La transizione globale verso il settore dei servizi: opportunita’ nel terziario


Saro Capozzoli, Nils Scholten – Jesa

 

Molte nazioni in via di sviluppo in tutto il mondo stanno passando dal settore primario ad un’economia industriale, per arrivare a stabilire un modello basato unicamente sui servizi. Questi Stati, stanno quindi vivendo i miglioramenti degli standard di vita associati a questa transizione.

Come ben noto, la Rivoluzione Industriale, iniziata intorno al 1760 in Gran Bretagna, ha portato un cambiamento epocale nella storia dell’uomo: dalla produzione artigianale (lavorazioni a mano) si e’ gradualmente passati alla produzione industriale (lavorazioni a mezzo di macchine). Giustamente, questo shift viene considerato come uno degli sviluppi più significativi della storia economica globale. Tale fenomeno, infatti, non solo ha avuto effetto in un modo o nell’altro su quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana, ma ha anche segnato un periodo di innovazione in cui venivano continuamente introdotte nuove e sofisticate tecnologie. Uno sviluppo analogo al boom della Prima e poi della Seconda Rivoluzione Industriale si e’ poi susseguito in varie forme fino ai giorni nostri.

Il cambiamento non si è infatti fermato: piu’ i lavoratori e i cittadini conquistavano servizi come l’istruzione, la sanità e l’intrattenimento, piu’ si e’ andato sviluppando il settore terziario, che si sta tutt’ora espandendo. L’accrescere di servizi come questi e correlati a questi ha creato un sentimento di bisogno nelle persone, causando inavvertitamente e conseguentemente un cambiamento culturale e standard di vita più elevati.

Recente è invece il cambiamento dell’industria manifatturiera che ha avuto luogo nel corso degli ultimi decenni. In Europa, la regione produttiva inizio’ dal 1989 a spostarsi versi Est, creando un’area che venne denominata “Blue Banana” proprio per descrivere il cuore industriale. Visto il differenziale fra il costo del lavoro in paesi dell’Europa Centro-Orientale (come Slovacchia, Slovenia e Cecoslovacchia) e quello in paesi dell’Europa occidentale (come Germania, Italia, Regno Unito, e Francia) sempre più aziende trasferiscono la produzione verso est, proprio perche’ più profittevole.

transizione al settore servizi in Cina3

 

Il costo medio del lavoro nel 2015 nell’UE e’ stato stimato a € 25,03 all’ora. Tuttavia, vi è una notevole differenza tra i paesi Europei occidentali e orientali. Infatti, mentre il costo medio del lavoro in Italia è stato stimato a € 28,10 all’ora, quello in Slovenia è stato di soli € 15,80 all’ora e quello della Slovacchia di € 10,00 ogni ora.

Tuttavia, non sono solo le industrie Europee a delocalizzare e rifocalizzare la produzione verso minor costi e piu’ servizi, ma anche la composizione industriale dei paesi asiatici sta subendo un’evoluzione. Anche se la crescita economica Cinese è scesa al 6,9% nel 2015, il governo ha messo in evidenza che i servizi hanno rappresentato più della metà della composizione economica per la prima volta, passando dal 48,1% al 50,5% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo di tempo, la quota di produzione del PIL è scesa al 40,5%. Sviluppi analoghi possono essere notati a livello mondiale, poiche’ le nazioni continuano a cambiare il loro modello economico da un’economia di produzione a un’economia di servizi.

 

transizione al settore servizi in Cina

 

Dato che il fatturato della produzione di miniere sta calando, il governo cinese si appresta a muovere grandi quote di denaro verso il crescente settore terziario. Tuttavia, questa transizione è difficile poichè molti lavoratori sono poco qualificati e alcuni non hanno addirittura un’educazione. Per esempio, nella provincia di Hebei, l’8% dei lavoratori dell’industria siderurgica non ha mai ricevuto l’istruzione primaria. Cio’ nonostante, il governo sta dedicando RMB 100mld per qualificare i lavoratori del settore secondario per il settore terziario, trasferendo soft-skills e capacita’ legate al settore dei servizi.

Un altro motivo che ha causato tali cambiamenti riguarda i nuovi servizi introdotti nello stesso settore terziario: le innovazioni tecnologiche. Per esempio, il successo dei servizi di concierge come Uber e il loro concorrente locale in Cina negli ultimi anni, Didi Kuaidi. Didi, che opera in più di 400 città in tutta la Cina, si aspetta di avere nel prossimo anno circa 30 milioni di autisti con 10 milioni di clienti ogni giorno. Lo sviluppo tecnologico sta spingendo il lavoro verso il settore terziario, poichè, grazie all’uso di macchinari il lavoro manuale sta diventando completamente automatizzato. Di conseguenza, la forza lavoro nei settori primario e secondario sta diminuendo, mentre sta aumentando quella nel settore terziario.

transizione al settore servizi in Cina2

 

Un altro ramo della tecnologia che ha fatto passi da gigante negli ultimi anni e ha contemporaneamente creato occupazione nel settore terziario è la stampa 3D. Come risulta evidente dalla recente “Shanghai 3D Printing EXPO”, che ha attirato oltre 100 aziende, vi è un notevole entusiasmo per quanto riguarda il rapido sviluppo di questa tecnologia in Cina.

La promozione ha dato alle aziende incentivi per la formazione dei lavoratori e la creazione di servizi innovativi e soluzioni dedicati a questa nuova industria. Questa rivoluzione tecnologica renderà presto possibile il trasporto di file e disegni da un luogo ad un altro del pianeta e il prodotto sarà stampato a casa, in ufficio, o in fabbrica, invece di essere prodotto in un luogo e trasportato in tutto il mondo. Sarà una sfida enorme e un’opportunità nel prossimo futuro. Ad esempio, i lavoratori che ora sono occupati in una catena di produzione, presto potrebbero essere impiegati per dare assistenza tecnica.

Le aziende devono adattarsi al mutevole panorama economico poichè, come crescono i redditi in Cina, cosi la domanda di servizi viene stimolata. Indipendentemente dal fatto che una società abbia appena deciso di entrare in Cina o vi e’ gia’ installata da anni, è necessario valutare il mercato tenendo conto dei cambiamenti nell’economia, in quanto l’Europa è spesso più lenta quando si tratta di adottare nuovi modelli di business.

 

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