).: un bel record.

Alla recente conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi, anche la delegazione cinese si è unita al fronte delle promesse per ridurre il picco delle emissioni entro 2030, con il primo vicino obbiettivo di varare un programma nazionale di limitazione entro il 2017.  Una positiva sensibilità del governo di Pechino, dunque, sulla spinta della nuova consapevolezza della classe media cinese, che, secondo i sondaggi, percepisce l’inquinamento come il primo problema della nazione.

L’inizio della stagione fredda da’ il via, nel Nord della Cina soprattutto, ad un massiccio utilizzo di carbone ed altri combustibili.

Per questioni metereologiche (cambiamento stagionale dei venti e delle correnti) e/o collegate alle variazioni della pressione atmosferica, le particelle derivate dalla combustione di carboni ad uso domestico, e quelle prodotte dai grandi bacini industriali, seguono il vento e viaggiano anche verso Shanghai. Il cambiamento stagionale del rapporto alta/bassa pressione tende a mantenere spesso la cappa inquinante bassa sulla città. Alcuni venti “locali” e la pioggia, possono invece pulire l’aria e migliorare la situazione. Anche gli scarichi delle auto cittadine incidono pesantemente sul cattivo livello dell’aria. Ecco spiegato perché la miglior qualità dell’aria viene rilevata in Shanghai  tra giugno e settembre.

Le contromisure

1. Controllare la qualità dell’aria più volte al giorno – Non si può fare a vista, l’inquinamento non sempre si vede! Usate Air Quality Index AQI o  China Air Pollution Index API- utilizzando le app per smart phones.

L’indice AQ si muove tra 1 e 500.

L’app più utilizzata (AIRQUALITY sull’Itunes store) permette di visualizzare la misurazione della qualità dell’aria su una base oraria in moltissime località della Cina. Per Shanghai in particolare è possibile leggere sia  la misurazione in base agli indici Cinesi API– che includono  PM 10, PM 2.5 e livelli di ozono (O3) – sia le misurazioni effettuate dalla centralina del Consolato Americano situato nell’ex concessione francese, proprio dietro l’arteria trafficatissima di Huaihai Lu; quest’ultimo indice include solo la lettura  dell’ PM 2,5 e spesso si discosta dall’indice cinese. Le misurazioni API possono essere impostate visualizzando anche la centralina più vicina a voi. StateAir infine è la app ufficiale del Consolato Americano, che fornisce direttamente i dati di 5 città della Cina.

Sia AirQuality, sia una terza app chiamata AIRQuality China, forniscono anche elaborazioni grafiche delle fluttuazioni dell’inquinamento ed una “classifica”, aggiornata quotidianamente, di circa 400 città cinesi, a partire dalla più inquinata per arrivare alla più pulita.

2. Acquistare uno o più depuratori dell’aria di buona qualità, dotati di filtri HEPA e in numero adeguato alla metratura dell’appartamento.

La sigla HEPA si riferisce all’efficienza del filtraggio che rimuove particelle di minuscole dimensioni (fino ai 0.3 micron di grandezza ) con un efficacia del 99,97%.

3. Munirsi di maschere (kou zhao 口 罩) da indossare all’aperto: Solo le maschere N 90 o N95 rispondono ai requisiti richiesti poiché sono in grado di filtrare le micro particelle fino al 95%. Le maschere devono essere indossate correttamente, strette sul viso e regolate sul naso in modo che alla “prova dell’occhiale” le lenti non si appannino quando respirate. Astenetevi da acquisti presso rivenditori non verificabili (i.e. Taobao)

Fino a due anni queste maschere fa non erano facilissime da trovare. Ora sono disponibili presso le farmacie, in molte cliniche private e anche in molti supermercati cittadini (v. ad esempio catena di negozi Lian Hua)

Riguardo alle rilevazioni AQI/API, teniamo anche presente che esse vengono effettuate in luoghi specifici e non riferisco la precisa situazione di quello in cui voi potete trovarvi.  In ogni caso se l’indice cittadino è superiore a 100, chiudete le finestre, evitate attività, passeggiate e sport all’aperto e attivate i vostri depuratori domestici.

I bambini:

Problemi respiratori ricorrenti, tossi che non passano mai, tendenza alle recidive, bronchitelle più frequenti che in patria: i dati statistici raccolti dalle cliniche private di Shanghai e dagli ospedali  confermano come il quadro delle comuni malattie invernali infantili risulti a Shanghai aggravato da una cattiva qualità dell’aria.

Anche se il problema di base non è risolvibile possiamo prestare attenzione a:

Il comportamento delle scuole.

Ormai tutte le scuole cittadine seguono un protocollo che stabilisce, in base ai livelli dell’inquinamento, se i bambini possano o meno giocare all’aperto durante gli intervalli tra una lezione e l’altra. Ma non basta: verificate che la scuola che vostro figlio sta frequentando o frequenterà sia ben fornita di purificatori dell’aria non solo nelle aree comuni ma anche nelle singole classi.

Le situazioni aggravanti, come le allergie. In caso di ricorrenti e medio-gravi problemi all’apparato respiratorio, verificate che i problemi derivanti dall’inquinamento non siano aggravati da un’allergia del bambino; le più frequenti possono essere le allergie alimentari, o quelle ai cani/ ai gatti,  agli acari della polvere, ai pollini. Un esame del sangue specifico per scoprire eventuali allergie può esservi prescritto dal vostro pediatra ed esse a possono essere tenute a bada con la medicina tradizionale cinese o in casi più gravi con prescrizioni di antistaminici.

Va da sé che, se si può, un’interruzione del lungo inverno Shanghainese con soggiorni in patria o in località più salubri rispetto alla realtà in cui ci troviamo, questo può essere, anche fuor di metafora, una vera “boccata d’ossigeno” per i vostri bambini. I polmoni hanno in parte la capacità di auto-pulirsi, se posti al riparo dall’inquinamento quotidiano per periodi sufficientemente lunghi, anche se ciò può non essere sempre vero per quel che concerne le PM più piccole.

 

inquinamento cina

 

La vostra pelle: lo sapevate che anche l’aspetto della vostra pelle è influenzato dall’inquinamento? Le microparticelle possono penetrare sotto la pelle e creare infiammazione e, sulla lunga distanza, danni cellulari. E’ scientificamente provato che l’inquinamento può alterare l’uniforme pigmentazione della pelle, peggiorare le macchie scure, le rughe, l’invecchiamento cutaneo in genere e patologie quali le dermatiti atopiche e l’eczema, fino a favorire lo sviluppo del melanoma.

Anche se i miracoli non si possono fare, un buon consiglio è quello di curare al massimo la pelle durante la permanenza a Shanghai con tonico pulizia e creme specifiche antiossidanti (con vitamina C ed E) e ad alto livello di idratazione.  Brush o scrub profondi sono raccomandati dopo i giorni di pesante inquinamento. Fare il pieno di antiossidanti naturali e vitamine contenuti in frutta e verdura rossa gialla ed arancione – dalle arance alle carote, dai mirtilli alla rapa rossa, è un’altra buona mossa preventiva.

 

Fonti web per la Cina:

http://www.pollution-china.com/Outdoor-Air/

http://www.envir.gov.cn/eng/airep/index.asp

Naturalmente i controlli regolari presso il vostro medico di fiducia sono consigliabili per verificare che il vostro apparato respiratorio non abbia problemi e sia in perfetta forma.

Non dimenticate che una buona polizza assicurativa sanitaria può aiutarvi anche ad affrontare senza preoccupazioni economiche un’efficace prevenzione, o le cure tempestive di patologie collegate all’inquinamento urbano.

 

gianni airoldi

Gianni Airoldi, il vostro referente Pacific Prime in italiano.

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