Psicologica-mente: Colmare il gap per lavorare meglio


 

rubrica di psicologia a cura della Dott.ssa Renzoni
 

Luoghi di lavoro multiculturali con colleghi di diversi paesi del mondo, religioni e tradizioni: è questo lo scenario sempre più frequente al giorno d’oggi, soprattutto quando si lavora all’estero. Per questo è importante essere consapevoli delle differenze culturali e di come esse influenzano le dinamiche di gruppo, la comunicazione e lo stile nella gestione del personale. Ambienti spesso difficili che offrono tuttavia un patrimonio di esperienza e nuove opportunità di crescita.

Ma come migliorare questi rapporti a volte così complessi da far sembrare impossibile qualsiasi un punto di incontro? Per prima cosa parlate e fate parlare. Incoraggiate il vostro team a raccontare da dove viene e a condividere con voi la propria cultura; ad esempio festività e celebrazioni sono un ottimo modo per conoscere il mondo che vi circonda. Vi accorgerete che, durante feste, le persone riflettono valori universalmente riconosciuti: la famiglia, la fede, i bambini, i defunti ecc..

Promuovete dei momenti di sensibilizzazione culturale.

Se impiegate persone straniere o meglio se lavorate in un paese straniero, date ai vostri collaboratori un po’ di materiale su cosa significa lavorare nella vostra azienda e nel vostro paese. Organizzate situazioni di team building in cui compaiano riferimenti culturali di tutte le persone coinvolte. A monte di tutto ciò dovreste colmare le lacune nella vostra conoscenza di base.

Siamo tutti un work-in-progress e possiamo sempre imparare di più: identificate ciò che non sapete sui vostri collaboratori e approfondite. Per approfondire, appunto, la cultura che ci sta ospitando, ho pensato di rivolgermi ad una collega cinese la quale mi ha dato alcuni consigli che mi piacerebbe condividere con voi. Innanzi tutto l’individualismo è un concetto quasi sconosciuto in Cina: di solito le persone si definiscono in base alle regole familiari e di comunità e l’influenza dei genitori è più che mai determinante per i valori che i figli interiorizzano. Se i vostri collaboratori cinesi più giovani si mostrano spesso timidi, fin troppo calmi e non inclini al confronto probabilmente è perché, crescendo figli unici, hanno avuto poche opportunità di condivisione, scambio e scontro con qualcun altro. Spesso il parere dei genitori sul lavoro che il figlio svolge è determinante per la performance stessa. Cercate, se potete, di coinvolgere l’intera famiglia organizzando ad esempio degli “open day” in ufficio offrendo magari qualche gadget dell’azienda ed un piccolo rinfresco.

Per quanto riguarda i collaboratori più anziani, sia in età che rispetto alla permanenza in azienda, dovreste sempre e comunque riconoscere loro una certa autorità ed evitare qualsiasi tipo di diverbio in pubblico. Molti cinesi non amano il confronto diretto soprattutto in pubblico e quando c’è insoddisfazione spesso non lo palesano ma decidono improvvisamente di licenziarsi. Cercate di evitare ciò attraverso riunioni in cui, oltre all’avanzamento dei lavori, viene fatto il punto della situazione in termini di motivazione, soddisfazione e margini di miglioramento. Quando ci sono conflitti fate attenzione a non scambiare il silenzio con l’assenso; per i cinesi è spesso l’opposto.

Non essendo abituati ad esprimere le proprie opinioni, probabilmente non vi diranno mai la loro sulla causa del conflitto, a maggior ragione se sono presenti o coinvolti dei superiori. Potreste aggirare l’ostacolo mettendo a disposizione una “suggestion box” dove ognuno può depositare la propria idea in maniera discreta, senza esporsi direttamente. Fate attenzione a non confondere una carenza attitudinale con una carenza di competenze; magari i vostri collaboratori cinesi non sono stati formati su determinate abilità per voi scontate e routinarie. Quindi il problema non è che non sanno fare qualcosa, ma che non lo hanno mai imparato perché probabilmente nessuno glielo ha mai insegnato! Pazienza, chiarezza e scambio continuo sono indispensabili per capire e farsi capire.

Detto questo, non bisogna però fare l’errore di essere troppo permissivi nei confronti dei nostri collaboratori perché ci si sente in debito o in dovere o si ha paura di ferire i sentimenti di qualcuno.

Autorevolezza e responsabilizzazione sono fondamentali per creare un team efficace e comunicativo.

Infine, ma non ultimo, cercate di ridurre al minimo gli ostacoli linguistici; studiate il cinese e assumete qualcuno che, da subito, vi faccia da interprete e da supporto. Nello stesso tempo promuovete corsi di inglese o della vostra lingua madre per i vostri dipendenti. Siate consapevoli che nessuno di noi nasce “culturalmente sensibile”; è un’abilità che necessita di essere sviluppata e arricchita costantemente e alla cui base ci deve essere un interesse sincero e propositivo verso il paese che vi ospita.

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