Le (nuove) leggi antifumo in Cina e a Shanghai


Contributo a cura di Eleonora Pallavicino, Pacific Prime China

 

Le statistiche

La popolazione di fumatori in Cina è numericamente la più grande del mondo: vari studi statistici hanno indicato un numero di fumatori superiore ai 300 milioni (secondo “The Chinese Association on Tobacco Control” la stima è di 316 milioni di fumatori). Considerando che il numero globale di fumatori nel mondo è stimato in circa un miliardo, ecco che i fumatori cinesi ammontano a circa un terzo di questo numero e sono più del 28.1% della popolazione del paese; più della metà di essi ammettono di aver cominciato a fumare prima dei 20 anni.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità-WHO calcola che ogni anno muoiano in Cina per motivi legati al consumo di tabacco circa un milione e mezzo di persone. Fatti i dovuti conti, questo significa una morte su sei di quelle che avvengono al mondo annualmente a causa del fumo. Del milione chiamato qui in causa, si valuta che circa 100.000 siano i decessi legati al fumo passivo!

Dunque in Cina quasi ogni 30 secondi una persona muore a causa dell’uso del tabacco: si tratta di 3000 decessi al giorno ed è un numero allarmante.

Se il consumo di tabacco non verrà limitato il WHO, come una Cassandra, calcola che il numero dei decessi annuali possa arrivare a 3 milioni entro il 2050.

 

Le strategie di Shanghai per limitare il fumo: spazi 100% smoking free e multe salate

Chi vive in Shanghai sa per esperienza di prima mano che essere circondati da fumatori locali è all’ordine del giorno, talvolta anche sui mezzi pubblici di trasporto.

Il WHO ha calcolato che in una “tipica settimana cinese” il 70% degli adulti sono esposti al fumo passivo in almeno uno degli ambienti che frequentano.

Che cosa sta facendo il governo cinese per ridurre il consumo di tabacco e tutelare la salute dei fumatori, anche di quelli passivi?

Dallo scorso novembre il governo cinese ha annunciato un piano legislativo allo scopo di bandire il fumo negli spazi e nei locali pubblici di tutto il vasto paese. I nuovi regolamenti sono stati annunciati con una presentazione davanti alla commissione “National Health and Family Planning” e prevedono la proibizione del fumo in tutti i locali pubblici, shopping mall, uffici e trasporti pubblici, scuole e ospedali, ed in molte aree pubbliche all’aperto, come i siti storici, gli stadi, le aree adiacenti alle scuole e le fermate dei bus.

Il governo locale ha recepito rigidamente  la normativa con la volontà di creare a Shanghai spazi liberi dal fumo al 100%: il che ha significato anche eliminare le aree “fumatori” esistenti fino a pochi mesi fa nei ristoranti e negli uffici; è un gran passo in avanti rispetto alle leggi del 2011, che limitarono l’uso di sigaretta e compagnia bella, ma che all’atto pratico si rivelarono spesso inefficaci proprio a causa della divisione in aree fumatori e non fumatori nei luoghi pubblici, con la costante e nota contaminazione proveniente dalla zona fumatori a danno di quella non fumatori.

Le nuove regole, in vigore dal marzo 2017, sono le più rigide mai implementate nella storia di Shanghai, ma la loro efficacia nei prossimi mesi dipende dall’effettiva volontà di mantenere severamente in vigore questo bando al fumo annunciato e pubblicizzato a suon di fanfare, e dai servizi offerti al pubblico per incoraggiare l’abbandono del fumo.

Shanghai pare questa volta voler veramente seguire le orme di Hong Kong e Pechino, dove l’applicazione delle regole è stata efficace.

I dati relativi a Pechino, raccolti alla fine del 2016, mostrarono che dopo il bando del fumo in vigore dal giugno 2015, il numero dei fumatori si era già ridotto di 200.000 unità, non solo grazie ai divieti naturalmente, ma anche grazie ad una parallela campagna pubblicitaria antifumo e all’offerta di servizi per supportare i cittadini nei loro tentativi di abbandonare la sigaretta.

Molti sono i fattori da considerare nel valutare le manovre antifumo in azione nel grande paese.  Purtroppo l’industria del tabacco è altamente remunerativa per il governo cinese, dal momento che gli introiti che ne derivano sono circa un decimo del globale gettito fiscale. D’altro canto l’aumento delle tasse può anche essere un deterrente al consumo – le tasse sul tabacco sono infatti state aumentate nel 2015, anche se esistono ancora in commercio sigarette che costano meno di 10 rmb al pacchetto (le sigarette cinesi come è evidente sono tra le più economiche al mondo). Inoltre in Cina, dove si producono più sigarette che in ogni altra parte del pianeta, c’è stata molta riluttanza a introdurre sui pacchetti quelle immagini inquietanti di malattie e malformazioni, volte a disincentivare l’uso della sigaretta, che invece compaiono sulle confezioni prodotte in altre parti del mondo, secondo le esortazioni e i dettami del WHO.

Forse le multe salate entrate in vigore a Shanghai con le nuove leggi saranno un ulteriore deterrente, con sanzioni individuali che vanno dai 50 ai 200 rmb, e sanzioni per le aziende ed uffici che partono da 2000 rmb ma che possono arrivare anche a 30.000 rmb, unitamente al rischio di perdere la licenza di operare.

L’impatto negativo del fumo (attivo o passivo che sia) sulla salute “pare” arcinoto, parlarne sembra quasi una banalità, ma i sondaggi condotti dalle autorità cinesi indicano che nel Paese di Mezzo c’è ancora molta disinformazione sull’argomento, se non totale ignoranza dei fatti. Ed ecco un altro passo da fare in Cina: diffondere capillarmente le informazioni sui danni causati dal fumo!

 

 

Il WHO ha rilevato che la consapevolezza circa i danni causati alla salute dalla sigaretta è veramente bassa: solo il 25% dei cinesi adulti sono informati con accuratezza sui rischi, e solo un terzo di questa percentuale rappresenta chi è a conoscenza dei rischi del fumo passivo.

E voi? Siete sicuri di essere puntualmente informati? Che ne dite di un bel ripassino?

Ecco alcuni sintetici input che vi esortiamo ad approfondire.

  • Tumori: il fumo di tabacco è notoriamente carcinogeno, e può essere causa di diversi tumori a: polmoni, bocca, faringe, laringe, esofago stomaco, fegato e pancreas, ma anche a reni, vescica e cervice. Il tumore ai polmoni rappresenta il 70% delle morti causate dal fumo nel mondo. Il rischio di sviluppare un tumore è direttamente proporzionale alla frequenza con cui si fuma e al tempo trascorso come fumatore, ed aumenta ulteriormente se si è cominciato a fumare in età giovanile.
  • Patologie cardiovascolari: i rischi di attacco cardiaco, di patologie alle coronarie e alle arterie periferiche, e di ictus sono statisticamente maggiori nei fumatori. In Cina il 46% degli uomini tra i 30 e i 44 anni che muoiono di malattie cardiovascolari sono fumatori.
  • Altri rischi per la salute: Il diabete di tipo due può risultare aggravato dal fumo. Il rischio di ammalarsi di patologie polmonari infettive come la tubercolosi e la polmonite aumenta nei fumatori, così come il rischio di bronchiti croniche.
  • Gravidanza: Il fumo attivo o passivo durante la gravidanza può danneggiare il feto, causando ad esempio un basso peso alla nascita o l’aumento del rischio di SIDS (Sudden Infant Death Syndrome)

Smettere di fumare in Cina, a chi rivolgersi?

Se siete un fumatore che ha deciso di cambiare vita, non troverete (per ora! Ma la folle megalopoli viaggia veloce, si sa) a Shanghai una moltitudine di programmi e corsi per “smettere di fumare”. Il percorso più rapido è rivolgersi a un medico occidentale o anche ad un dottore cinese, esperto in medicina tradizionale o in medicina occidentale, che vi potrà dare indicazioni in merito. Si dice che l’agopuntura possa aiutare molto.

Nel rivolgervi direttamente ad un dottore troverete il supporto della vostra copertura assicurativa medica.

Per avere consigli su come utilizzare le vostre polizze in questa direzione o per scegliere una copertura sanitaria che includa innumerevoli opzioni, potete contattare Pacific Prime immediatamente.

I consulenti Pacific Prime sono esperti del sistema sanitario locale e della rete delle cliniche private e possono aiutarvi nelle vostre scelte assicurative e sanitarie.

 

Bibliografia:

Non mancate di dare un occhiata all’interessantissimo ed aggiornato Tabacco Atlas: http://www.tobaccoatlas.org;

WPRO | Tobacco in China

www.wpro.who.int/china/mediacentre/factsheets/tobacco/en/

http://www.reuters.com/article/us-china-smoking-idUSTRE72N0RH20110324

http://english.cri.cn/12394/2016/12/30/4202s948518.htm

http://shanghaiist.com/2016/11/24/smoking_ban.php

http://www.pacificprime.cn/blog/2017/03/07/anti-smoking-laws-strengthened-shanghai/

Ai nostri lettori: se avete domande o dubbi sulle polizze assicurative sanitarie per la Cina potete contattare direttamente Paolo Bonomi di Pacific Prime via telefono o mail:

 

Paolo Bonomi, il tuo contatto in italiano a Pacific Prime

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