Siamo tutti Stepping Stones


 – dal blog L’aula F. In fondo, ad est

Questa avrebbe potuto essere una storia di Natale, da leggere vicino al presepe mentre tagli il panettone. Perché e’ una storia bella che ti allarga il cuore e racconta di amore, di progetti, di famiglia, di persone forti.

Ma poi sarebbe finita in una scatola in cantina, insieme alle palline dell’albero e ce ne saremmo dimenticati per un anno. Invece i protagonisti di questa storia il Natale lo vivono tutti i giorni o meglio aiutano gli altri a sentire quel calore che si ha quando si sta un po’ con chi ti vuole bene.

Di chi parlo? Dei volontari di “Stepping Stones”, un’organizzazione no profit nata nel 2006 e attiva a Shanghai nell’insegnamento della lingua inglese ai bambini svantaggiati nella scolarizzazione, figli di genitori migrati dalle campagne nelle aree urbane alla ricerca di lavoro. La missione di “Stepping Stones” e’, grazie all’aiuto di volontari cinesi e stranieri, migliorare il loro livello di inglese, spesso del tutto inesistente a causa di un livello di educazione nelle campagne piuttosto carente.

L’obiettivo che si pongono i volontari e’ di garantire a tutti i bimbi cinesi provenienti dalle campagne di poter accedere alle stesse opportunità di chi cresce nelle aree urbane, agli stessi diritti, di poter godere di un’adeguata istruzione, di diventare un domani tutti indistintamente degli adulti sicuri di se’ e con le stesse possibilità.

Ambiziosa come mission, penserete voi.

Decisamente. E sono tutti ben determinati a lavorare in questa direzione. Quotidianamente i volontari organizzano, discutono, si riuniscono con lo staff di “Stepping Stones” per definire attività programmi, orari, lezioni per fare in modo che ogni giorno i bambini nelle migrant schools abbiano le loro ore di inglese. Ogni giorno, dal 2006, fino a quando ci saranno bambini che vedranno il loro sacro diritto allo studio calpestato.

E non e’ proprio semplice: le scuole dove si svolgono le lezioni, create appositamente negli anni per accogliere questi bambini dalle zone rurali, sono piuttosto distanti dalla città, bisogna organizzare macchine e incastrare gli orari e le esigenze di tutti. Ma poi arrivi nel cortile della scuola e mille piccole divise colorate ti vengono incontro, schiamazzando e ridendo e ti dicono come prima cosa “Hello, how are you?

E basta un attimo e tu sei già perdutamente innamorata di almeno 100 di loro. Questi bimbi sono tanti, tantissimi, troppi perché qualcuno non si accorgesse di loro: ogni settimana circa 4.500 bambini ricevono aiuto da “Stepping Stones” nell’apprendimento dell’inglese attraverso lezioni gioco tenute da oltre 350 volontari in 12 migrant schools, 15 community center e 3 collegamenti video con scuole rurali. 

Le classi sono formate da circa 40/50 bambini e i volontari, con l’aiuto prezioso di collaboratori cinesi, riprendono ciò che gli insegnanti di inglese hanno spiegato durante la settimana nel programma didattico: con una pazienza infinita ripetono e ripetono fino a quando la pronuncia dei bimbi non migliora e cercano di far ricordare loro le parole più difficili con disegni e giochi. E’ un’esplosione di amore insomma: colore, rumore, risate, sguardi curiosi che ti dicono “Ni hao laoshi” ma poi si correggono subito e dicono “Good morning teacher”, bimbi più attenti e altri più chiaccheroni, che tuttavia alzano sempre la mano per rispondere ad una domanda.

Ma “Stepping Stones” e’ molto di più: garantisce lo svolgimento delle lezioni di inglese anche durante l’estate nei mesi di luglio ed agosto, organizza rural teaching tours nelle zone più isolate delle province cinesi come Henan, Jiangsu e Anhui per portare i volontari a tenere lezioni nelle scuole di campagna con maggiori carenze (di soldi, di insegnanti, di materiale scolastico) e ha creato un progetto splendido, “I Care Project”. Quest’ultimo, che mi ha colpito tantissimo forse perché senza i miei occhiali mi sarei persa i colori del mondo, ha visto “Stepping Stones” collaborare con l’ “Ai Er Hospital” per monitorare la vista a quasi 10.000 bimbi, spesso affetti da problemi agli occhi trascurati per difficoltà economiche delle famiglie e delle scuole: sono stati distribuiti gratuitamente 1.527 occhiali e 17 sono state le operazioni agli occhi per correggere le patologie più importanti.

Potrei elencare altri numeri e scrivere per ore delle attività di “Stepping Stones”. Ma prendetevi un giorno e andate in una migrant school appena fuori Shanghai. State un po’ con questi bimbi, aiutateli a ripetere le parole in inglese, guardate come fanno ginnastica meditativa tra una lezione e un’altra, come colorano, come sono semplicemente ….bambini.

Avrete voglia anche voi di essere una stepping stone, che letteralmente vuol dire “Pietra per passare il guado”: se tutti, uno dopo l’altro, uno accanto all’altro, ci mettiamo vicini e facciamo qualcosa per gli altri, per chi ha davvero paura di nuotare o forse non ne e’ capace, ecco forse…se le pietre diventano un sentiero, fatto di tanti stepping uno dopo l’altro…il sentiero diventa un ponte per attraversare il fiume…. forse se davvero tutti facciamo qualcosa per questi bimbi e li aiutiamo a non avere paura….ci saranno un domani adulti più felici e bimbi lasciati meno soli ad attraversare il guado.

Non mollare Stepping Stones!

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