ReDChopsticks: altro che uovo al tegame…


Ogni tanto leggo sui giornali italiani di sequestri di merci cinesi non conformi a standard di sicurezza e igienici europei, l’ultimo riguarda l’azione delle nostre dogane contro pentolame e attrezzi da cucina provenienti dalla PRC. Sarebbero tossiche le padelle antiaderenti perche’ rilasciano sostanze cancerogene, alcune in maniera spaventosa, e fin qua uno pensa ok il rischio c’e’ si’ in Cina ovviamente, usero’ meno ‘ste padelle, ma quando leggi che sono state trovati tossici anche mestoli di legno e plastica, posate di metallo e coltelli soprattutto, per presenza eccessiva di cromo, allora pensi che ti sei gia’ giocato tutto, tu che vivi qui.

Le posate dici ok, ma tanto uso i kuaizi, le bacchette, e anche li sulla sicurezza non e’ da giurarci: la plastica puo’ essere tossica pure, e cosi’ il legno se tinto con vernici non adeguate. Ma i coltelli? Ieri ho tagliato una fetta di salame importato di frodo dall’ultimo viaggio in Italia, oltre al colesterolo, inevitabile, non e’ che mi saro’ fatto anche un panino al cromo evitabilissimo?? Domanda non da poco, perche’ se delle posate potrei anche farne a meno, come lo taglio il salume, a morsi?

Guardo il mio gatto e mi chiedo se la roba che mangia importata dal Giappone sia sicura. “Non c’e’ problema” mi ha rassicurato qualche mese dopo il disastro nucleare la signora del negozio dove compro le sue bustine. “Guarda”, mi fa, “sono state prodotte nel 2013, quindi sono sicure!” La guardo per capire se e’ scema lei o prende per scemo me, 2013 le dico, ma siamo nel 2012! “Dui le, esatto, guardandomi come una che dopo 10 secondi si e’ accorta di aver detto una stronzata ma che continua a negare per inerzia, cosa siamo gia’ nel futuro le chiedo? 2013 e’ la scadenza faccio notare, ma non dice quando prodotte! “Mei wenti” dice lei, anquan anquan, tutto sicuro. Mi rendo conto che sono in una realta’ surreale, inutile cercare una logica.

La guardo mentre si precipita a lavare un dobermann terrorizzato che mi guarda sperando che lo salvi, magari quella lo lava con l’acido per sbiancarlo. Capisco che di queste cose non gliene frega niente, basta vendere. Il problema e’ che il mio gatto mangia solo quelle, la scelta e’ di prodotti locali che non so se sia peggio. Che fare?

Nessuno e’ al sicuro, mi chiedo quanto siamo disposti a sacrificare per stare qui, non e’ che ci stiamo giocandoci anni di vita per fare qualcosa che da noi non possiamo, non vogliamo o non riusciamo a fare? Siamo anche noi presi da una frenesia senza considerazione. Quando torna qualcuno dall’Italia il messaggio e’ sempre lo stesso: da noi si sta bene, si vive bene, ma ormai solo come turisti, purtroppo e’ qui che bisogna venire per vivere. Vivere? Non e’ che uno viene qui per… morire prima? Tocco ferro si, e’ vero che chez nous non e’ che sia proprio un ambiente sterilizzato tra emissioni di CO2, contaminazoni, sofisticazioni alimentari, ma qui siamo letteralmente sopra un vulcano.

Si avvicina il capodanno, brindero’ con uno spumante carico di solfiti felice di entrare nel 2012, io speriamo che me la cavo…

 

 

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