Psicologicamente: sindrome da “burnout”


– rubrica di psicologia a cura della Dott.ssa Renzoni –

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Il burnout è  definito come una sindrome di esaurimento emotivo, di depersonalizzazione e derealizzazione personale, che può manifestarsi in tutte quelle professioni con implicazioni relazionali molto accentuate (possiamo considerarlo come un tipo di stress lavorativo).

Il soggetto colpito da burnout manifesta:

  •     Sintomi aspecifici (stanchezza ed esaurimento, apatia, nervosismo, irrequietezza, insonnia)
  •     Sintomi somatici: insorgenza di patologie varie(ulcera, cefalea, disturbi cardiovascolari, difficoltà sessuali ecc.)
  •     Sintomi psicologici: rabbia, risentimento, irritabilità, aggressività, alta resistenza ad andare al lavoro ogni giorno, negativismo, indifferenza, depressione, bassa stima di sé, senso di colpa, sensazione di fallimento, sospetto e paranoia, rigidità di pensiero e resistenza al cambiamento, isolamento, sensazione di immobilismo, cinismo, atteggiamento colpevolizzante nei confronti degli utenti e critico nei confronti dei colleghi.

Tale situazione di disagio molto spesso porta il soggetto ad abuso di alcool, di psicofarmaci o fumo.

Generalmente nasce da un deterioramento che influenza valori, dignità, spirito e volontà delle persone colpite.

È in costante e graduale aumento tra i lavoratori dei paesi occidentalizzati a tecnologia avanzata, ciò non significa che qualcosa non funziona più nelle persone, bensì che si sono verificati cambiamenti sostanziali e significativi sia nei posti di lavoro sia nel modo in cui si lavora.

Molti ambienti lavorativi richiedono una forte dedizione ed un notevole impegno, sia in termini economici sia in termini psicologici e, in certi casi, i valori personali sono messi in primo piano a scapito di quelli lavorativi.

Ovviamente in contesti e situazioni in cui l’aspettativa professionale e di carriera è alta, come nel caso di chi si è trasferito all’estero per questo scopo, il burn out è molto diffuso.

Nel caso specifico di Shanghai, sappiamo tutti quanto possa essere difficile lavorare qui: abbiamo già affrontato le problematiche legate ad ambienti multiculturali ma non dimentichiamoci che esistono altri ostacoli che possono portarci al burnout.

Spostamenti estenuanti in metro o taxi, straordinari sulla base del fuso europeo che spesso ci costringono a lavorare anche al di là  dell’orario cinese,  alte aspettative rispetto alla nostra performance da parte delle società che ci pagano stipendio e vita shanghainese, infinite possibilità di svago che ci allontanano dai nostri doveri e che portano a ritmi di vita sregolati.

Cosa fare praticamente?

Riconoscere la sindrome del burnout non è così facile, spesso si tende a ricondurre il tutto come un problema dell’individuo e non del contesto lavorativo nel suo insieme.

Ma tali interventi sul singolo non sono semplici: purtroppo ancor oggi molti preferiscono pensare di avere un problema organico invece di accettare l’idea di poter avere un problema psicologico anche se causato da fattori esterni.

E’ dunque consigliabile l’adozione di un approccio preventivo per cercare di evitare il problema.

Il modo migliore per prevenire il burnout è sicuramente puntare sulla promozione dell’impegno nel lavoro.

Ciò non consiste semplicemente nel ridurre gli aspetti negativi presenti sul posto di lavoro, ma anche nel tentare di aumentare quelli positivi.

Azioni possibili a livello individuale:

  •     porsi degli obiettivi realistici
  •     variare la routine
  •     fare delle pause
  •     favorire il benessere psicologico e bilanciare frustrazione e gratificazione
  •     applicare tecniche di rilassamento fisico e mentale
  •     separare lavoro e vita privata, per evitare la propagazione del malessere nella vita familiare
  •     cercare di avere ritmi di vita più regolari possibili

Azioni possibili a livello sociale:

  •     rafforzamento della relazione con amici e familiari allo scopo di compensare i sentimenti di fallimento e frustrazione legati alla
  •     vita lavorativa, volontariato, ecc.
  •     rafforzamento delle relazioni positive con colleghi o persone con lo stesso problema da cui possono derivare riscontri positivi, sostegno, utili confronti.

Concludendo, vi vorrei ricordare l’importanza delle vacanze e dei meritati momenti di pausa dal lavoro: ogni 2 mesi cercate di prendervi un week end lungo da passare in totale relax  e programmate almeno due sospensioni di  2 settimane l’anno

in cui ricaricarvi al meglio.

A questo proposito, viste le imminenti vacanze natalizie, auguro a tutti voi delle serene e rigeneranti feste!

 

Per domande, chiarimenti e approfondimenti non esitate a scrivermi alla mail   simona@communitycenter.

 

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