Keyi / bu keyi… quando sei sul punto di disperazione ma…


 

Per ragioni che non sto troppo qui a spiegare, nel nuovo ufficio abbiamo ereditato l’adsl della societa’ precedente. Quando e’ arrivata la bolletta ho pagato, per scoprire dopo qualche mese che China Telecom minacciava di tagliare tutto se non provvedevamo a regolare la fattura. Forte della mia ricevuta sono andato alla Chinacom sicuro del malinteso. Nessun malinteso invece, la fattura proprio non era stata pagata. E la mia ricevuta allora? Quella era di un’altra adsl, praticamente la ditta precedente ne aveva due, di cui una nel negozio, io avevo pagato appunto quella…

Ora, la Cina ti sorprende perche’ (a volte) quando pensi che tutto sia perduto trovi invece comprensione e aiuto. Con la mia assistente siamo andati alla sede di quartiere dove un dirigente molto sveglio e dinamico ha sviscerato il caso in cerca della soluzione che limitasse il danno. Siamo usciti con un compromesso onorevole e un minimo danno economico. A luglio avrei ricevuto la nuova fattura per l’anno successivo.

Arriva luglio e infatti ricevo la fattura, data esatta, importo esatto, dopo qualche giorno vado alla posta a pagarla. 3.800 yuan per adsl commerciale, 2 mega, prendo la ricevuta e mi incammino, anzi pedalo. Un dubbio mi assale dopo un dieci minuti in bici sotto il sole. Ma ho controllato se nella fattura c’e’ il nome della nostra ditta? Lo so, mea culpa avrei dovuto certo ma per il caldo e le tante cose da fare mi sono dimenticato, e poi quel signore della Chinacom era cosi’ bravo insomma avevo piena fiducia. Nel momento in cui controllo il sole diventa piu’ infuocato e il rumore delle auto piu’

penetrante, si leva un urlo tra i grattacieli di vetro rovente di Jing’An, arghhhhhhh!!!! Il nome sopra e’ ancora quello della ditta precedente! Mi vorrei buttare in un tombino di fogna temperatura ambiente, e ora? Due minuti di allucinazioni sono abbastanza, decido l’impossibile, tornare alla Posta e chiedere di annullaere il pagamento, lungo la via mi preparo mentalmente un patetico discorso in cinese sulle flagellazioni del mio boss (??) al mio ennesimo errore, comprerei anche delle ginocchiere nel caso dovessi strisciare in preghiera fino al Bund, entro nell’ufficio, vado dritto allo sportello dove – miracolo – trovo la stessa impiegata di 15 minuti prima. Di solito i cinesi non sono mai fissi ma mobili e cambiano di posto appena ti giri un attimo. Le spiego che ho sbagliato, che ho pagato la fattura sbagliata e senza tentare troppo chiedo se c’e’ qualche banfa (modo) per risolvere la cosa. Mi guarda un attimo perplessa e mi fa candida candida: vuoi che la annulliamo? Rimango basito, non mi aspettavo questa domanda e dico beh si sarebbe la soluzione ottimale, magari se mi ridate anche i soldi… Hao le, va bene dice, prende la mia fattura, riprende la matrice, ci timbra sopra, mi fa firmare un foglio e mi restituisce tutto. Grazie dico, vado fuori cercando di non esultare troppo ed essere investito da un camion nella buona sorte… Facile, come poteva essere cosi’ facile???

Mi ricordo altre volte con situazioni piu’ semplici in cui bastava ragionare un attimo e risolvere la cosa, di essermi sentito rispondere bu keyi, guiding, non si puo’ e’ il regolamento. Tipo in banca, nonostante mi conoscano da una vita, che io abbia la mia password, un giorno che non ho portato il passaporto non c’e’ stato niente da fare. Guiding

Beh, questo era primo per presentare la mia stupidita’, secondo per dirvi che in Cina tentate sempre, a volte puo’ anche andare bene. Vi tengo aggiornati sulla questione della fattura…

Quel giorno forse era magico perche’ nel pomeriggio sono andato in banca a fare la nianjian, la certificazione annuale del conto per aziende. Come al solito c’e’ una pletora di documenti da portare, entro e mi indicano uno banchettino in fondo con un impiegato vestito come un impresario di pompe funebri. C’e’ uno seduto davanti a lui prima di me, per cui aspetto, non c’e’ un numero da prendere, per cui sto in fila. Fila… sono io in piedi come un cretino in mezzo al deserto e uno spazio ampio intorno; e infatti, mano a mano che arriva gente mi passa davanti e va a portare i documenti all’impiegato che e’ gia’ alle prese con le scartoffie del primo. Risponde a tutti e dice di aspettare, chiaramente mica si mettono dietro a me, ma a fianco del banchetto, seduti per terra, attorno a lui tenendo tese le buste come occupando per diritto uno spazio indefinito.

Mi vedo gia’ in battaglia per difendere la mia precedenza, ma appena il tipo prima di me finisce e se ne va, e prima che uno degli accampati prenda il posto, una guardia-inserviente mi spinge avanti facendo sgombrare tutti e mi fa sedere davanti al becchino. Gli altri mi guardano stupiti ma non demordono cercando di infilare le loro pratiche lo stesso all’impiegato che comunque si rivolge a me. Nianjian? chiede. Si, nianjian. Hai il timbro della ditta? Si. Business licence? Certo. Poi arriva uno alto che mi guarda e fa al collega: ma che questo parla cinese? Si dico, abbastanza… Intanto per calmare gli altri che premono chiede le stesse cose e scopro che uno ad uno puntualmente vengono rimandati indietro perche’ gli manca qualche documento. Io rimango li imperterrito presentanto tutta la documentazione ma sempre in attesa che mi dica manca questo, prego si accomodi e torni dopo… invece niente, ad ogni “hai questo?” produco il foglio che serve, e’ un timbrare e compilare infinito che dura una buona mezz’ora, il tutto sopra un banchetto grande come quello di scuola con gente che continua ad arrivare e chiedere informazioni a quello che pare il solo impiegato in attivita’ la dentro. Lui pur affannandosi tra banchetto e fotocopiatrice risponde a tutti. Il piu’ bello e’ una tipa in tacchi a spillo e teilleur verde acido che arriva con la business licence incorniciata come si appendono al muro di solito, dice che non ce l’ha fatta a tirarla fuori, che le si rompevano le unghie… mi sorprende come si prodighino lo stesso anziche’ mandarli via e dirgli di tornare con la licenza in formato foglio e non pinacoteca. Invece arriva una impiegata da uno sportello che la prende in consegna e si esibisce in un goffo tentativo di fotocopiare la licence dentro la cornice, immaginate un po’ che puo’ venir fuori col riflesso della macchina…

Insomma, soddisfatto per la mission impossible compiuta ringrazio stringendo insolitamente la mano a tutti li dentro, dall’impiegato occhialuto, alla signora delle fotocopie e giu’ giu’ fino al baoan che mi ha assistito nel mantenere un minimo di fila.

Mancava una foto insieme, insomma un giorno fortunato da ricordare…

 

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