Salta e scappa!


 

– dal blog L’aula F. In fondo, ad est

Forse vi sarà già capitato di partecipare passivi e increduli al “Salta e scappa”, il nuovo team building play ideato dal geniale management del Carrefour shanghaiese.

In breve, le regole sono poche e ben confuse: un pesce del “Reparto Freschezza” (…), eletto piatto di portata principale della cena di qualche cliente, viene pescato dalla sua vasca con tanto di retino delicatamente manovrato dall’addetta Carrefour, messo ancora bello iperattivo in un sacchetto, pesato (non so come, dal momento che si dimena sulla bilancia) e, ormai pronto per essere consegnato al suo destino, il malcapitato intuisce la sua triste sorte e tenta la fuga.

Con un triplo salto carpiato, nonostante non fosse certamente una carpa, sfugge dalle mani della sua inconsapevole aguzzina e tenta, in perfetto curling style, di scivolare sul pavimento del supermercato, sfruttando quella costante presenza di acqua per terra che rischia di spaccarti l’osso del collo ogni volta che prendi un carrello per la spesa. E quindi tutti si affrettano ad inseguire l’evaso per i reparti, studiando la corsia più adatta alla cattura e sperando magari di risolvere il problema della cena con un “pesce – premio”.

Ebbene, tutto questo vi sembrerà banale se andate al grande Mercato del Pesce di Shanghai, linea 1, fermata Zhenru, uscita non mi ricordo ma seguite il vostro naso e non sbaglierete.

Immaginatevi una grande area semicoperta, con una distesa di vasche, vaschette e contenitori di ogni forma dove oziosi pescivendoli espongono la loro merce, da cui si rifornisce praticamente la maggior parte dei ristoranti di Shanghai. Pesce decisamente fresco: o meglio, vivo. Vivissimo.

Salmone più rosa della Pantera, molluschi che onestamente non avevo mai visto, dalle forme e nomi intraducibili, crostacei, lumachine di mare, astici, granchi grossi come gatti: dimenticate il mercato del pesce Ballaro’ di Palermo o della Pignasecca di Napoli, perchè qui nessuno ti urla affettuosamente “ ‘A bella signo’, che lo volete un poco di pesce?” ma basta guardare un po’ più intensamente negli occhi un tristissimo tonno e scatta la trattativa su prezzi comunque già bassi, anche per laowai (pagate 1 jin di salmone circa 45 yuan). Se poi siete dei coraggiosi buongustai (o “malgustai”, dipende dai punti di vista) provate ad entrare un po’ più all’interno del mercato e troverete serpenti di mare, tartarughe, rane e altre strane bestiole. Ma lì diventano poi problemi vostri.

Lungo il mercato trovate piccoli locali più o meno improvvisati , o semplicemente piccoli tavoli, dove poter mangiare il pesce appena acquistato: non pensate di entrare, sedervi e ordinare il branzino….. Dovete prima comprare il pesce contrattandone il prezzo dal pescivendolo che vi è più simpatico o meglio ancora da quello con i pesci dagli occhi meno vitrei degli altri, quindi consegnare il vostro bottino al personale del ristorante che, dopo averlo nuovamente pesato, aggiunge 15 yuan al jin per cucinarvelo, aggiungendovi verdure e gustosissime salsine.

Magari non è esattamente il posto in cui portare i genitori quando vi vengono a trovare a Shanghai o dove uscire per la prima volta con quel bel ragazzo/a che avete conosciuto la sera prima al Bar Rouge (e se è lui/lei a portarvici, cancellate il numero per cortesia) ma è un’esperienza divertente, da collezionare nei vostri racconti cinesi, anche solo perché vale la pena sentire l’opinione di un ragazzo cinese della prestazione dell’Italia ai mondiali mentre ti pesa il polipo.

Una pacca sulla spalla e tanti complimenti vanno a colui che teatralmente, nel bel mezzo del più grande mercato del pesce della città, ha  voluto differenziarsi ed emergere, con il suo chioschetto di carne “Snow Dragon Black Cattle”. Meravigliosa la sua intraprendenza, nel caso a qualcuno per sbaglio al mercato del pesce venisse voglia di suino.

Vi starete chiedendo che fine abbia fatto il campione di “Salta e scappa” al Carrefour: ahimè acchiappato, rimesso nel sacchetto e una ben assestata manganellata ha messo fine ai suoi sogni di libertà.

“Cotto e mangiato” diceva un tempo la Parodi, qui sarebbe più adatto “Preso e bastonato”.

Buon mercato a tutti!

 

 

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