Italiani da esportazione


Ogni volta che parlo con dei cinesi che hanno a che fare con noi italiani li ascolto trasportato e mi viene da prendere carta e penna perché’ ci sono sempre storie incredibili. Storie divertenti, che rappresentano tanto del nostro carattere nazionale, qualcuna anche antipatica, davvero. Amedeo, lo chiamo cosi, e’ un interprete cinese che ha studiato da noi e spiega la mentalità’ italica così nel suo italiano: “a voi italiani piace quello che e’ proibito, quando porto in giro clienti se vanno in posti turistici non si divertono, ma appena un cartello dice non entrare allora chiedono che cosa c’e’ dentro. Se spieghi le cose non ti ascoltano nemmeno perché’  pensano a cartello di divieto. Poi non li vedi più’ perche’ sono entrati dove non dovevano!
Altro aneddoto: un cliente visitando le macerie di un quartiere in demolizione trova una targhetta di metallo della municipalita’, decide di mettersela in borsa e portarla in Italia. Ma alla partenza gli viene il sospetto che non sia tanto legale e temendo controlli alla dogana la lascia a lui perché’ gliela spedisca. Amedeo cosi’ fa, ma DHL gliela ritorna ritorna indietro dopo un paio di giorni dicendo che e’ un oggetto di proprietà’ pubblica e non può’ passare la dogana. Il cliente non gli crede e continua a tempestarlo di email alludendo che se l’e’ tenuta per se alla fine! Amedeo chiede: “ma perché’ voi italiani piace tanto cose vietate, anche DHL dice non si può’ e basta, perché’ sempre insistere?”
Gia’, perche’? Perché’ siamo geneticamente programmati per volerla far franca?
E ancora: “sono stato a casa di un italiano, lui mi ha fatto vedere con orgoglio tutte le cose che aveva. “Eh non si poteva mica prendere sai, ma ci sono riuscito lo stesso” diceva sempre.

Perché’ e’ cosi mi chiede? Non ho risposta.

Un giorno portava in giro dei turisti alla Citta’ Vecchia. Ad un certo punto passano sopra un tratto del lastricato, forse antico, forse rifatto non importa, sono comunque dei bei sampietrini levigati. “Uno di loro mi guarda e dice: Amedeo, posso prenderne uno?” Io lo guardo e dico no, non puoi! Allora ho visto lui contento”, racconta, “prende un coltellino, ne stacca un pezzo da terra e se lo mette in tasca! Dovevo dire che si poteva, allora lo avrebbe lasciato li, o no?”.

Touche’, penso che abbia colto davvero come siamo! Allora uno dei più grandi pericoli per la Grande Muraglia sono le torme di italiani che ne staccano pezzi da portare a casa.

“Non si poteva ma ci sono riuscito”, questa frase non mi lascia la testa… Il potere del proibito, il privilegio dell’avere qualcosa che gli altri non possono avere, e’ questo che ci manda cosi’ tanto fuori di testa quando viaggiamo?

Un’altra tentazione proibita e’ quella di scappare lasciando i conti in sospeso: “Un cliente mi doveva pagare il saldo racconta sempre lui, deve partire dall’hotel per le 9 e mi da’ appuntamento li’ per pagarmi prima di partire. Mi dice anche di andarlo a prendere con una macchina che poi andiamo insieme all’aeroporto. Così faccio, vado, aspetto fino alle 9.30 ma niente, non c’e’ in giro. Allora chiedo alla reception, mi dicono che ha fatto check out alle 6 di mattina e che e’ andato via…”
Mi viene in mente il Rigatino di Tognazzi in Amici Miei ma non mi fa ridere, stavolta.

Amedeo ride invece, da buon cinese per sdrammatizzare, ma e’ una brava persona, lui. “Mi dispiace per loro” dice, “certo a volte perdo dei soldi ma non posso fare a meno di dare fiducia alla gente, se poi loro ne approfittano…“ e allarga le braccia.

Poi diciamo che sono i cinesi a fregare noi italiani…

Ma e’ la storia del “prasma” il top delle sue esperienze con i nostri connazionali: “Lui messo prasma in valigia!” mi grida davanti ancora incredulo!
La storia in breve e’ così: il giorno della partenza va a prendere un cliente al Grand Hyatt per portarlo all’aeroporto. Al momento del check out la reception scopre una cosa a dir poco incredibile ma usando tutta la diplomazia del caso gli chiede se per caso e’ venuto qualcuno dell’hotel in camera a fare della manutenzione o cosa. No, dice il cliente imperterrito, perche’ che problema c’e’?
E’ forse venuto qualcuno a riparare il televisore e lo ha portato via? e’ la seconda domanda della ragazza.
“No, ma perche’ c’e qualche problema?” ripete quello con una faccia che e’ piu’ di bronzo di una statua.
A quel momento Amedeo ha capito tutto e sentendosi in totale imbarazzo gli fa la domanda che la ragazza non osa fare: “Ma hai preso tu televisore?” Non ci vuole credere, fanno aprire la valigia e restano a bocca aperta: “Lui ha messo prasma (sarebbe il plasma, la tv) in valigia!!!”
E lo aveva messo bene dice, con le spugnette ai bordi per non danneggiarlo, insomma un furto bello e buono e ben premeditato.
I plasma del Grand Hyatt sono piccoli, ci stanno.
Nell’imbarazzo totale l’unico a mentenere il sangue freddo e’ proprio il cliente che si mostra anzi allibito di fronte allo sconcerto di tutti e osa una frase che sarebbe da scolpire nella hall dell’hotel in 20 lingue: ”’Io ho pagato la camera, se non si poteva prendere dovevano mettere un cartello vicino ben chiaro, e anche in italiano perché’ io l’inglese non lo parlo.”
Rimangono tutti senza parole, l’hotel si riprende il suo “prasma” e lo lasciano andare, che cosa gli vuoi fare a uno così? In auto Amedeo e’ imbrazzatissimo ma anche incazzato per la brutta figura e non sa trattenersi dal chiedergli che cosa pensava di fare!
“Tu caro mio non hai capito un cazzo” gli risponde l’altro, “io in Cina non ci torno piu’!”
Ce lo auguriamo tutti…

 

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