Qibao, la water town a tiro di metro


A metà fra set cinematografico e realtà, con le pance degli aerei ancora in decollo dal vicino scalo di Hongqiao, Qibao (letteralmente “sette tesori”, riferito a quelli conservati un tempo nel suo tempio principale) è un pezzetto di antico incastrato nella moderna cittadina, vestigia dell’epoca in cui (a partire dai Song settentrionali – 960-1126 – ma soprattutto sotto Ming e Qing) divenne un importante centro per lo smistamento del tessile prodotto nella vicina Songjiang.

Per chi ha già visitato una delle cosiddette città d’acqua, ovvero i villaggetti costruiti lungo canali che proliferano intorno a Shanghai, forse Qibao rappresenterebbe l’ennesimo dejà vu. E poi è vero, Xitang, Zhujiajiao, Tongli sono più grandi e carine. Ma Qibao ha un vantaggio non da poco: è collegata al centro città dalla linea 9, basta scendere alla fermata omonima per farsi un paio d’ore di assaggio in una water town, senza troppi spostamenti.

A dire il vero, appena scesi dalla metro sembra di stare a Xujiahui o Lujiazui, uno di quei moderni quartieri di Shanghai, con un enorme centro commerciale nuovo nuovo e l’immancabile insegna KFC rosso sgargiante. Ma bisogna avere fede, camminare per un centinaio di metri fino all’incrocio e svoltare per cominciare ad entrare in uno scenario più tradizionale. Una via pedonale piena di venditori di tutto ma proprio di tutto dà l’accesso a un portale antico (o anticato) di pietra e legno da dove parte il vecchio villaggio. Sarà perchè siamo ormai allenati allo shopping di Shanghai, ma la vietta piena di negozietti incastonati dentro vecchie abitazioni di legno ci prende subito, assieme alla folla di gente (è il 1 gennaio 2010, sabato) e le innumerevoli cose da vedere che non ti fanno riposare gli occhi un attimo. Botteghe di made-in-china e trabucchi locali che chiamare artigianato sarebbe troppo, sicuramente cose che si trovano anche a Shanghai ma che in quella via sono concentrate come in un lungo canalone, e anche mica male…. un negozio sicuramente svetta tra tutti, coloratissimo e concentrato in un solo articolo ormai considerato estinto come il fiammifero, rivalutato con decise pennellate di pop-art (qui Mao in tutte le salse la fa da padrone).

Salendo sopra uno dei ponti di pietra ci si ricorda come a Qibao ci dovrebbero essere anche dei corsi d’acqua con delle barche tradizionali. Eccole infatti, colme di turisti, ovviamente, ma la folla è così tanta che cercare suggestività è una causa persa, quindi si prosegue per un’altra via, chiaramente dedicata al food, con decine e decine di case da tè, ristoranti, stand, tutto rigorosamente di legno, con i corridoi che si dipanano dentro piccoli antri per salire fino al secondo piano. Tra grugnetti di maiale, tordi infilzati, lastroni di riso soffiato, pollo in terracotta (huajiaoji) e altre delicatessen locali, la folla prosegue ondeggiando, le teste salvate miracolosamente dal minaccioso zucchero filato che qui è provvidenzialmente venduto avvolto in sacchetti di cellophan.

Una curiosità, il museo dei grilli (cricket museum), storia di uno dei passatempi ancora in voga in Cina, di cui Qibao era un importante centro con la sua particolare specie dal collare giallo. Solo di mercoledì pomeriggio, è possibile assistere alle rappresentazioni del locale teatro delle ombre.

Nota: in prossimità dell’entrata, vi può venire chiesto di comprare un biglietto di 30 RMB. Non è il biglietto di entrata al villaggio, che non c’è fra l’altro, ma un biglietto per gli ingressi ai musei interni, non obbligatorio, e acquistabile anche una volta dentro.

 

Qibao Heritage Town

Indirizzo: Qingnian Rd., Qibao Town

Tel: 64615308

Orario: 8:30-17:00

Come arrivarci:

Metropolitana: linea 9, fermata Qibao, uscita 2 (preferibile). Circa mezz’ora di viaggio.

Dall’uscita metro, tenere la destra fino al primo incrocio (circa 100 mt), poi ancora dx e proseguire fino alla via pedonale, c’e’ un grande portone di legno, entrare.

Bus: 87, 91, 92, 735, 753, 763, 803, 911

 

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